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Ecco “Imperfetto”, l’esordio di Valeria Crescenzi: con il cuore la sfida al mainstream

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Ecco “Imperfetto”, l’esordio di Valeria Crescenzi: con il cuore la sfida al mainstream

Emanuele Lombardini
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(foto Nunzio Foti)

TERNI – La grande sfida è quella di autopromuoversi, attraverso i concerti: niente streaming per sei mesi, chi vuole il disco potrà averlo fisicamente ai concerti o su Amazon. Ma del resto Valeria Crescenzi, cantautrice e flautista ternana è così, fuori dagli schemi, lontana per scelta da quel circuito mainstream al quale pure come tutti si era affacciata fra Sanremo Giovani (due anni), le selezioni di X Factor e quelle di Musicultura.

(foto Nunzio Foti)

Dentro “Imperfetto”, il disco che oggi ha presentato ufficialmente in BCT c’è tutto questo, ma anche molto di più: otto tracce, sette canzoni inedite o riarrangiamenti di singoli già pubblicato – e la cover di ‘O mio babbino caro’, l’aria tratta dal Gianni Schicchi di Puccini che lei esegue al flauto. Ma c’è anche molto di quello che la sua vita artistica, già piena nonostante abbia appena 33 anni le ha riservato.

Vita e musica. Per esempio, l’incontro artistico con Antonello Armieri, musicista calabrese leader dei Kantiere Kairòs, una delle maggiori band di musica rock a sfondo cristiano del panorama italiano, che è autore di tutte le musiche dei brani: “Ci siamo conosciuti nel 2004, ad un seminario di scrittura musicale a casa di Bungaro, è stato lui che ci ha consigliato di unire le forze. Abbiamo cominciato col brano ‘Il contrario’ ed è stato subito un successo, abbiamo continuato…”

E poi ci sono le altre due esperienze fondamentali della sua vita artistica: la musicoterapia e l’esperienza alla Officina Pasolini, il  laboratorio musicale del quale Valeria Crescenzi ha fatto parte. Da lì è nato “Vernice”, il singolo del quale domani esce il video: “Il testo l’ho scritto in una mattina, mentre ero all’officina Pasolini. Mi ero laureata in musicoterapia e l’esperienza mi ha formato molto perchè in quei contesti lavori al fianco di gente che soffre, anche di gente in coma. E allora senti il peso e il valore del silenzio, per esempio, che ho voluto mettere nel testo. Antonello Armieri il giorno dopo aveva già scritto le musiche e le ho fatte ascoltare a Piero Fabrizi, docente alle Officine Pasolini. Francesco Valente in poco tempo ha realizzato una cornice e ho scelto di aggiungere il flauto traverso che suono da sempre”.

Controcorrente. Anche per il  video, scelte controcorrente: una location made in Umbria (Narni, Piediluco e Monteleone di Spoleto), nessun truccatore e l’uso della pellicola invece del digitale “Volevo che fosse imperfetto, come il disco, che fosse naturale, senza artifici. perchè io sono questa. Anche ai concerti – ne ha annunciato uno a Terni il 18 gennaio per inaugurare il tour – ci saranno canzoni che nel disco non ho incluso, perchè voglio continuare il dialogo col pubblico”. Niente streaming per sei mesi, come detto, ma anche niente più Sanremo: “Mi sono divertita, per due anni – dice – ma ci sono logiche che non mi appartengono”. Musicultura invece forse: “Probabile che io riprovi, ma con Vernice, che avevo mandato, non sono stata presa pur avendo avuto valutazioni altissime: anche lì devo capire le logiche”,

Tornerà invece presto al premio Bianca D’Aponte, il festival della canzone d’autore al femminile, che lei ha vinto col singolo d’esordio “Il contrario”: “Farò presto un concerto lì, è un ambiente bello ed importante”.

Collaborazioni di spicco. Intanto però c’è questo disco, con la produzione artistica di Francesco Valente e una serie di collaborazioni di livello, fra cui quella di Filippo De Laura “che ha reso molto forti i brani a livello sonoro, spiega Valeria Crescenzi. Armieri, aggiunge: “Nel mondo artistico spesso le cose si muovono solo grazie ai soldi. Invece Filippo ha abbracciato questo progetto vedendo il potenziale di Valeria. Lei potrebbe cantare qualsiasi cosa, perché ha una flessibilità nella voce, ma non si è mai piegata alla dimensione commerciale del mordi e fuggi. Avrebbe potuto immediatamente cantare brani che funzionavano a livello radiofonico e sarebbero durate per tre mesi. Invece lei fin dall’inizio ha voluto scrivere canzoni che hanno sfumature al di là delle parole”.

 

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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