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Due dame, un territorio da presidiare e un candidato a sindaco di troppo: così a Perugia il M5S rischia l’esplosione

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Due dame, un territorio da presidiare e un candidato a sindaco di troppo: così a Perugia il M5S rischia l’esplosione

Pinocchio
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Una manifestazione del M5S

PERUGIA – Il film che sta scorrendo sotto gli occhi dei perugini ma non solo, prodotto dalla casa di produzione M5S e Associati ha vari attori protagonisti e diversi registi più o meno palesi. Ma di certo, come nei migliori gialli d’autore, la vittima è già stesa sul pavimento: gran parte dei militanti della prima ora e il legittimo desiderio dell’attuale capogruppo in Comune Cristina Rosetti di ricandidarsi a sindaco. Un tratto di penna e zac: tutti a casa o meglio restate tutti a casa per fare posto alla ricercatrice universitaria Francesca Tizi già candidata al Senato. Detta così sembra semplice, lineare, liscia: cose che accadono in tutti i  partiti anche se i M5S era nato cresciuto e prosperato proprio sull’alterità assoluta da questi modi. Ma avanti, con il tempo si cambia.

Controllo E si cambia soprattutto quando di mezzo c’è il controllo di un territorio, Perugia, e il timore che qualcuno o qualcosa possa sottrarlo. E allora, proprio a questo punto del film, si cambia inquadratura e si va a palazzo Madama dove siede la deputata Tiziana Ciprini e nell’aula del consiglio regionale dove invece si è accomodata la collega Maria Grazia Carbonari. E sulla scena subentrano le due dame: entrambe dai modi gentili e dall’aria affabile ed entrambe che incrociano il proprio destino politico su un punto: la ricandidatura a sindaco della Rosetti diventerebbe una potenziale minaccia per entrambe.

A due Per Ciprini che si vedrebbe in qualche modo invadere il campo perugino non dalla prima arrivata ma da un militante della prima ora del Movimento con diversi agganci sul territorio e apprezzata anche dagli avversari. Per Carbonari, invece, il punto sono le elezioni regionali: e anche in questo caso Rosetti diventa un ostacolo sia in caso di elezione a sindaco sia in caso di sconfitta perché sarebbe comunque un potenziale competitore. Per questo, come raccontano diversi attivisti, l’asse tra le due diviene strettissimo con l’obiettivo di andare a un cambio su Perugia. Niente Rosetti ma altro. Chi conosce il Movimento dall’interno non si meraviglia e sottolinea che “i parlamentari sono diventati delle sfingi dai modi sfuggenti” in cui ognuno gioca la sua partita. L’asse Ciprini-Carbonari inizia il lavoro sui vertici nazionali del M5S: oggi un giudizio negativo, domani un colloquio con lo stretto entourage del capo politici e ministro Luigi Di Maio e alla fine al momento di decidere la goccia ha scavato la roccia e Rosetti viene stoppata.

Figura giusta Anche perché la sostituzione viene bene: la ricercatrice Francesca Tizi sembra essere il profilo giusto per il nuovo corso governata del Movimento. Buone entrature nel mondo universitario (qualcuno maligna di un forte sponsor nella figura del candidato a rettore professor Fabrizio Figorilli), nessuna battaglia a muso duro e le conoscenze giuste in città soprattutto nel mondo imprenditoriale. Insomma, il gioco è fatto e questa volta la famigerata e acclamata piattaforma Rousseau non serve. Decide Di Maio, tanto più in un momento in cui il movimentismo scamiciato alla Di Battista non gode di fortuna. E la ricandidatura di Rossetti viene schiacciata in questo dedalo di interessi divergenti ma che convergono su un punto: il candidato a sindaco di Perugia non deve essere lei. Boom. Tutto per aria. E inizia lo scontro pubblico-privata: lo psicodramma del M5S che dopo la ferita di Orvieto si ritrova sulla pelle lo sgarro di Perugia e con liste che non avranno il logo ufficiale a Spello e Castiglione del Lago.

Lettere e sospetti E ora? Siamo al capitolo lettere e sospetti. Perché Rosetti, e c’è da capirla dopo che era andata anche i tv ad annunciare la sua ricandidatura, spara a palle incatenate contro “la candidata che ha appoggiato Romizi” e contro “un metodo che nulla a che fare con la partecipazione a cui siamo abituati del Movimento”. Nel frattempo la faglia del terremoto si allarga: il gruppo consiliare di Perugia si spacca con Giaffrida che spalleggia la protesta di Rosetti e il collega Pietrelli che invece si schiera con Tizi. Se le danno pubblicamente sui social. In mezzo una valanga di veleni che scorre silente ma che ogni tanto zampilla fuori. Liquido grigio che no profuma e che su tutto sembra allargarsi. E il tutto si allarga ai met-up grillini del capoluogo e non solo: si chiede di capire e si vogliono spiegazioni. La risposta? Il silenzio come nella migliore tradizione dei vecchi e sbertucciati partiti che alcune volte spedivano da Roma qualche pacificatore. Qui nulla. Rosetta ancora aspetta che Di Maio risponda alla sua lettera di richiesta di spiegazioni ma on molti pensano che quella risposta non arriverà. E il veleno entra e circola: qualcuno tira in ballo i nomi che andrebbero in lista con Tizi e sottolineano le parentela con questo o quello. Viene tirata in ballo Ciprini che resta silente ma il clima è a dir poco infuocato. Tutti vogliono parlare e nessuno intende più bisbigliare. I parlamentari come i consiglieri regionali per ora fanno finta di nulla: solo una timida spiegazione arriva dal deputato Filippo Gallinella che ringrazia Rosetti per l’impegno. E ora?

La lista super grillina E ora, se qualcuno molloni alto Di Maio o chi per lui, non sarà molto persuasivo un fronte di non poche persone potrebbe radunarsi,  e gia ora sono partite diverse riunioni sul territorio, per dare vita a una lista che possa raccogliere non solo il malcontento dei grillini dissidenti. Il candidato a sindaco? Cristina Rosetti. Occhi aperti. Scommesse aperte.

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