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Ast, danni da amianto: al Senato primo passo avanti per il riconoscimento

Economia ed Imprese

Ast, danni da amianto: al Senato primo passo avanti per il riconoscimento

Redazione economia
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TERNI – Audizione oggi in Senato alla sala del Mappamondo per la Fismic Terni, con il segretario Marco Bruni che è stato ricevuto dal senatore della Lega Virginio Caparvi e dalle commissioni riunite. Obiettivo, confermare il riconoscimento dei danni da amianto per quanto riguarda l’Ast per quanto concerne i lavoratori finora esclusi dagli interventi di salvaguardia. Insieme a Bruni presente Paolo Barbina, del centro regionale unico amianto.

Il testo in discussione è quello che riguarda gli atti di sindacato ispettivo realizzati da vari parlamentari: Walter Rizzetto (FdI); Carla Cantone e Debora Serracchiani (Pd), Maria Pallini (m5S), Guglielmo Epifani (LeU) e Paolo Zangrillo (FI), che avevano assunto come base per richiedere il riconoscimento, i dati pubblicati nel libro bianco delle morti di amianto in Italia, pubblicato dall’osservatorio nazionale amianto a metà 2018.Dati che segnalano un aumento delle patologie ad esso legate: 6000 casi nel 2017, dei quali 3600 per tumore polmonare, 1800 per mesotelioma, 600 per abestosi.

Particolare In particolare si è posto l’accento sull’ultimo censimento realizzato dall’Arpa in Umbria, che prevede (dato 2009) amianto ancora presente in 16 siti industriali, 117 edifici pubblici e 428 privati. Fra le industrie, oltre ad Ast, anche la ex SGL di Narni oggi Go Source e le Officine Grandi riparazioni di Foligno: “Il caso Ast- hanno spiegato dalla Fismic in audizione – è emblematico perchè ha subito un vero e proprio atto discriminatorio perchè il riconoscimento è stato attribuito solo allo stabilimento di Toino, nonostante impianti a freddo similari e stessa organizzazione del lavoro e non avesse invece in marcia alcun impianto a caldo e centro fusorio come invece a Terni”. Gli ultimi riconoscimenti a Terni risalgono al 19992 “ma da allora sono state effettuate oltre 100 bonifiche”, dice la Fismic, citando anche altri impianti dove il riconoscimento è stato reso effettivo.

“Si tratta di un primo passo – dice Marco Bruni, segaretario provinciale della Fismic – per condurre in porto una battaglia che stiamo conducendo da anni. I rappresentanti del Governo hanno confermato che c’è la possibilità di inserire questo riconoscimento all’interno della Finanziaria che attualmente è in discussione”- Sarebbero 150 i lavoratori che potrebbero beneficiarne.

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