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“Doña Claudia”, stroncato giro di prostituzione fra la Colombia e Terni: quattro arresti (VIDEO)

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“Doña Claudia”, stroncato giro di prostituzione fra la Colombia e Terni: quattro arresti (VIDEO)

Redazione
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TERNI – Un libro mastro per ‘tenere i conti’ degli incassi e persino una sorta di glossario, scritto a mano, con la traduzione dall’italiano allo spagnolo dei principali termini, per facilitare la conversazione dei clienti. Un organizzazione perfetta smantellata dalla Polizia di Stato e che ha portato all’arresto di quattro persone, tre donne, delle quali una transessuale tutte di origine colombiana, rinchiuse ora nel carcere di vocabolo Sabbbione ed un ternano, per il quale sono scattati i domiciliari. Per tutti, l’accusa è sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

“Doña Claudia”, questo il nome dell’operazione scattata all’alba e coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha posto fine ad un vasto giro di prostituzione: un’organizzazione criminale che reclutava donne e trans direttamente in Colombia, per sfruttarne poi la prostituzione in città, pianificando nei minimi dettagli viaggi, alloggi e pubblicizzazione dell’attività di meretricio su siti online.

Il ‘lavoro‘.  L’attività veniva svolta sia in strada, principalmente in via Lungonera Savoia, come risulta anche da molteplici segnalazioni dei residenti,  che in sei appartamenti presi in affitto, anche in zona viale Brin. I clienti, sempre molto numerosi, erano sia locali, che provenienti dalle province limitrofe, dando luogo ad un notevole giro di affari, che solo in minima parte ha risentito del lockdown per la pandemia

L’organizzazione provvedeva ad anticipare tutte le spese delle trans e delle ragazze reclutate in Colombia, somme significative (da 7.000 euro in su) che quest’ultime avrebbero dovuto restituire con i proventi delle loro prestazioni sessuali, anche sotto la minaccia di ritorsioni nei confronti della famiglia d’origine. Tutto è partito dalla denuncia di una giovane trans colombiana che reclutata nel suo paese, si era poi iutato di prostituirsi, subendo per ritorsione una aggressione ed abusi sessuali da parte dell’altra trans connazionale finita in manette.

I sei appartamenti erano nella disponibilità di due italiani, perfettamente a conoscenza dell’attività di  prostituzione che si sarebbe svolta al loro interno, e che per questo motivo sono stati denunciati in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione.Oltre ai glossari ed al libro mastro sono stati sequestrati anche 200 profilattici

 

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