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Coronavirus, tra falsi allarmi e tante fobie viene insediata la task force regionale

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Coronavirus, tra falsi allarmi e tante fobie viene insediata la task force regionale

Redazione
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Precauzioni in Cina contro il coronavirus
Precauzioni in Cina contro il coronavirus

PERUGIA  – Coronavirus, arriva il via libera della Regione alla task force tra allarmismi e fobie. Basti pensare che venerdì pomeriggio un autobus dell’azienda di trasporti Sulga in partenza da Fiumicino, direzione Perugia, è stato bloccato per controlli dopo che una signora aveva fatto scattare l’allarme per aver visto due cittadine cinesi che indossavano delle mascherine. Paure infondate e allarmismo e allora meglio correre ai ripari.  “In seguito alla segnalazione dei primi casi accertati in Italia di persone contagiate dal Coronavirus, la Regione Umbria ha tempestivamente attivato una Task Force per affrontare in maniera efficace e coordinata eventuali situazioni che dovessero manifestarsi sul territorio regionale. E’ in fase di attivazione un numero verde regionale dedicato accessibile già dai primi giorni della prossima settimana e sempre attivo, 24 ore su 24. Inoltre, sul sito istituzionale della Regione Umbria è stato inserito un banner collegato direttamente al sito del ministero della Salute”. A dichiararlo è l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, informando

Tavolo La Regione, inoltre, rende noto che gà da diversi giorni è operativo un Tavolo istituito presso l’assessorato Salute, composto dal Direttore generale e dai suoi collaboratori, dai Commissari straordinari delle Azienda Sanitarie e dai direttori dei reparti e servizi coinvolti nella gestione del problema. Tale Tavolo ha proceduto alla stesura delle linee di indirizzo, dei protocolli, delle modulistiche e dei materiali informativi per definire la presa in carico e la gestione diagnostica e clinica dei pazienti che presentino segni o sintomi sospetti di una contratta infezione. “Le esperienze precedenti (Sars e H1n1) – ha ricordato l’assessore Coletto – hanno permesso al sistema sanitario regionale e ai suoi professionisti di mettere a punto protocolli per l’efficiente gestione dell’attuale fenomeno. Tutta la rete di prevenzione – aggiunge l’assessore – fa affidamento, infine, sul buon senso di ciascun cittadino e sulla piena collaborazione dei mezzi di informazione, nel trasmettere alla comunità messaggi rassicuranti anche sull’efficienza del sistema sanitario regionale, in modo da limitare qualsiasi forma di allarmismo ingiustificato”.

Soggetti a rischio La Regione , inoltre, ricorda che, sulla base delle indicazioni validate dagli organismi internazionali e nazionali, al momento le persone a rischio sono coloro che hanno avuto una permanenza nelle zone colpite dall’epidemia e coloro che hanno avuto con essi contatti nei 14 giorni antecedenti all’eventuale comparsa dei sintomi caratteristici di una sindrome di tipo influenzale (febbre, tosse, difficoltà respiratorie). Le misure stabilite dal Tavolo regionale prevedono che sia il personale medico a individuare elementi clinici ed epidemiologici per procedere all’inserimento in un percorso diagnostico-assistenziale. Solo nel caso in cui il medico riscontri criteri sospetti, il cittadino entrerà di fatto nel protocollo per la gestione regionale dell’epidemia da nuovo Coronavirus 2019-nCov.

Sistema L’ipotesi di lavoro fondamentale che è stata perseguita è la gestione in rete tramite i presidi ospedalieri, i presidi distrettuali, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici di continuità assistenziale e tutti i medici delle strutture private accreditate. Il servizio regionale per l’emergenza e urgenza del 118 è chiaramente coinvolto per la gestione del trasferimento dei casi sospetti presso i punti di riferimento distribuiti sul territorio regionale. Un percorso di condivisione del modello organizzativo adottato e delle strategie in esso contenute è già stato rappresentato alle Università anche per le opportune informazioni da fornire al personale universitario e alla popolazione degli studenti e specializzandi in medicina. Le strutture sanitarie regionali sono a stretto contatto con le strutture ministeriali. Inoltre, la Direzione regionale e l’assessore Coletto si sono informati direttamente in merito al controllo di alcuni passeggeri in viaggio da Roma verso Perugia.

Interrogazione Intanto in consiglio regionale, l’esponente della Lega Paola Fioroni, venerdì, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente in materia all’assessore alla Sanità Luca Coletto. La vicepresidente dell’assemblea chiede alla Giunta “quali misure si stanno mettendo in atto nelle strutture del servizio sanitario regionale per affrontare il rischio potenziale rappresentato dal diffondersi dall’epidemia di Coronavirus». «Riteniamo essenziale – continua – che venga messa in campo un’appropriata informazione su ciò che il servizio sanitario pubblico sta predisponendo anche nella nostra Umbria”.

Forfait Intanto, venerdì, il ministro della Salute Roberto Speranza, ha dato forfait ed è restato a Roma e non è venuto a Perugia come annunciato: il ministro avrebbe dovuto partecipare a un seminario nell’aula magna della Scuola di medicina e chirurgia insieme alla presidente della Regione Donatella Tesei mentre nel pomeriggio era in programma un’assemblea indetta da Cgil, Cisl e Uil sul tema della sanità. Tutto rinviato a data da destinarsi.

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