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Crisi Novelli, la Regione in pressing sul Mise: "Serve chiarezza sulla vendita e sul rinnovo della solidarietà"

Politica

Crisi Novelli, la Regione in pressing sul Mise: "Serve chiarezza sulla vendita e sul rinnovo della solidarietà"

Pierpaolo Burattini
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PERUGIA – La Regione scrive al ministero dello Sviluppo economico per il rinnovo dei contratti di solidarietà ma anche per il conoscere il futuro della Novelli. C’è lo sciopero a oltranza dei lavoratori in organico agli uffici di Terni e soprattutto l’incertezza vissuta da 300 lavoratori umbri, altri 200 sono occupati fuori regione, al centro dell’intervento di giovedì del vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli.

“Seguiamo – ha detto – con grande attenzione e preoccupazione l’evolversi della vicenda, che riguarda una delle esperienze produttive più significative del nostro territorio, perché stiamo attraversando una fase cruciale che deciderà del destino di questa azienda dopo un periodo di grande difficoltà»” Sul Gruppo, nato a Spoleto e poi cresciuto negli anni con Interpan e Ovito, pende un’operazione di investimento che, con l’ingresso di nuovi soggetti, concluderà la fase aperta ormai tre anni fa dallo stesso Mise, con la nomina del Consiglio d’amministrazione tecnico. Al momento, però, aggiornamenti sullo stato dell’arte degli interessamenti al vaglio della società di advisor nominata non se ne hanno.

Già lo scorso aprile al tavolo ministeriale sindacati e istituzioni locali avevano messo sul tavolo il mantenimento dei livelli occupazionali e delle attuali produzioni, chiedendo contestualmente di essere informati sugli sviluppi delle manifestazioni di interesse, tanto che era stato previsto un nuovo incontro a maggio che, però, il Cda tecnico e il Mise non hanno organizzato. Nel frattempo con l’arrivo a scadenza dei contratti di solidarietà per i lavoratori degli uffici di Terni, lo stato di agitazione proclamato da mesi si è trasformato in sciopero a oltranza, fino per l’appunto alla convocazione del nuovo tavolo ministeriale.

Secondo i sindacati “appare chiara ed evidente la volontà del Cda di non assumere impegni vincolanti a tutela dei lavoratori nei confronti di chi sta per acquisire la proprietà del gruppo”. Sul punto si esprime Paparelli, che ha la delega allo sviluppo economico: “Riteniamo necessario che tutti, ciascuno per la propria parte e competenza, lavorino per il conseguimento dell’obiettivo comune rappresentato dalla salvaguardia della prospettiva aziendale e dei livelli occupazionali. In tal senso ribadiamo la necessità, già espressa attraverso una richiesta di incontro inviata l’8 giugno 2016 e ribadita e riconfermata in data odierna, che sia convocato al Mise il tavolo nazionale per fare chiarezza sulle recenti evoluzioni, con particolare riguardo – ha concluso – al mantenimento degli impegni assunti relativamente al rinnovo dei contratti di solidarietà in scadenza”.