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Dimezzare gli stipendi a Consiglio regionale e Giunta, il capogruppo Pd Bori presenta la proposta di legge

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Dimezzare gli stipendi a Consiglio regionale e Giunta, il capogruppo Pd Bori presenta la proposta di legge

Redazione politica
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Tommaso Bori
Tommaso Bori

PERUGIA – Lo aveva detto e lo ha fatto. E di questi tempi nel Pd non è poca cosa. E’ così è stata depositata nelle ultime ore in consiglio regionale la proposta di legge, firmata dal capogruppo dem Tommaso Bori, con cui si chiede un taglio delle indennità di consiglieri, presidente della giunta e assessori. Taglio previsto ntorno al 40-50%.  Bori parla però di “un principio di equità e sobrietà delle istituzioni», e di una proposta che «punta a diminuire l’eccessiva differenza esistente tra gli stipendi di coloro che rappresentano i cittadini umbri e la situazione economica media della popolazione”.  Secondo la proposta di Bori l’indennità dovrebbe diventare un emolumento unico interamente trasparente e tassato.

Bipartisan Sula riduzione si è detto d’accordo il presidente del consiglio regionale Marco Squarta.: “Trovo adeguata – ha detto– l’idea di una riduzione. Va tenuto conto che un consigliere è eletto con le preferenze e che si tratta di un impegno a tempo pieno: per questo va garantito che tutti possano fare politica, non soltanto ‘i figli di'”. Accordo bipartisan? Questa volta le premesse ci sino.

Responsabilità Nel frattempo Bori sottolinea che “questa proposta – sottolinea  Bori – è un gesto concreto di responsabilità, sul quale auspico la più ampia convergenza da parte degli altri colleghi, come espressione autentica, e non demagogica, di una politica impegnata con unità e spirito di servizio, a contrastare le disuguaglianze sociali”.

Conti Facendo un po’ di conti la situazione è la seguente: attualmente lo stipendio di un consigliere ammonta a circa 11.400 euro lordi al mese quanto alla Giunta, il presidente incassa 12.450 euro lordi al mese, ovvero 7.500 netti. Per un assessore invece la cifra varia dagli 11.850 euro mensili lordi ai 10.600 in base alle indennità (tra i 7 mila e i 6.500 netti). Questo è il quadro.

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