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Covid, le opposizioni in Regione: “Umbria impreparata, serve un tavolo comune”

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Covid, le opposizioni in Regione: “Umbria impreparata, serve un tavolo comune”

Redazione politica
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Il capogruppo Pd, Tommaso Bori

PERUGIA – “L’Umbria è arrivata completamente impreparata a questa nuova ondata pandemica. Le nostre proposte sono stata inascoltate, ma ribadiamo di essere disponibili alla collaborazione. Per questo proponiamo un tavolo delle forze politiche per risolvere le criticità”. È quanto emerso giovedì mattina dalla conferenza stampa online dei gruppi di minoranza del consiglio regionale (Pd, Patto civico per l’Umbria, Misto, M5S), sulla situazione sanitaria e sulla gestione della pandemia in questa nuova ondata di contagi da Coronavirus.

Bori. Il capogruppo del Pd Tommaso Bori ha sottolineato la necessità di avere “un’informazione ampia sullo stato della situazione. Tra la prima e la seconda ondata è stato sprecato tempo. È mancata la pianificazione. L’attendismo ha provocato solo caos, con ospedali saturi e i posti di terapia intensiva non sufficienti. Serve avviare il monitoraggio delle Rsa, accelerare l’assunzione del personale sanitario, utilizzare gli hotel per distanziamenti e quarantene, evitare decisamente la sospensione dei percorsi di normale attività”

Bianconi. Vincenzo Bianconi (Misto)  ha fatto un “appello all’unità e all’umiltà per far sì che insieme si possa lavorare per il bene dell’Umbria. Siamo in un periodo difficile: alla crisi economica precedente si aggiunge la crisi economica e sanitaria legata al covid. C’è l’assenza di una riforma sanitaria da molto tempo annunciata e di cui non abbiamo informazioni. Servono tavoli di confronto con tutte forze disponibili a mettere a disposizione competenze e esperienze per superare questo momento di grande crisi. Non comprendiamo se è paura di aprirsi al confronto o se invece è arroganza perché si pensa di avere tutte le risposte. Ma risposte non ci sono. Non aver rafforzato l’organico delle risorse umane è un errore da dilettanti. Manca visione, metodo e disponibilità al confronto. Così non si va da nessuna parte”.

De Luca Thomas De Luca, capogruppo del M5S ha sottolineato che “serve un’interlocuzione con le forze politiche di Governo. Esecutivo che ha messo a disposizione ingenti risorse per la fase autunnale. Ma in questi mesi la Regione non ha fatto nulla. C’è bisogno di personale che non c’è, per motivazioni assurde come il concorso gestito in maniera imbarazzante dalla Usl 2. Assurdo che in questa fase si facciano errori simili. Il personale in dotazione non riesce a stare dietro ai numeri che crescono. Le assunzioni sono rimaste al palo proprio quando ce n’era più bisogno. Va avviato un lavoro di concerto con l’opposizione. C’è il rischio paralisi dell’attività

Fora Andrea Fora (Patto Civico per l’Umbria) ha rimarcato come sia urgente “attuare un piano di interventi che oltre a gestire l’emergenza covid possa affiancare un piano immediato dell’emergenza sanitaria complessiva. Abbiamo proposte su questo e auspichiamo che vengano ascoltate. Si sta tralasciando la gestione delle criticità ordinarie, con la chiusura di reparti e servizi specialistici di base. Questo sta aggravando una situazione già gravosa. Le liste d’attesa aumentano. La cronicità è abbandonata, incidendo sulla fragilità. In alcuni casi si interrompono prestazioni salvavita. Stupisce la mancanza di programmazione della rete territoriale e di quella complessiva. C’è troppa superficialità”.

Infine Fabio Paparelli, portavoce delle opposizioni, secondo cui “manca la capacità di pianificazione e di affrontare la situazione. La nostra disponibilità alla collaborazione rimane intatta. Manca un piano strutturale, non si è rivisto il Piano pandemico del 2007 e neanche il nuovo Piano sanitario. Quello che noi avevamo preadottato prevedeva il rafforzamento della medicina del territorio. Si potevano utilizzare l’ex Milizia a Terni e Monteluce a Perugia per l’emergenza. Ancora oggi sentiamo dire che faremo bandi per covid hotel. Non si sono fatte assunzioni e il personale che opera è utilizzato al massimo. Quindi non ci potranno essere ulteriori strutture.Manca un piano di monitoraggio serio delle Rsa, non ci sono percorsi sperati per malati cronici. C’è una situazione critica all’ospedale di Terni con il rischio dell’uso delle sale operatorie per malati Covid”.

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