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#E-StateInSicurezza, c’è un’umbra nel progetto di 8 giovani architetti per la spiaggia a prova di Covid-19 (GALLERY)

Cronaca e Attualità Marsciano Todi Deruta

#E-StateInSicurezza, c’è un’umbra nel progetto di 8 giovani architetti per la spiaggia a prova di Covid-19 (GALLERY)

Emanuele Lombardini
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SAN VENANZO – Un gruppo di otto giovani architetti, fra i quali spicca Consuelo Rellini, di San Venanzo. Giovani che hanno condiviso l’esperienza all’università di Firenze ed ora vivono fra l’Umbria, la Toscana e la Germania (gli altri sono Andrea Favilli, Antonio Giannetti, Caterina Ghielli, Mirco Guasti, Lavinia Guicciardini Salini, Lucio Innocenti, Tommaso Laezza). Sull’onda della questione ‘vacanze sicure’ hanno deciso di mettere insieme le forze e proporre un progetto alternativo che va al di là del plexiglas che è stato proposto nelle scorse settimane: “Viviamo e lavoriamo in paesi diversi – spiegano – ma la voglia di progettare insieme non è ancora passata”,

Niente chiusure. #E-StateInSicurezza,questo il nome del progetto ruota attorno ad una idea, quella di salvare, o quantomeno di aiutare, le imprese del settore balneare, visto che l’estate sarà diversa, ma proprio per questo abbiamo studiato una nuova soluzione che comunque rispetti le distanze tra le persone: “A nostro avviso – dicono – è fondamentale evitare di rinchiudere l’uomo dentro un oggetto. La domanda è sorta spontanea: perché chiudersi di nuovo all’interno di uno spazio limitato dopo due mesi di quarantena?”.

Ecco quindi l’idea che secondo i ragazzi può consentire di trascorrere l’estate al mare, ma in sicurezza: “Ciò che proponiamo – dicono-  è uno schema di flussi e distanze che permetterà sia ai proprietari degli stabilimenti che ai fruitori di tornare in spiaggia serenamente, lasciando l’ansia e l’oppressione di questi mesi il più possibile lontano dall’ombrellone.  In quanto architetti, però, non volevamo dimenticarci dello studio dei materiali utlizzati e della resa estetica della nostra soluzione.  Per questo motivo abbiamo deciso di focalizzarci su tre concetti chiave: flessibilità, sicurezza e sostenibilità”

Flessibilità Il progetto si basa sulla divisione in tre macroaree: ingresso, spiaggia e mare, suddivise a loro volta in compartimenti più piccoli e collegate da percorsi a un’unica  direzione. Si trovano ingresso (con pagamento e igienizzazione), spiaggia e mare; questi sono suddivisi a loro volta in compartimenti più piccoli e collegate da percorsi a un’unica direzione. In spiaggia, le file di ombrelloni sono divise da corridoi a unico senso di percorrenza, definiti da pareti di corde che delimitano ma non separano. All’interno poi ci sono divisioni garantite da un sistema di pallet, che può essere usato anche per il verde. “Uno schema – spiegano gli architetti – modulare e che per la tipologia di materiali consente di adattare il progetto a stabilimenti balnerari di ogni tipologia e dimensione. I proprietari degli stabilimenti potranno utilizzare tutto il materiale a loro disposizione, dovendo investire solo nella separazione degli spazi e non nell’arredamento. Il concept è improntato alla semplicità delle strutture, in modo da limitare al minimo il supporto di manodopera specializzata.  Proprio grazie alla sua modularità e alla facile reperibilità dei materiali, il progetto intende venire incontro alle esigenze di velocità e facilità di realizzazione.  Basterà applicare la griglia di base standard all’area a disposizione per individuare gli spazi da destinare agli ombrelloni e quelli per la circolazione”.

Sicurezza. “Abbiamo deciso di puntare – spiegano – sul garantire la sicurezza ed il rispetto delle norme vigenti senza erigere barriere che isolassero i fruitori in un ambiente occludente”.Il rischio di contagio viene evitato assicurando il rispetto delle distanze minime con l’installazione di arredi e strutture che si integrano perfettamente nel  paesaggio balneare garantendo al tempo stesso sicurezza e libertà di movimento. I corridoi a senso unico di percorrenza permettono di evitare assembramenti. Alcuni vanno verso il mare, altri vengono dalla battigia. Le distanze minime sono garantite. Le corde tra le diverse postazione servono anche per non rendere occlusivo lo spazio.

Sostenibilità.  I materiali selezionati sono il legno per la struttura centrale e i pallet, la corda per la delimitazione dei corridoi e, facoltativamente, la canapa, un tessuto  naturalmente anallergico utiizzabile per il rivestimento dei cuscini. Nell’intento di perseguire un’idea di sostenibilità ambientale ed economica, il concept  prevede materiali facilmente intercambiabili e reperibili localmente in tutte le regioni italiane.  L’utilizzo di materie prime “povere” e in parte di riuso riduce notevolmente l’impronta ecologica del progetto, sia in fase di realizzazione, sia in fase di  smaltimento.

Gli architetti spiegano che “hanno in mente di aiutare gli imprenditori del settore balneare, rimanendo a disposizione di amministratori, associazioni di categoria o imprenditori, in modo tale da esporre questa idea e aiutarli a fruire del mare anche in un’estate diversa come quella 2020”.

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Emanuele Lombardini
Emanuele Lombardini

Giornalista, cittadino d'Europa

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