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Covid, raccolta fondi degli operai Treofan per aiutare i malati

Cronaca e Attualità Terni

Covid, raccolta fondi degli operai Treofan per aiutare i malati

Redazione
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Gli operai della Treofan
Gli operai della Treofan

TERNI – I licenziamenti non fermano la solidarietà dei lavoratori della Treofan che, nonostante le difficoltà del momento dovute alla perdita del lavoro sempre più vicina, hanno deciso di promuovere una raccolta fondi a favore dei malati Covid dell’ospedale Santa Maria di Terni. Stamani una delegazione guidata da David Lulli, delegato rsu Filctem Cgil, davanti ai cancelli della fabbrica ha consegnato all’associazione I Pagliacci quasi 900 euro che contribuiranno ad acquistare non solo abbigliamento intimo per i pazienti contagiati dal virus ma anche giocattoli per i bimbi ricoverati in Pediatria.

Famiglie “Noi ci eravamo fatti avanti per capire come poter sostenere con un aiuto concreto le 140 famiglie ternane in difficoltà – spiega Alessandro Rossi, presidente de I Pagliacci – e invece tutti i lavoratori hanno deciso di sostenere l’associazione, le persone più colpite dal Covid e i bambini. Un gesto commovente, che è la conferma che il grande cuore del nostro contesto cittadino emerge sempre, anche nelle difficoltà più significative, come la perdita del lavoro”.

Sindacati Nel frattempo, sul versante aziendale, le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, chiedono un nuovo incontro urgente al ministero. E questa richiesta arriva l’ultimo incontro avuto con il liquidatore nominato dall’azienda. “Il 14 dicembre in modalità web – scrivono i sindacati – abbiamo inviato al liquidatore una nota, con la quale si chiedeva la revoca della procedura, mettendo di fatto in evidenza ancora una volta e in chiave legale, incongruenze e valutazioni prive di fondamento. Nell’incontro del 16 poi il liquidatore ha comunicato alla delegazione sindacale che la nostra nota è ricca di dettagli, ha contenuti che lui aveva solo sentito accennare, ribadendo che all’interno ci sono spiegazioni ricche che denunciano al meglio i fatti più volte enunciati. Tuttavia la nostra richiesta di revoca a suo dire non è accoglibile. Inoltre, ha più volte dichiarato che non ha il mandato per concedere nulla.

Esito Secondo le sigle sindacali “l’esito dell’incontro non ha portato ad alcun sostanziale passo in avanti rispetto alla nostra richiesta di sospendere la procedura di liquidazione e l’attivazione di ammortizzatori sociali di tipo conservativo. Abbiamo criticato il fatto che il liquidatore non abbia il mandato per arrivare ad una mediazione e che utilizzeremo tutti gli strumenti per rimuovere queste indegne azioni di Jindal. Inoltre, abbiamo ribadito di essere disponibili a riprendere il dialogo anche durante la pausa natalizia se ci sono le condizioni per arrivare ad una sensata mediazione. Altrimenti – concludono – come stabilito in assemblea con i Lavoratori continueremo a fare tutto quello che è in nostro potere. Come prima azione abbiamo inviato in data 17 dicembre una richiesta urgente di incontro al Mise per allinearci sulle iniziative da porre in essere nei prossimi giorni”.

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