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Economia a Terni: cresce l’export, salgono i giovani in cerca di lavoro

Economia ed Imprese Terni

Economia a Terni: cresce l’export, salgono i giovani in cerca di lavoro

Redazione economia
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Palazzo Bazzani, sede della Provincia di Terni

TERNI – La Prefettura di Terni ha pubblicato i dati relativi all’economia nel territorio aggiornata al 31 dicembre scorso ed il quadro che emerge è molto variegato. Cala l’occupazione, aumentano i cosiddetti Neet – ovvero coloro che non studiano nè lavorano, cresce l’export ma calano mercato del lavoro e accesso al credito.

Il quadro generale.  Nel secondo semestre 2018, l’economia ternana è caratterizzata da una crescita contenuta in alcuni degli ambiti analizzati, quali imprese, esportazioni e turismo e un arretramento in altri, quali il mercato del lavoro e l’accesso al credito. Questo andamento disomogeneo mostra una difficolta strutturale della fase di ripresa che, come illustrato dal recente rapporto di Banca d’Italia1, coinvolge l’intera regione. 

Negli ultimi due trimestri del 2018 si assiste a una leggera crescita tendenziale del numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali che interessa soprattutto il settore terziario. Per quanto riguarda il commercio con l’estero, nello stesso periodo si registra una crescita sia delle importazioni che delle esportazioni, consolidando la tendenza rilevata nella prima parte dell’anno. 

Nel corso del 2018, gli occupati sono diminuiti di quasi mille unita mentre le persone in cerca di occupazione sono aumentate di quasi duemila unità; tali andamenti implicano una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, anche se la crescita dell’offerta non trova completa capacità di assorbimento. Aumentano gli avviamenti al lavoro e gli iscritti alle liste di disoccupazione. 

Nel secondo semestre 2018 si rileva una diminuzione delle ore autorizzate di cassa integrazione guadagni che interessa gli interventi sia ordinari che straordinari mentre quelli in deroga si annullano. 

Crediti I finanziamenti erogati dal sistema del credito segnano una lieve flessione che interessa soprattutto i prestiti erogati alle imprese, mentre il credito alle famiglie continua a crescere. Il tasso di deterioramento del credito è in calo, così come l’importo dei protesti levati nella provincia.  Indicazioni positive provengono dal settore turistico, che nel secondo semestre del 2018 è caratterizzato da una crescita degli arrivi e delle presenze, sia dei clienti italiani che di quelli stranieri. 

Imprese. In base ai dati Istat, tra il secondo semestre 2017 e il secondo semestre 2018 il valore delle importazioni e delle esportazioni delle imprese ternane è aumentato, rispettivamente, dell’1,7 e del 19,5 per cento (Tavole 1.3 e 1.4). Nel complesso del 2018, i due aggregati aumentano, rispettivamente, del 9,7 e del 10,9 per cento. La crescita contenuta delle importazioni nella seconda metà dell’anno è determinata soprattutto dalla forte riduzione della voce “Metalli di base e prodotti in metallo” (-16,1% per cento nel secondo semestre contro -0,6 per cento nel complesso dell’anno) che pesa per circa la metà del totale del valore delle merci. In flessione risultano anche gli ingressi di prodotti nei settori dell’agricoltura (-54,2 per cen- to e -15,4 per cento, rispettivamente nel secondo semestre e nell’intero anno); dell’alimentare, bevande e tabacchi (-11,1 per cento e -1,0 per cento); del tessile, abbigliamento, pelli e accessori (-23,2 per cento e -12,8 per cento) e macchinari e apparecchi in genere (-35,0 per cento e -22,1 per cento).  Dal lato delle esportazioni, la crescita è trainata dai metalli di base e prodotti in metallo (+29,5 per cento nel semestre e +14,4 per cento nell’anno). Aumentano le vendite anche nei comparti dell’alimentare, bevande e tabacco (+2,5 per cento +4,7 per cento per l’intero anno), in quello delle sostanze e prodotti chimici (+9,9 per cento e +4,8 per cento) e negli articoli di gomma e materie plastiche (+16,5 per cento e +16,9 per cento). Nel corso del 2018 gli scambi con l’estero hanno proseguito la tendenza alla cre- scita avviata nella seconda metà dell’anno precedente, per le esportazioni questo andamento si è interrotto nell’ultimo trimestre, mentre nel caso delle importazioni un calo, più consistente, era presente anche nel terzo trimestre (Figura 1.4). Nel secondo semestre del 2018 il saldo della bilancia commerciale è positivo per 178,2 milioni di euro, valore che conferma l’andamento positivo osservato anche negli ultimi due trimestri sia del 2016 che del 2017. 

