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Doppio attacco a Londra, la testimonianza di Solinas: “Ero a due passi, che paura”

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Doppio attacco a Londra, la testimonianza di Solinas: “Ero a due passi, che paura”

Redazione
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LONDRA – Si trovava a Londra per lavoro e ieri sera era a seguire la finale di Champions League in un bar poco distante da London Bridge e Borough Market e così oggi Attilio Solinas, medico gastroenterologo e consigliere regionale di Articolo 1 può raccontare da testimone le ore drammatiche vissute dalla capitale britannica per l’attacco di probabile matrice terroristica che nel quale sono rimaste uccise sette persone: “Londra oggi è una città presidiata dalle forze di polizia, che circondano le zone degli attentati, ma tranquilla e con i turisti in giro”, dice parlando all’Ansa.

“All”improvviso – dice ancora Solinas all’agenzia di stampa – ho cominciato a sentire le sirene e ho capito che qualcosa di grave stava succedendo. Ho provato ad avvicinarmi ma l”area era già circondata dalla polizia che mi ha accennato quanto successo”. Solinas dice di essere stato colpito da quanto successo poco prima nel bar. “E’ entrato trafelato – racconta – un ragazzo dai tratti mediorientali con uno zaino sulle spalle. Ha chiesto le chiavi del bagno e si è  subito chiuso dentro mentre il titolare chiamava la polizia che è  arrivata in un attimo. Hanno circondato il locale e sono entrati con le armi in mano ma il giovane si era gia” allontanato dal retro. Sicuramente non c’entra nulla con gli attentati ma sono rimasto comunque molto colpito e ho preferito allontanarmi. Poco dopo è  scoppiato tutto il putiferio al London Bridge”.

Timori e controlli. Parlando dei momenti precedenti al doppio attacco, il consigliere regionale spiega di avere affrontato razionalmente quanto successo: “ma ho comunque avuto un po’ di timore perchè  se quel ragazzo avesse avuto nello zaino una bomba poteva far saltare tutto, sarebbe bastato un attimo. Tuttavia mi ha colpito  che gli altri clienti del bar siano rimasti tranquillamente seduti”. Al suo arrivo a Londra Solinas aveva comunque subito avuto la percezione di una città “presidiata dalla polizia”. “Un elicottero – aggiunge – sorvolava costantemente la capitale e si avverte anche tra i turisti una sorta di rischio costante. La gente vive normalmente ma  c’è comunque vera preoccupazione  per chi gira con uno zaino sulle spalle. Lo avevo quando sono entrato in un museo e me lo hanno fatto immediatamente togliere. E’ consentito solo portarlo in mano”.

Solinas ha comunque confermato tutti i suoi impegni londinesi: “Devo tornare la prossima notte e lo farò – dice – Certo anche che in Italia la conoscenza del territorio casa per casa che hanno cittadini e forze di polizia può  essere un’ arma vincente contro il terrorismo”.

 

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