CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Covid, Tesei: “L’Umbria pronta a passare alla fase 3”. Altri 179 nuovi casi con 350 guariti e 4 morti

EVIDENZA Extra Regione

Covid, Tesei: “L’Umbria pronta a passare alla fase 3”. Altri 179 nuovi casi con 350 guariti e 4 morti

Redazione politica
Condividi
Tesei in consiglio regionale (foto Ansa)
Tesei in consiglio regionale (foto Ansa)

PERUGIA – “L’Umbria è pronta per la fase 3”. Così la presidente della Regione Tesei martedì mattina nel corso di una comunicazione in consiglio regionale sull’emergenza Covid. “I dati di ieri ci dicono – sottolinea – che i casi finalmente sono sotto quota 5 mila, dimezzati in due settimane. Indice Rt e tasso di mortalità, seppure ci rendono addolorati per chi perde la vita, sono tra i più bassi d’Italia. L’Umbria è tra le prime regione italiane ad uscire dalla fase 2. Ma il numero dei ricoveri, 347 di cui 41 in terapia intensiva, è ancora elevato. Soprattutto i dati dell’intensiva ci preoccupano. La fase 2 dell’epidemia si è sostanzialmente esaurita, ma saremo cauti negli eventuali successivi allentamenti. Vorrei mandare un messaggio diretto agli umbri: bisogna avere massima cautela e rispetto delle regole. La qualità degli atteggiamenti può essere determinanti per la fase 3”.

Posti letto La presidente ha sottolineato, relativamente ai posti letto: “Saranno rafforzati dal piano di salvaguardia e siamo stati tra i primi a redigerlo. Raggiungeremo la cifra di 171 posti terapia intensiva, un numero molto importante. Ma è il personale che scarseggia, è il nostro più grande problema, e dobbiamo cercare di risolverlo ottimizzando gli interventi. Trenta dei 44 nuovi letti di terapia intensiva sono ultimati o in fase ultimazione, 14 di questi saranno nel terzo piano ospedale Terni. Verranno attivati man mano che serviranno”.

Personale Quanto al personale la presidente è stata netta: “Il personale scarseggia, e questo è il più grande problema della nostra sanità, come di quella italiana”: è quanto ha osservato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, intervenendo in apertura della seduta dell’Assemblea legislativa, per un’informativa sulla pandemia. Aspettiamo la fase 3 – ha affermato la presidente – che ci sarà prima che arrivi il vaccino. Ci stiamo preparando, sarà una fase confusa e potenziata dal picco dell’influenza. Avremo 600 posti Covid, che potremo ampliare. Siamo fra i primi in Italia ad avere un Piano di salvaguardia. Abbiamo 44 terapie intensive ulteriori rispetto a quanto previsto dal governo per l’Umbria. E dai 49 posti iniziali possiamo arrivare a 171 posti. Gli ulteriori 44 posti – ha spiegato – saranno negli ospedali, perché servono collegamenti adeguati, ossigeno assicurato e logistica, servizi, gestione degli eventuali aggravamenti e perché il personale scarseggia. Dobbiamo ottimizzare gli interventi e realizzarli negli ospedali, con oculatezza. Già 30 delle ulteriori 44 terapie intensive sono ultimate – ha affermato ancora – 14 lo saranno nel terzo piano dell’ospedale di Terni. Un approccio modulare del numero di posti in terapia intensiva, che saranno attivati man mano che serviranno, per non impegnare il già scarso personale alle prese con il recupero delle enormi liste di attesa che avevamo da prima di insediarci”.

Frigoriferi Nel frattempo sono già pronti i frigoriferi negli ospedali di Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello dove verranno conservati i vaccini anti Covid destinati all’Umbria, ha annunciato in consiglio regionale l’assessore alla Sanità Luca Coletto. “La prima consegna – ha aggiunto – prevede 16 mila delle dosi e avverrà nella prima metà di gennaio. Si provvederà alle vaccinazioni negli ospedali e indicati e direttamente nelle Rsa con team itineranti che potranno anche andare a domicilio per i disabili”. Coletto ha così risposto a un’interrogazione a risposta immediata con cui i consiglieri regionali del Pd Fabio Paparelli, Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni e Donatella Porzi chiedevano delucidazioni sulla “prima fase del piano di somministrazione del vaccino per il Covid 19”. In particolare per sapere “se la Regione Umbria ha redatto il piano ed in quale data ha provveduto ad inviarlo, in ottemperanza di quanto disposto dalla presidenza del Consiglio dei ministri e quali sono i presidi di somministrazione individuati, sia ospedalieri che residenziali per anziani”.
I dati. Intanto, il bollettino quotidiano indica che alla giornata di martedì sono 179 i nuovi casi di Coronavirus in Umbria, su 4334 tamponi esaminati, per una una percentuale di positivi del 4,13%. e guarigioni riscontrate nello stesso arco temporale sono state 350 (totale 21.323). Si registrano purtroppo altri 4 decessi con Covid-19, relativi ai territori di Perugia, Terni (2) e Trevi, per un totale che sale a 535. In base a tali numeri, gli attuali positivi al virus in Umbria sono 4.560 (-175). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 26.418 positività (+179).

Ricoveri. Alla stessa data ci sono 334 persone affette dal virus negli ospedali umbri (-13) delle quali 46 (+5) in intensiva, così divise: erni 107 ricoveri (-2) di cui 18 (+3) in intensiva; Perugia 80 ricoveri (-4) di cui 10 (+2) in intensiva; Spoleto 35 ricoveri (invariato) di cui 9 (-1) in intensiva; Foligno 34 ricoveri (-3) di cui 6 (invariato) in intensiva; Pantalla 32 ricoveri (-1), nessuna intensiva; Città di Castello 24 ricoveri (-1) di cui 3 (+1) in intensiva; ospedale da campo Perugia 14 ricoveri (invariato), nessuna intensiva; Branca 8 ricoveri (-2), nessuna intensiva. In isolamento fiduciario ci sono 5.966 persone

Le altre misure. La Tesei ha approfittato anche per fare il punto sulle altre misure. Ha spiegato: ” Per quanto riguarda la riprogrammazione delle risorse comunitarie, ci sono 98 milioni di euro interamente allocati, già spesi al 40% e da spendere al 60% per il 2021. Ci sono poi altri 98 milioni da spendere al 100% provenienti da Fsc-Accordo Provenzano, dunque poco meno di 200 milioni in due anni, pari allo 0,4% del Pil annuo. Per quanto  riguarda le risorse comunitarie, con la programmazione 2021-2027 avremo a disposizione 700 milioni di euro circa, 800 milioni dal Psr, da cofinanziare per oltre 30 milioni l’anno, altrimenti rischiamo di perderne una parte. Abbiamo fatto un’attenta ricognizione del bilancio regionale per il 2021, per il quale preoccupa molto il lato delle entrate dopo che già quest’anno abbiamo subìto un duro colpo con 35 milioni mancanti. Ci troveremo a far fronte ad entrate ancora in calo, oltre la misura 2020. Un bilancio dunque difficile e impegnativo: non sono possibili ulteriori spese diverse da quelle da coprire”.

Inoltre ha annunciato un fondo da circa 14 milioni di euro, con una tantum per partite Iva e piccole imprese colpite dalla pandemia ed uno per ricerca, sviluppo e innovazione da 18 milioni di euro.

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere

Prossimo