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Coronavirus, protesta a Terni sotto l’ordine dei medici: “Siamo il Piave, è un campo di concentramento”

L'attacco: "Non siamo no vax, siamo "no stupid": ci vogliono come cavie. Dove hanno studiato i nostri medici?"

TERNI– Venerdì un presidio sotto l’ordine dei medici a Terni da parte di alcuni militanti che non vogliono definirsi no vax ma che protestano contro “tutto quello che sta accadendo” relativamente alla gestione della pandemia. In particolare, la protesta, con denunce verso i medici è partita dopo la sentenza del Consiglio di Stato  con la quale nei giorni scorsi il Tar Lazio aveva annullato il contenuto della circolare del ministero della salute in merito alla gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-CoV-2, nella parte in cui si prevede una “vigile attesa” e la somministrazione del paracetamolo

Cosa prevede il decreto

Il decreto monocratico del presidente Franco Frattini sostiene infatti che il documento ministeriale “contiene, spesso con testuali affermazioni, ‘raccomandazioni’ e non ‘prescrizioni’ cioè indica comportamenti che secondo la vasta letteratura scientifica sembrano rappresentare le migliori pratiche, pur con l’ammissione della continua evoluzione in atto”. Questi esponenti, guai a chiamarli no vax per carità “che altrimenti vi denunciamo: siamo gente che ha studiato, siamo no cavie, no stupidi”, hanno attuato una protesta pacifica che prevede di sottoporre i rappresentanti dell’Ordina dei medici a domande e ricevere risposte, portando documenti governativi che dichiarano il contrario delle linee guida che lo stesso ordine dà ai medici di medicina generale”.

Cosa chiedono

I militanti, sostenitori delle cure domiciliari contro il Covid, contestano la dicitura ‘raccomandazione’ e non “prescrizione”: “Noi non ci sentiamo più rappresentati dai medici – spiegano – Vogliamo sapere dove hanno studiato, quale codice stanno seguendo e perchè noi veniamo ricusati perchè chiediamo al medico di fare il medico”. Nel mirino del presidio il comportamento tenuto in questi mesi di emergenza sanitaria dai medici di base, soprattutto in relazione alla gestione dei vaccini. “Un farmaco sperimentale”, specifica e che dunque è “condizionato”. “Dovrebbe essere somministrato in ambienti protetti ed ospedalieri, essere seguito da una farmacovigilanza attiva” e soprattutto “dietro prescrizione medica”. Anche questo aspetto è contestato poichè appunto chiedono questa prescrizione medica che invece è considerata automatica vista la situazione sanitaria.  Secondo i protestatari i medici si sono tirati indietro  “anche nel momento in cui si è trattato di effettuare le necessarie indagini vaccinali e laddove esisteva la possibilità di certificare le “esenzioni” rispetto al vaccino”.

La trincea

“Siamo in un campo di concentramento – spiegano – Sono stati inviati i Nas per verificare i dati sensibili di tutti i pazienti esentati. Siamo in prima linea, siamo la linea del Piave, l’ultima falange. Dopo di noi, il nemico non avrà più resistenze. Stanno incutendo paura all’ordine dei medici”.

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