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Ecco ‘Restart, comunità resistenti’: la Valnerina umbra dopo il sisma in quattro storie

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Ecco ‘Restart, comunità resistenti’: la Valnerina umbra dopo il sisma in quattro storie

Redazione cultura
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PERUGIA – La Valnerina che riparte nonostante tutto. Si moltiplicano le iniziative che mostrano come i paesi umbri (e non solo) colpiti dal sisma stiano lentamente ma orgogliosamente ripartendo. Dopo ‘La botta grossa’ che continua a girare le sale d’Italia con il regista Sandro Baldoni e il presidente della Pro Loco di Campi Roberto Sbriccoli che dialogano con gli spettatori, arriva “Restart, comunità resistenti” che si concentra su Campi, Norcia, Ruscio e Cascia.

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A scriverlo due giornalisti professionisti, Giorgio Vicario e Filippo Costantini, titolari a Perugia di una nota agenzia di comunicazione e Daniele Suraci. A realizzarlo invece MenteGlocale, un laboratorio permanente di comunicazione sociale di Perugia), con il contributo del Corecom Umbria, attraverso il bando Tv di Comunità 2017:. Anche qui è raccontata la ormai celebre vicenda della comunità di Campi con il progetto Back to Campi. Poi  c’è la storia di Maddalena e della piccola comunità di Ruscio che d’estate, prima del sisma, si riempiva di persone,  quella della vita all’interno del Monastero di clausura delle Suore Agostiniane di Cascia, che per il terremoto hanno dovuto momentaneamente andar via, per poi fare ritorno di nuovo. E quella dello “Spazio Solidale 24” – gestito dall’associazione “Montanari Testoni”, creata da un gruppo di giovani di Norcia per affrontare le avversità legate alle due forti scosse sismiche- è diventato un vero e proprio centro sociale all’interno di un container. Ogni giorno ospita riunioni di condominio, laboratori per bambini, cineforum e tanto altro.

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“Ci piaceva l’idea che fosse un racconto umano e personale di queste comunità. – spiega Costantini e Repubblica.it – La comunità è formata da una serie di individui che per andare avanti nonostante tutte le difficoltà scelgono di farlo insieme. Si sentiva il bisogno di raccontare positivamente il territorio. Tutta l’Umbria ha pagato il terremoto. Invece c’è una comunità che ha la forza e la volontà di rimanere e fare in modo che questi territori rimangano vivi”. Repubblica. it ha anticipato il documentario con alcuni spezzoni che potete vedere qui di seguito

 

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