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Distanziamento, mascherine e percorsi alternativi: così è ripartita la scuola in Umbria

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Distanziamento, mascherine e percorsi alternativi: così è ripartita la scuola in Umbria

Redazione
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Una mamma con la sua bambina

PERUGIA/TERNI – Qualche timore per le nuove regole, ma alla fine a prevalere è stata la voglia di tornare fra i banchi. Il primo giorno di scuola dopo mesi di stop per il lockdown è stato soprattutto caratterizzato dalla voglia di tornare a stare insieme. La presidente della Regione Tesei lunedì mattina era a Norcia: “È un anno scolastico particolare, dobbiamo tutti impegnarci molto e mettere in campo ciò che serve per mantenere la scuola viva”: ha detto mentre ha inaugurato la nuova scuola materna. Norcia è tutta la Valnerina – ha aggiunto la governatrice – devono essere un simbolo della ripartenza e lo devono essere attraverso la scuola, la ricostruzione post sisma e la rigenerazione urbana. La Valnerina e in generale l’Appennino – ha concluso Tesei – devono avere tutti i servizi adeguati perché i cittadini possano decidere di continuare a vivere in queste terre”.

Perugia.  Al liceo Galilei di Perugia arriva segnalazione della divisione in due turni degli studenti (come diverse altre scuole) con qualche intoppo nel passaggio. Oltre ai problemi di organico denunciati dai sindacati. L’istituto tecnico tecnologico statale (Itts) ‘Alessandro Volta’ di Perugia, il più grande dell’Umbria con i suoi oltre 1800 studenti, ha inaugurato le attività didattiche dell’anno scolastico 2020/2021, nel rispetto delle normative anti covid. Da oggi le 400 matricole hanno avuto accesso da cinque diversi ingressi mentre quello principale è stato a professori e personale scolastico. Martedì toccherà alle classi del secondo anno, mercoledì a quelle del terzo e così via. Gli ultimi a prendere posto tra i nuovi banchi, comunemente detti ‘a rotelle’, saranno i ragazzi del quinto anno, impegnati fino a fine settembre nelle aziende per l’alternanza scuola-lavoro. Tutto è andato per il verso giusto e senza nessun problema gli studenti hanno fatto ingresso a scuola. Il posto era presidiato dalle forze dell’ordine

Terni. Studenti in fila indiana all’entrata, fasce orarie diversificate per gli ingressi, percorsi a colori delimitati nei corridoi, igienizzanti ad ogni angolo: nell’era Covid si è aperto così anche a Terni l’anno scolastico 2020-2021. Un primo giorno di scuola più emozionato del passato tra gli alunni di ogni ordine e grado, nei quali è sembrata prevalere la voglia di tornare alla normalità.
“Ci mancava stare insieme – ha spiegato ad esempio all’entrata Daniele, un alunno dell’Istituto tecnico industriale Allievi -, la scuola è molto organizzata nelle misure e nei dispositivi e questo ci tranquillizza”. Contentezza che condivide anche con altri alunni dell’Itt, istituto che ha deciso di ridurre da sei a cinque le ore giornaliere di lezione, integrate da tre settimanali a distanza. “Nonostante sia per me l’ultimo anno di superiori – ha aggiunto Alessio, un altro studente dell’istituto tecnico tecnologico – è un vero e proprio primo giorno di scuola, davvero nuovo per tutti. Speriamo bene”. I più preoccupati sembrano essere i genitori, in particolare quelli degli studenti del primo anno, molti dei quali hanno atteso ai cancelli l’entrata dei figli con il cellulare in mano, pronti a scattare foto e video per immortalare un debutto davvero storico.

Norcia Misurazione della temperatura anche all’ingresso a scuola in tutti gli istituti di Norcia. La misura è stata decisa autonomamente dalla dirigente Rosella Tonti per studenti, docenti e il resto del personale. Stamani così all’ingresso dei vari istituti sono stati sottoposti a verifiche con il termoscanner. Il provvedimento riguarda circa 620 studenti delle varie scuole di ogni ordine e grado di Norcia.  Il nuovo anno scolastico in tempi di Covid a Norcia è iniziato con una doppia inaugurazione: quella dell’istituto superiore temporaneo “De Gasperi-Battaglia” e della definitiva scuola materna. Due nuovi plessi che permettono a tutti gli alunni di frequentare le lezioni in presenza. La struttura delle Superiori dà anche, dopo il sisma del 2026, di dare una collocazione certa agli studenti, molto dei quali costretti in questi anni a fare lezione prima nelle tende e poi nei container.
Per garantire la massima sicurezza la dirigente scolastica, Rosella Tonti, ha disposto la misurazione della febbre, attraverso i termoscanner, a tutti gli studenti di ogni ordine e grado, a tutti i docenti e all’intero personale Ata. “Siamo emozionati e orgogliosi, si tratta di un nuovo reale inizio”, hanno detto il sindaco Nicola Alemanno, il presidente della Provincia, Luciano Bacchetta e la dirigente scolastica Rosella Tonti che hanno partecipato al taglio del nastro dell’istituto Superiore.

