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Area di Terni-Narni, per le imprese c’è l’accesso ai 20 milioni del Mise

Economia ed Imprese Terni

Area di Terni-Narni, per le imprese c’è l’accesso ai 20 milioni del Mise

Redazione economia
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Un momento dell'incontro
TERNI – Sono trascorsi quasi quattro anni dal primo atto teso al riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa Terni-Narni e da qui a poco più di un mese, dopo passaggi tecnici, istituzionali e partecipativi ecco lo start al primo pacchetto di finanziamenti, quelli del Mise; 20 milioni di euro per intervento agevolativo ai sensi della legge 181/89, finalizzato al finanziamento di programmi di investimento di dimensioni superiori a 1,5 mln. Il ministero dello Sviluppo economico ha infatti pubblicato l’avviso pubblico per la selezione di iniziative imprenditoriali e dalle 12 del 2 luglio fino alle ore 12.00 del 17 settembre 2018 potranno essere presentate le domande di accesso alle agevolazioni.

 

Percorso A ripercorrere alcune fasi, le più significative dell’iter è stato venerdì mattina al Centro multimediale di Terni, il vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli: nel settembre 2014 il consiglio Regionale rilevò la necessità di un intervento organico per rilanciare l’apparato industriale Ternano-Narnese-Amerino; i consigli Comunali delle principali città coinvolte diedero la spinta alla Regione per attivarsi presso il Mise e dal luglio 2015 seguirono passaggi con associazioni datoriali e parti sociali, nonché l’interesse del Mise a sperimentare questo laboratorio; il 30 novembre 2015 la Regione ha fissato gli indirizzi su cui incardinare l’istanza di riconoscimento dello status di crisi complessa, qualche mese dopo è stata inviata la domanda e si è arrivati alla firma del ministro Calenda nell’ottobre 2016 nonché alla sottoscrizione dell’accordo di programma lo scorso marzo, tra tutti i soggetti coinvolti,  per l’applicazione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (Prri).

Presentazione delle domande “Riqualificare l’apparato produttivo per indirizzarlo verso l’innovazione, l’industria e l’artigianato 4.0, la costituzione di nuove imprese e quindi nuovi posti di lavoro; consolidare le produzioni di chimica verde, metallurgia e agroalimentare, per cui sono previsti interventi di natura verticale, i principali obiettivi fissati – ha ricordato Paparelli -. Di natura orizzontale gli interventi connessi invece all’ambiente, all’economia circolare e così via. Abbiamo individuato le categorie di lavoratori ai quali concedere prioritariamente il reinserimento, quindi quelli oggetto di licenziamento collettivo, destinatari di Naspi, Cigs e le categorie protette. Abbiamo sottoscritto il programma di riconversione e definito le risorse: 38 milioni dalla Regione (oltre ai fondi per le infrastrutture stradali, ferroviarie e tecnologiche) e 20 dal ministero. Il 2 luglio parte la fase operativa, ma nell’ambito dell’accordo di programma restano aperti tre tavoli: Ambiente, infrastrutture e Università per definire i contorni degli interventi da porre in essere, tra cui la bonifica del Sin di Papigno”.

Accordo di programma “Nelle prossime sfide – ha annunciato Paparelli – rientrano: la trasformare dell’ex Isrim in centro di ricerca di sviluppo dei materiali; l’insediamento a Terni di un sito di ricerca di meccanica. Inoltre in parallelo al piano periferie definito per Terni, nei teatri di posa del Cmm dovrebbe sorgere un acceleratore di imprese, di start-up su Ambiente e Digitale. In termini innovativi, moderni e sostenibili abbiamo l’opportunità di ridisegnare questa parte dell’Umbria. A completamento di ciò – ha concluso Paparelli  – metteremo a disposizione aree desinate all’insediamento di edifici per piccole e medie imprese e artigianato, strutture che al loro interno possono ospitare attività di supporto come mense, asili nido, uffici e pronto soccorso, ma anche zone espositive; parliamo di 15 lotti edificabili per complessivi 41.551 mq di terreno edificabile ricompreso tra Maratta e la linea ferroviaria Orte-Falconara; l’avviso uscirà a breve, prevede una concessione 35ennale”.

Investimenti “Quella dell’area di crisi complessa – ha detto in apertura dei lavori la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini – è una risposta che si fonda sulla propensione naturale delle imprese del  territorio all’innovazione e all’investimento. Da parte delle istituzioni pubbliche c’è l’impegno per le infrastrutture, con risorse sia regionali che nazionali; tra queste rientra il potenziamento del servizio di collegamento ferroviario Terni-Roma per cui la fondazione Carit si è resa disponibile. L’Area di crisi deve rappresentare un metodo, una buona pratica anche per il post 2020. Fondamentale capire come la sua attuazione possa essere presa a riferimento per una programmazione strategica”. All’iniziativa hanno preso parte anche il presidente di Sviluppumbria Gabrio Renzacci, il commissario straordinario del Comune di Terni Antonino Cufalo, Marco Calabrò del ministero dello Sviluppo economico e Corrado Diotallevi di Invitalia.

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