Occupazione. Gli occupati sono diminuiti mentre sono aumentati nella regione e nel Paese. Nel 2018 il numero di occupati residenti nella provincia di Terni è pari a 85 mila unità, e segna una flessione dello 0,8 per cento rispetto al 2017, in linea con l’andamento dell’anno precedente. Il numero di persone in cerca di occupazione ammonta a 9 mila unità e diminuisce del 18,8 per cento rispetto al 2017 (Tavola 2.1). Tali andamenti comportano una contrazione complessiva della partecipazione al mercato del lavoro – le forze di lavoro diminuiscono del -2,9 per cento – e una crescita degli inattivi (+1,9 per cento), cioè di coloro che, per effetto di scoraggiamento o altri motivi, si collocano fuori dall’offerta di lavoro. La variazione degli inattivi assume caratteristiche più marcate tra gli uomini.Tra il 2017 e il 2018 il numero di occupati è diminuito dell’1,5 per cento tra i la- voratori dipendenti e cresciuto dell’1,6 per cento tra gli autonomi. La crescita degli occupati si concentra nell’industria (+10,1 per cento), principalmente nel campo delle costruzioni (+28,5 per cento) dove si assiste a una ripresa in controtendenza rispetto al calo continuo degli ultimi anni (Tavola 2.2). Nel 2018 il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro (tra 15 e 64 anni) è pari al 59,6 per cento, in lieve aumento rispetto al 2017 (+0,2 per cento); la crescita si concentra tra gli uomini (+0,5 punti percentuali) mentre per le donne si ha una riduzione di 0,1 punti percentuali (Tavola 2.3). Il tasso di disoccupazione è pari al 9,8 per cento, contro l’11,8 per cento del 2017. La diminuzione risulta di pari intensità per i due sessi. 

Lavoro.Secondo la rilevazione Istat sulle forze di lavoro, nel 2018 il numero di occupati residenti nella provincia di Terni è pari a 85 mila unità, e segna una flessione dello 0,8 per cento rispetto al 2017, in linea con l’andamento dell’anno precedente. Il numero di persone in cerca di occupazione ammonta a 9 mila unità e diminuisce del 18,8 per cento rispetto al 2017. Tali andamenti comportano una contrazione complessiva della partecipazione al mercato del lavoro – le forze di lavoro diminuiscono del -2,9 per cento – e una crescita degli inattivi (+1,9 per cento), cioè di coloro che, per effetto di scoraggiamento o altri motivi, si collocano fuori dall’offerta di lavoro. La variazione degli inattivi assume caratteristiche più marcate tra gli uomini. Tra il 2017 e il 2018 il numero di occupati è diminuito dell’1,5 per cento tra i lavoratori dipendenti e cresciuto dell’1,6 per cento tra gli autonomi. La crescita degli occupati si concentra nell’industria (+10,1 per cento), principalmente nel campo delle costruzioni (+28,5 per cento) dove si assiste a una ripresa in controtendenza rispetto al calo continuo degli ultimi anni (Tavola 2.2). Nel 2018 il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro (tra 15 e 64 anni) è pari al 59,6 per cento, in lieve aumento rispetto al 2017 (+0,2 per cento). La crescita si concentra tra gli uomini (+0,5 punti percentuali) mentre per le donne si ha una riduzione di 0,1 punti percentuali.  Il tasso di disoccupazione è pari al 9,8 per cento, contro l’11,8 per cento del 2017. La diminuzione risulta di pari intensità per i due sessi.