Importanza “Viva la scuola, non ne potevamo più di starcene a casa”: è il messaggio che lanciano gli studenti di Norcia per il ritorno a scuola, dopo 7 mesi. Un momento di festa e di “grande importanza”, per ragazzi e docenti. “Questa volta ‘Viva la scuola’ lo possiamo dire convinti, non ne potevamo più di starcene a casa”, raccontano all’Ansa Martina di Nicola e Valerio Allegrini che frequentano il 5/o anno delle superiori. L’importanza di ritrovarsi in classe viene sottolineata anche da Roberta Cucci, insegnante di francese. “I ragazzi hanno bisogno di stare insieme e socializzare”. Al momento di entrare nell’istituto gli studenti hanno mantenuto il distanziamento, nonostante la tentazione di abbracciarsi dopo tanto tempo

I vescovi  “L’anno nuovo presenta aspetti problematici sotto il profilo organizzativo-sanitario. Ma abbiamo potuto sperimentare, nella scorsa primavera, la reazione positiva da parte di tutte le componenti scolastiche in dialogo e in collaborazione costante con le famiglie affinché la scuola, anche in condizioni straordinarie, potesse svolgere il suo servizio”. E’ quanto evidenziano l’arcivescovo mons. Domenico Sorrentino, vice presidente della Ceu e delegato dei vescovi umbri per l’educazione, la scuola e l’università, e la professoressa Annarita Caponera, coordinatrice della stessa commissione Ceu, nella lettera-messaggio augurale per l’inizio del nuovo anno scolastico (il testo integrale è pubblicato sul sito: www.chiesainumbria.it) rivolto a tutte le componenti del mondo della scuola. “Quello che abbiamo vissuto nei momenti più duri – proseguono – ci dà fiducia. Senza negare il disagio e la fatica, abbiamo potuto costatare che si può lavorare insieme con intelligenza, buona volontà e spirito di sincera collaborazione per mantenere alto il livello delle nostre istituzioni scolastiche. Da una crisi possiamo uscire peggiori o migliori, ha detto papa Francesco”; “è necessario uno spirito di dialogo, di comunione di collaborazione che deve animare innanzitutto la politica, in modo particolare quando si tratta della scuola, tutta orientata al bene dei giovani che sono il nostro futuro più prezioso”.

Rete degli studenti medi Presidio a Perugia della Rete degli Studenti Medi. “Abbiamo organizzato questo presidio simbolico per chiedere alla Regione Umbria di fare la propria parte – dichiara Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola, Rete degli Studenti Medi Umbria -. Per una vera ripartenza sono necessari investimenti reali in Diritto allo Studio che, ad oggi, la Regione si rifiuta di mettere in campo. L’emergenza che stiamo vivendo deve essere non solo un’occasione per rimettere in discussione anni e anni di modelli sbagliati, ma anche un momento per riportare attenzione sulle criticità da risolvere e le possibilità da sviluppare: per questo aderiamo con convinzione alla piattaforma Priorità alla Scuola, con l’obiettivo di rimettere al centro delle lotte sociali il mondo dell’istruzione, perché da qui può e deve cominciare un rilancio del welfare smantellato negli ultimi decenni. Un welfare che funziona comincia da una scuola finanziata, spaziosa, sicura – ha concluso –  che sia inclusiva e consenta e stimoli la crescita umana e politica di tutta la popolazione. Ripartire dalla scuola non è solo possibile, ma necessario: ci batteremo in questo autunno perché la voce di tanti studenti non passi inascoltata, perché finalmente si ricominci dalla scuola a progettare una società diversa, in cui a tutti vengano garantite le stesse possibilità”.

Iunti “È stato un giorno emozionante e tutto è andato per il meglio. Mi è stato segnalato un grande entusiasmo da parte degli studenti, ma anche dei docenti e di tutto il personale Ata”: è il bilancio che traccia con l’Ansa la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, dopo l’avvio del nuovo anno scolastico. “Mai come quest’anno – ha aggiunto – la scuola aveva bisogno dei ragazzi e noi di loro, ragazzi che mi è stato detto si sono presentati felici e molto composti, rispettando tutte le norme anti coronavirus disposte dal governo e dai singoli istituti”. La dirigente regionale ha ricordato che rispetto alla gestione ordinaria del passato, “quest’anno le scuole umbre possono contare anche sull’organico Covid che si completa di circa 1.150 persone tra personale Ata (850) e docenti (300)”. “In settimana – ha detto ancora Iunti – saranno anche designate tutte le supplenze e questo permetterà alle scuole di lavorare con tranquillità”.

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