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Coronavirus, Umbria zona gialla da domenica: come cambiano gli spostamenti

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Coronavirus, Umbria zona gialla da domenica: come cambiano gli spostamenti

Redazione
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La residente Tesei
La presidente Tesei

PERUGIA – L’Umbria passa in zona gialla da domenica. L’annuncio è arrivato venerdì della presidente della Regione Donatella Tesei nel corso del consueto punto settimanale sulla situazione Coronavirus. Il ministro della salute Roberto Speranza firmerà a breve l’ordinanza: con l’Umbria, cambiano colore passando al giallo anche Emilia Romagna, Friuli, Marche, Puglia mentre diventeranno arancioni Campania, Provincia di Bolzano, Val d’Aosta e Toscana. Vediamo dunque come cambiano gli spostamenti, ricordando che la Regione può emanare ordinanze solo restrittive.

Spostamenti. Saranno liberi all’interno della regione (senza autocertificazione) e liberi verso altre regioni “gialle” (senza autocertificazione). Per tutte le altre, servirà l’autocertificazione, che servirà anche in zona giallo per muoversi durante le ore del coprifuoco.

Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 saranno vietati gli spostamenti tra Regioni diverse, ad esclusione di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute; Il 25 e il 26 dicembre 2020 e il 1° gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra Comuni diversi, con le stesse eccezioni. Sarà sempre possibile, anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.  Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 sarà vietato spostarsi nelle seconde case che si trovino in una Regione o Provincia autonoma diversa dalla propria.25 e 26 dicembre 2020 e il 1° gennaio 2021 il divieto varrà anche per le seconde case situate in un Comune diverso dal proprio.

Bar e ristoranti. Riaprono ristoranti e bar fino alle 18, mentre l’asporto è consentito fino alle 22. Dunque anche in Umbria sarà consentito il pranzo di Natale (con massimo 4 persone a tavola, se non conviventi) nei locali e i bar, sempre fino alle ore stabilite, potranno tornare a servire al bancone.

Centri commerciali. Confermata la chiusura nel fine settimana per i centri commerciali, tranne che per farmacie, parafarmacie, edicole, supermercati, tabaccherie, generi alimentari che vi si trovino all’interno

Scuola. La didattica a distanza è prevista soltanto per le scuole di secondo grado, con l’eccezione di studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza, invece, va assicurata a scuole dell’infanzia, elementari e medie. Trasporto pubblico al 50%.

Chi resta chiuso. Sempre chiusi teatri, cinema, musei, lo sport che non sia di interesse nazionale, piscine, palestre (i centri sportivi sono tecnicamente aperti ma l’attività resta consentita solo all’aperto ed in forma individuale), sale giochi, scommesse, sale bingo e lo spegnimento delle slot machine, ancora presenti all’interno di bar e tabaccherie

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