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Cottarelli, Baldassarri e il gotha dell’impresa al Norcia 2020 Economic Forum

Economia ed Imprese Foligno Spoleto

Cottarelli, Baldassarri e il gotha dell’impresa al Norcia 2020 Economic Forum

Redazione economia
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NORCIA–  Il gotha dell’imprenditoria umbria e nazionale nel luogo simbolo della resilienza e della ripartenza dopo il terremoto, che i tre mesi di lockdown post Coronavirus, hanno colpito ancora ma non affondato. Il Norcia Economic Forum, organizzato dalla ESG89 di Giancarlo Giorgetti ha riunito in piazza San Francesco il meglio dell’impresa e dell’economia, per cercare di mettere sul piatto soluzioni per la ripartenza del Paese ed in particolare della Valnerina e delle zone del cratere colpite quattro anni fa dal sisma.

Chi c’era A fare gli onori di casa, oltre a Giorgetti, il giornalista del Gr1 Giancarlo Loquenzi. Ospiti speciali gli economisti Carlo Cottarelli, fondatore dell’Osservatorio sui conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano, l’ex viceministro all’Economia Mario Baldassari ed il capo della rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Antonio Parenti, oltre al commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, che ha tirato le conclusioni. Presenti poi la presidente della Regione Donatella Tesei, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e una serie di imprenditori: Cristina Colaiacovo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Brunello Cucinelli, Olga Urbani, Angelica Donati, Domenico Metelli, Stefania Pompili di Sopra Steria Italia e Luca Tomassini di Vetrya Digital Service.

I temi sul piatto. Tre i temi attorno il quale si è snodata la discussione: sostenibilità ambientale, resilienza ed heritage culturali, questioni attorno alle quali – questo è ciò che è emerso in particolare – ruoterà il rilancio dell’economia nazionale adesso e nei prossimi anni: “Dobbiamo fare tesoro di tutto quello che abbiamo trascorso nella primavera del 2020 e di tutto quello che non è avvenuto dopo il Sisma che quattro anni fa ha devastato 138 comuni dei Centro Italia, ancora oggi tutti con le ferite troppo evidenti – ha spiegato Giorgetti – La scelta di venire qui non è casuale: Norcia è un simbolo internazionale, ma anche del pensiero alto e della resilienza. La ricostruzione può essere lo slancio per una economia diversa, rinnovata, sostenibile. Uno degli insegnamenti di questa pandemia è che l’economia ed il turismo possono ripartire anche dalla ricchezza dei piccoli borghi”

Tesei e Alemanno. La presidente della Regione ha fatto il punto: “I dati del PIL erano preoccupanti anche prima della pandemia. Nella gestione dell’emergenza sanitaria l’Umbria si è fatta valere, tanto che ci è stato riconosciuto a livello nazionale. Il turismo è tornato, le città tornano a vivere nella loro bellezza più totale. Analizzare i dati di questi giorni sulle visite turistiche, definiti da qualcuno inaspettati, è motivo di gioia per tutti perché il risultato lo fa il lavoro di una squadra.  L’augurio  è che da questa piazza si possa davvero parlare di rinascita perché abbiamo le giuste potenzialità per poter affrontare insieme questo tema ed avere sorprese piacevoli come lo sono state per il ritorno del turismo”. Dal sindaco di Norcia arriva invece la stoccata al Governo: “Oltre 70 milioni di euro sono pronti per essere spesi ma fino ad oggi non ci siamo riusciti. Siamo il più grande cantiere d’Europa in cui si fatica ad avere qualcuno per istruire le pratiche in un Paese dove abbiamo migliaia di navigator”.

Legnini. La Tesei ha lanciato il sasso verso Legnini: “Ora che i nostri sforzi hanno trovato orecchi pronti ad ascoltarci, abbiamo bisogno di immaginare un nuovo modello dove sarà possibile far stare le persone a lavorare nei piccoli centri e recarsi nelle grandi città solo per pochi giorni. So che è un sogno – ha concluso. Rimbocchiamoci le maniche per portare a casa i risultati che servono per raggiungere questo obiettivo”.

Il commissario replica: “Non c’è una terra che si è dimostrata più sostenibile e resiliente di questa. In meno di 40 anni ha subìto tre terremoti, ha affrontato il Covid-19, eppure resiste, combatte e tenta di reagire. Qui, se si realizzerà il piano di connessione digitale  delle nostre case e delle aziende, si potrà realizzare quel nuovo modello di vita e di lavoro che viene molto evocato in questo momento storico”. E sulla ricostruzione: “Abbiamo dato il via allo snellimento delle pratiche. Con il vecchio modello, se anche piovessero soldi per la ricostruzione, sarebbe comunque difficile vedere ricostruire 4000 chiese, 80mila edifici, 4000 opere pubbliche. Ci sono 9 miliardi di euro disponibili e ancora più di 40mila persone vivono nelle Sae, sono fuori casa, fuori azienda, fuori ufficio. Questo non è più possibile. Se per assurdo avessimo proseguito con il ritmo di esame delle pratiche di ricostruzione avremmo impiegato 28 anni per esaminarle tutte. Quindi si impone un cambiamento radicale delle procedure. Bisogna vincere la paura della responsabilità. Dobbiamo chiudere la stagione delle norme e iniziare la stagione dei cantieri, perché i cittadini non possono più attendere”.

Imprenditori. Dagli imprenditori è emerso invece un quadro preciso che pone l’Umbria come centrale per la ripartenza del Paese, per le sue potenzialità economiche e turistiche e la sua vicinanza a Roma. Da Norcia e dall’Umbria passa il rilancio dell’Italia, hanno spiegato, ma lo stato deve porre le basi perché questa ripartenza economica possa ripartire davvero. Cucinelli in particolare ha detto “Questa pandemia credo sia una grande disputa che il Creato ha avuto con la biologia che esce perdente- Credo che questa pandemia non abbia creato una crisi strutturale, ma congiunturale molto forte, ma con tempi molto stretti. Adesso non dobbiamo avere paura e dobbiamo essere responsabili nel prendere decisioni”. Cucinelli si è detto “fiero di essere italiano”, sottolineando che “occorre avere più rispetto per lo Stato e il Governo

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