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Discarica al bivio di Strettura, protesta del Comitato: la presenza delle prostitute crea problemi

Cronaca e Attualità

Discarica al bivio di Strettura, protesta del Comitato: la presenza delle prostitute crea problemi

Andrea Giuli
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Emanuele Lombardini

SPOLETO – Una discarica a cielo aperto: bottiglie di plastica, buste di vario tipo, materassi, profilattici usati, computer rotti, perfino deiezioni umane. Quell’angolo della Flaminia (la SS numero 3), 200 metri dopo lo svincolo di Strettura, è una sorta di “zona franca”, abbandonata da tutti. I residenti della frazione spoletina e di quelle vicine, riuniti nell’associazione “Valli della Somma” sono scesi sul piede di guerra e ora annunciano una denuncia alla procura della Repubblica di Spoleto: “Chiederemo danni morali e materiali, che poi devolveremo in beneficenza – scrivono –. Vogliamo che qualcuno ripulisca questa strada e risolva il problema. Sono 6 anni che dura questo scempio”.

Il fatto è che quell’angolo di strada – come scrivono nella nota i residenti – “è il luogo di lavoro notturno delle prostitute che con i clienti si appartano nel viottolo adiacente”. Per tre volte è stato chiesto l’intervento dell’Arpa, per bonificare le cunette e non solo: “L’abbiamo chiamata – spiega il portavoce dell’associazione Rosario Murro – per farle effettuare una analisi su quei cumuli di spazzatura ammucchiati da persone in sosta da molti anni, sia di giorno che di notte. L’ultimo sopralluogo è stato nel febbraio scorso, l’Arpa è intervenuta per valutare il livello criticità ambientale di quell’area e lo ha giudicato molto alto, assicurandoci che avrebbe inviato la segnalazione alla polizia municipale di Spoleto, ai carabinieri e alla polizia di Stato. Da allora però nessuno è intervenuto, visto che tutto è uguale a prima”.

Una situazione insostenibile, anche perché “il numero delle prostitute è altissimo lungo tutta questa strada, non solo a Strettura, ma anche nelle frazioni limitrofe – dice Murro – e non c’è solo il fatto dei rifiuti: più volte le frequentatrici sono state denunciate per atti osceni e spesso capita che litighino con i clienti che magari non vogliono pagare. L’altro giorno, una di loro ha tirato pietre contro le persone che chiedevano loro di andarsene. Il tutto sotto gli occhi di noi residenti. Che biglietto da visita diamo di Spoleto alla gente che viene?”. Da qui la richiesta dell’associazione: “Si chiuda l’accesso ad un’area sterrata confinante con il depuratore della frazione, che è un luogo facile da raggiungere per le prostitute. Mettiamo una sbarra, qualcosa che renda difficile l’accesso. Bisogna fare qualcosa perché la situazione è arrivata a livelli estremi”. Richiesta di chiusura della zona alle automobili che tempo fa era arrivata anche da una lettera scritta da Spoleto ai 5 Stelle. Di certo c’è che questo problema è un fatto noto: nonostante i ripetuti sgomberi e diverse espulsioni, però la zona continua ad essere frequentatissima. Anche per questo dall’associazione chiamano nuovamente in causa il Comune, reo a loro dire di “aver fatto soltanto dei sopralluoghi, senza intervenire”.

Andrea Giuli
Andrea Giuli

Redattore

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