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Da dodici anni in vacanza in Umbria: “Questa terra è un vero paradiso”

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Da dodici anni in vacanza in Umbria: “Questa terra è un vero paradiso”

Alessandro Minestrini
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PERUGIA – Milletrecentosettantatré chilometri, tredici ore circa di viaggio. Queste le distanze che separano la città belga di Sint Niklaas al Cuore Verde d’Italia. Fra gli oltre 70mila abitanti del centro delle Fiandre Orientali, figura anche la famiglia Masson, composta da Thierry, la moglie Marlene,E’  le figlie Anne Sophie e Annelynn. Quello che si è instaurato nel corso degli anni fra i Masson e l’Umbria è qualcosa di straordinario. Dal 2005, tutte le estati, nella prima quindicina di agosto, la famiglia intera decide di passare le proprie vacanze sulle colline al confine fra Umbria e Toscana. Nel corso degli anni, il nucleo familiare si è ingrandito e, da circa un quinquennio a questa parte, anche i fidanzati delle figlie hanno deciso di non lasciarsi scappare l’appuntamento con le ferie umbre.

Una cornice immutata L’esordio umbro del capofamiglia Thierry, avvenne quasi 45 anni fa: “La prima volta che venni in Umbria – racconta a lanotiziaquotidiana.it – era la metà degli anni Settanta. Fui ospitato da una famiglia di Colfiorito quando venni a trovare la mia fidanzata dell’epoca, che passava le estati lassù. Per me fu come andare sulla Luna; conoscevo pochissime parole di italiano, non conoscevo le abitudini del posto. Grazie alla grande cordialità e alla gentilezza del gruppo familiare che mi ospitò, riuscii finalmente a sentirmi a mio agio”. Quando nel 2005 tornò con la famiglia questa volta nel nord dell’Umbria, trovo una cornice pressoché immutata: “Quando sono ritornato, ho scoperto che quell’immenso senso di ospitalità, quell’affetto strabordante e la gentilezza – tutti tratti tipici degli umbri – sono rimasti sempre gli stessi”.

Un gioiello tutto da scoprire Finito il racconto, Thierry inizia a snocciolare tutti gli elementi che lo hanno fatto innamorare della nostra regione: “Qua ho trovato una cultura straordinaria. Per non parlare della natura, semplicemente meravigliosa. Poi c’è la vostra ottima gastronomia. Quando vengo in Umbria posso finalmente vedere il cielo stellato, sentire il canto dei grilli e delle cicale, visitare centri storici non deturpati. Tutte cose che in Belgio non posso godermi”. “In questi anni – continua – ho scoperto veri e propri gioielli, come, solo per citarne alcuni, Perugia, Foligno, la zona del Trasimeno, Gubbio, Montone, Orvieto e Spoleto. Ho anche ‘sconfinato’, andando a visitare le toscane Arezzo e Firenze”.

Più Umbria Grazie alle esperienze vissute in Umbria, Thierry ha iniziato a fare anche un piccola ma importante opera che potremmo definire di marketing: “Nel nostro Paese troppo poco spazio viene concesso all’Umbria, mentre la Toscana è considerata un paradiso. Per fortuna, in tantissimi stanno iniziando a scoprire la vostra regione. Ai miei colleghi dico sempre di venire qui. In parecchi hanno seguito il mio consiglio e sono rimasti entusiasti”.

Terremoto Le terribili immagini dei danni provocati dal terremoto hanno riempito di dolore il cuore della famiglia Masson: “Durante i giorni del terremoto sono stato in costante contatto con i miei amici umbri – dice Thierry -, per sincerarmi che stessero bene. Vedendo le immagini del sisma ho provato una grande tristezza. In Belgio sono state attivate una raccolta viveri e una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite”.

Sogno senza fine A Thierry mancano pochi anni per mettersi a riposo dal lavoro, potrebbe lasciare il Belgio per trovare il suo buen retiro nel Cuore verde d’Italia, ma preferisce che tutto rimanga inalterato: “Per me queste sono vacanze, non riuscirei mai a immaginare una vita qua. Ho paura che l’idillio finisca, non voglio che un bel sogno diventi tutto a un tratto normale routine”.

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