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Dopo quello perugino adesso le associazioni danno vita all’Umbria gay pride

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Dopo quello perugino adesso le associazioni danno vita all’Umbria gay pride

Redazione
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Il Pride a Perugia
Il Pride a Perugia

PERUGIA – Dopo l’esperienza del Perugia Pride, che per sette anni ha portato in piazza e per le strade del capoluogo migliaia di persone, le associazioni gay, lesbiche, bisessuali, trans e intersex dell’Umbria si riuniscono in un coordinamento regionale per dare vita al primo Umbria Pride, una manifestazione regionale per la promozione e la tutela dei diritti. Del nascente coordinamento Umbria Pride fanno parte Agedo Terni, Amelia Pride, Esedomani Terni, Famiglie Arcobaleno e Omphalos Lgbti.

Realtà  “L’Umbria Pride nasce dalla volontà di coordinamento delle principali realtà Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex) umbre – dichiarano i portavoce delle cinque organizzazioni – lo scopo è quello di promuovere i diritti della nostra comunità regionale e di favorirne il benessere e le rivendicazioni tramite l’organizzazione del Pride regionale e di eventi, manifestazioni, campagne e iniziative ad esso collegate. Il coordinamento Umbria Pride si pone l’obiettivo di parlare di diritti e rispetto delle differenze in tutti i territori della nostra regione, anche fuori dai grandi centri, incentivando la nascita di nuove realtà di aggregazione che perseguono gli stessi scopi del coordinamento e mettendo in rete quelle realtà già esistenti”.

La data Il corteo conclusivo dell’Umbria Pride si terrà sabato 6 giugno 2020 e sarà preceduto da un nutrito cartellone di eventi, appuntamenti culturali, dibattiti e rassegne organizzate in tutta la regione, per approfondire le tematiche e le rivendicazioni del movimento LgbtiI (lesbico, gay, bisessuale, trans e intersex). “Le rivendicazioni proprie del coordinamento – continuano gli organizzatori – sono quelle proprie del Movimento Lgbti italiano e in quanto tali sono intersezionali alle lotte femministe, dei lavoratori e delle lavoratrici, antifasciste, ecologiste, antirazziste, antiabiliste ed in generale laiche e progressiste, nella piena convinzione che soltanto la piena espressione dei diritti sociali e di quelli civili garantisca la dignità e la realizzazione personale”.

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