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Dall’Umbria al Lazio. La nuova produzione di Teatro di Sacco in scena a Roma

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Dall’Umbria al Lazio. La nuova produzione di Teatro di Sacco in scena a Roma

Francesca Cecchini
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foto di Tommaso Todd Montagnoli Dromo Studio

SIPARIO UMBRIA – Dopo il debutto alla scorsa edizione del Todi Festival e il grande successo ottenuto durante il fine settimana alla Sala Cutu di Perugia, Teatro di Sacco porta la sua nuova produzione teatrale, Combustibili, al Teatro dell’Orologio – Sala Orfeo di Roma dal 16 al 19 febbraio. In scena, diretti da Samuele Chiovoloni, Letizia Bravi, Roberto Biselli e Mauro Milone si cimenteranno nella drammaturgia (anche questa di Chiovoloni) che ha rivisitato il testo di Amélie Nothomb, Les Combusibles. Tre persone costrette nello stesso luogo,  uno studio-libreria, fuori una guerra imprecisata. Una vicinanza forzata e sofferta che diventa motivo di riflessione profonda. Il Professore universitario, il suo assistente Daniel e la studentessa Marina, attraverso il loro rapporto con la letteratura, motore e mediazione degli eventi, finiranno per definire la profonda natura di quanto sta avvenendo, ma anche per delineare tre profili generazionali radicalmente diversi. Per meglio capire come il testo verrà rielaborato in scena, abbiamo rivolto alcune domande a Roberto Biselli che, oltre ad essere uno dei protagonisti, è anche il presidente e fondatore di Teatro di Sacco.

Durante la scelta delle varie stagioni teatrali e nella produzione, Teatro di Sacco pone sempre molta attenzione alla drammaturgia contemporanea, alle “parole del nostro tempo”. Perché la scelta del testo dell’attrice belga?

“La Nothomb mi ha sempre molto affascinato per la sua scrittura dialogica, assolutamente adatta a crearne delle versioni teatrali. Mi ricordo uno splendido Cosmetica del nemico fatto anni fa con Graziano Piazza. Inoltre la sua scrittura è altamente perturbante, fra quotidianità e insondabile, fra esperienza e metafisica”.

Quanto cambia l’originale nella rivisitazione di Chiovoloni?

“Molto perché Samuele Chiovoloni è stato davvero bravo a cogliere l’essenza e “l’idea bruciata” di partenza per poi ricostruire un nuovo modello drammaturgico, con un adattamento rispettoso dell’autrice ma in grado di generare nuovi spunti drammaturgici che, peraltro, la stessa Nothomb ha approvato”.

La cultura al centro di un rapporto forzato e di un gioco di potere. Immaginiamo un significato che va oltre il gesto del bruciare libri… 

“Celebriamo, bruciandola, la fine della civiltà occidentale attraverso questa grande metafora intellettuale della letteratura da vedere come unica salvezza apparente e solo temporanea. Poi giungeranno i barbari che completeranno anche i nostri roghi di occidentali inerti e amorfi o pieni di spocchioso nazionalismo razzista. Tuttavia non è uno spettacolo tragico. I toni sono da commedia sofisticata, noi personaggi siamo poco ferini, sappiamo che, spazzato via noi, qualcuno di migliore prenderà il nostro posto. Come accade alla fine di ogni guerra”.

Letizia Bravi e Roberto Biselli (foto di Tommaso Todd Montagnoli Dromo Studio)

Letizia Bravi e Roberto Biselli (foto di Tommaso Todd Montagnoli Dromo Studio)

Il rosso e il nero, La nausea, Papà goriot, La paga del soldato, La cognizione del dolore, Opinioni di un clown, Il muro, mattatoio n°5, Anna Karienina, Le mosche, La certosa di Parma, Memorie di una ragazza per bene. Questi i libri che verranno bruciati dal vivo sul palcoscenico. Se fosse realtà, lei, professore chiuso nello studio con altre due persone costretto a questo gesto estremo, quale brucerebbe? Perché?

“Senz’altro tutto ciò che per me è disonesto, insincero, capace di corruzione: Moccia, i libri di Vespa, le autobiografie in genere, molti testi brutti e speculativi sulla Shoah”.

Sarete in scena al Teatro dell’Orologio dove, forse non tutti sanno, lei lavorò anni fa. Fatto curioso… Ci parlerebbe della passata esperienza e di come si sente all’idea di calcare di nuovo la scena del palco romano?

“Sicuramente un grande effetto,  anche perché di fatto io avevo completamente smesso di recitare, a parte –  ma questa è un’altra storia – alcune letture,  da circa vent’anni. Ed è  stato difficilissimo tornare dall’altra parte. Questa estate al debutto Todi Festival 2016 ho fatto “impazzire” il mio giovane e talentuoso regista nonché i compagni di lavoro. Ci sono voluti mesi perché imparassi di nuovo l’abbandono alla scena, a seguire le indicazioni di regia e a confrontarmi con gli altri attori. Ma, quando ci sono riuscito, mi sono ritrovato a casa.  Una sensazione molto bella e intima”.

Mauro Milone e Roberto Biselli (foto di Tommaso Todd Montagnoli Dromo Studio)

Mauro Milone e Roberto Biselli (foto di Tommaso Todd Montagnoli Dromo Studio)

Scheda: di Amélie Nothomb, con Roberto Biselli, Letizia Bravi, Mauro Milone, regia e drammaturgia Samuele Chiovoloni, scenografie Saverio De Vito, video/animazioni Dromo Studio, sound design Nicola Fumo Frattegiani, assistente alla regia Mascia Esposito, segreteria organizzativa Biancamaria Cola, produzione Teatro di Sacco. Prenotazioni: 06 6875550 – biglietteria@teatroorologio.com

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