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È morto Marco Pannella, l’Italia che ama la libertà adesso si ritrova molto più sola

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È morto Marco Pannella, l’Italia che ama la libertà adesso si ritrova molto più sola

Andrea Giuli
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A. G.

PERUGIA – Il vecchio leone abruzzese, eppure transnazionale, il leader dei radicali italiani se n’è andato stamattina, un giorno dopo il suo ricovero in ospedale a Roma per l’aggravamento delle sue condizioni dovuto alle conseguenze di due tumori, ai polmoni e al fegato. Giacinto Pannella, detto Marco, era nato a Teramo il 2 maggio del 1930. Aveva dunque appena compiuto 86 anni e li aveva festeggiati rintanato nel suo storico appartamento romano di via della Panetteria, omaggiato da personaggi pubblici e leader politici, tra cui il premier Matteo Renzi e l’ex premier Silvio Berlusconi.

Corrispondente del Giorno negli anni 50, leader dell’Unione goliardica italiana (si laureò in Giurisprudenza) , fu esponente del Partito Liberale Italiano di cui guidò la scissione nel 1955 dell’ala sinistra, insieme a Ernesto Rossi e Mario Pannunzio tra gli altri, proprio per dare vita al Partito dei Radicali e dei Liberali italiani. Divenne poi, negli anni successivi, il leader carismatico e incontrastato, per decenni, del Partito Radicale con il quale condusse memorabili e vittoriose battaglie (anche referendarie) per i diritti civili, quelle sull’aborto e per il divorzio anzitutto. Ma che quelle per la giustizia giusta (come dimenticare il caso Tortora), contro la fame nel mondo, per la legalizzazione delle droghe leggere.  Liberale, libertario, anti-ideologico, liberista, filo-israeliano, liberal-socialista, ambientalista non dogmatico, Pannella, anche attraverso i suoi estenuanti scioperi della fame e della sete, ha segnato in maniera indelebile e originale la storia politica e sociale italiana dell’ultimo mezzo-secolo. Borghese e rivoluzionario insieme, rispettoso delle tradizioni ma allergico alle più trite convenzioni, anticonformista, e’ stato più volte parlamentrare della Repubblica ed europarlamentare. Amico storico di Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, ma capace, negli anni, di lottare anche insieme alla sinistra extraparlamentare o di digiunare per i diritti civili dei detenuti del terrorismo nero, fu antifascista e anticomunista. Da oggi, l’Italia che ha a cuore la libertà senza aggettivi e’ un pò più povera e sola.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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