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Diritto allo studio, Unipg risponde a Regione: “Nessuna gestione padronale dell’ateneo”

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Diritto allo studio, Unipg risponde a Regione: “Nessuna gestione padronale dell’ateneo”

Redazione
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Il rettore dell'Università di Perugia, Franco Moriconi

PERUGIA – “Appare inaspettata e scomposta la reazione di Giunta regionale e Adisu in merito alle preoccupazioni responsabilmente esposte dal Rettore, nel corso di una ben più ampia intervista, su possibili tagli alle risorse per il diritto allo studio nell’iter di formazione del bilancio di previsione regionale”. E’ quanto si legge in una nota dell’ Ateneo del capoluogo umbro.

Risentimento “Siamo così purtroppo costretti a pensare che alligni in certi ambienti un inspiegabile risentimento nei confronti degli evidenti risultati lusinghieri ottenuti negli ultimi anni dall’Università degli Studi di Perugia, di recente presentati alla stampa con la massima trasparenza. Di fronte a tali risultati – afferma l’ Ateneo – si è prima provato ad affermarne l’ inesistenza mentre ora si tenta goffamente di intitolarsene il merito. Questo atteggiamento è offensivo non solo nei confronti della logica e della verità, ma
anche delle oltre duemila persone che ogni giorno hanno lavorato con impegno, affinchè tale crescita potesse realizzarsi. Peraltro, voler ridurre a un criterio di mera convenienza economica l’ opzione dell’ Università di Perugia da parte di un numero sempre maggiore di studenti italiani e stranieri, denota una considerazione non propriamente lusinghiera dei giovani che guardano con fiducia alla nostra istituzione per formarsi e per costruire il loro futuro.

No insinuazioni “Respingiamo con forza le insinuazioni rivolte alla persona del rettore, prof. Franco Moriconi – scrive Unipg -, circa la presunta insofferenza nei confronti dell’ azione della Regione. Offende altresì – si legge ancora nella nota – l’ accusa di una gestione padronale dell’ Ateneo da parte del Rettore stesso, la cui azione è sempre stata improntata alla massima collegialità e partecipazione. Si intravvede piuttosto un maldestro tentativo di ingerenza politica nel libero governo dell’ Università. Non ci stancheremo di cercare, come sempre, la collaborazione con tutte le istituzioni del territorio, in primis della Regione, ma in un quadro di rispetto reciproco dei ruoli e delle autonomie di ciascuno”.