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Covid, anche il Ternano possibile zona rossa: “Se serve lo faremo. Coi soldi dei banchi potevamo comprare vaccini”

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Covid, anche il Ternano possibile zona rossa: “Se serve lo faremo. Coi soldi dei banchi potevamo comprare vaccini”

Redazione politica
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Dario e l'assessore Coletto
Dario e l'assessore Coletto

PERUGIA – Niente di positivo dalla conferenza stampa settimanale sul punto Covid svoltasi venerdì mattina. L’assessore Luca Coletto, con Marco Cristofori del nucleo epidemiologico regionale, il commissario all’emergenza Covid Massimo D’Angelo  e il direttore regionale della sanità, Claudio Dario hanno fatto il punto e la situazione in regione non accenna a migliorare: “La curva cresce dal 24 dicembre in maniera lineare – dicono – L’indice RT calcolato sui casi degli ultimi 14 giorni è pari a 1,07 con un intervallo compreso fra 0,92 e 1,22. Un dato particolare riguarda i ricoveri: rispetto all’ondata precedente stiamo toccando picchi elevati, più alti di quando i casi erano il doppio di oggi. Tale dato, va detto, può essere ‘inquinato’ dai cluster ospedalieri. L’andamento crescente riguarda anche le terapie intensive”

Diversa però è l’incidenza del virus:  344,67 positivi ogni 1000 abitanti nel perugino, appena 72.50 nel ternano, ma il virus è stato spiegato, si sta spostando verso sud, in particolare Assisi, Foligno e Spoleto, con Amelia unico cluster ternano.

Zona rossa nel ternano: “Se sarà necessario, estenderemo la zona rossa anche nel ternano, ma ce lo dirà il comitato tecnico scientifico. Se servirà a salvare vite lo faremo”. Da Coletto anche una stoccata al Governo: “Lo sforzo messo in campo è stato apprezzabile quando, per primi, abbiamo segnalato all’ISS la possibile presenza di varianti. Nella lotta al coronavirus non bastano però le terapie intensive ed i reparti Covid. Servono cure domiciliari per evitare di intasare gli ospedali e, ad ora, le uniche cure domiciliari arrivate dal ministero sono paracetamolo e cortisone: mi pare un po’ limitata come soluzione. Terapie intensive e ricoveri sono soltanto la coda della pandemia. Servono vaccini, servono decisioni certe da parte di Aifa. Forse con i 425 milioni spesi per i ‘banchi da competizione’, potevamo comprare vaccini”

Vaccinazioni. Partiranno le prenotazioni per gli over 80, ma Coletto ha spiegato che il problema vaccinazioni resta: “Abbiamo circa 9000 dosi di Pfizer per circa 80 mila anziani over80. La difficoltà mi pare evidente e pensare di recuperarli al di fuori della gestione governativa, come altre regioni stanno cercando di fare, potrebbe essere una soluzione. Vediamo però cosa offre il mercato. Dalla settimana prossima, in ogni caso, inizieremo con gli over80 che possono spostarsi presso i punti vaccinali territoriali che saranno creati. Chi non riesce a muoversi, verrà vaccinato a casa dai medici di medicina generale”.

Positivi dopo la prima dose. Sulle positività dopo la prima dose, D’Angelo spiega: “Non basta dire che uno si è vaccinato ed ha contratto il Covid. Intanto bisogna capire se il virus lo ha contratto dopo la prima o dopo la seconda somministrazione, ma anche valutare dopo quanti giorni dalla seconda somministrazione. Bisogna poi, per avere elementi certi, sequenziare il virus con cui il soggetto si è infettato”. Dario però precisa: “A Manaus la variante brasiliana ha causato numerose reinfezioni. Qui, dall’inizio della pandemia, abbiamo avuto 42 casi di reinfezione su circa 39 mila positivi”

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