CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Coronavirus, Tesei va giù duro: “Capovolta la realtà: siamo una delle regioni più sicure d’Italia”

EVIDENZA Perugia Terni

Coronavirus, Tesei va giù duro: “Capovolta la realtà: siamo una delle regioni più sicure d’Italia”

Redazione politica
Condividi
La residente Tesei
La residente Tesei

PERUGIA  – Questa volta niente basso profilo e così la presidente della Regione Tesei va all’attacco del monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità che indica l’Umbria insieme a Lombardia e Molise tra le regioni più a rischio per possibili ricadute sanitarie alla vigilia della Fase 2. “Siamo all’assurdo, al paradossale. Una regione, l’Umbria, che vede 94 persone positive al coronavirus su una popolazione di quasi 900 mila abitanti, solamente 2 pazienti in terapia intensiva, una curva dei guariti in forte ascesa e quella del numero dei contagiati a picco, ma che viene incredibilmente indicata come una regione a rischio. Perché? Perché tra gli indicatori utilizzati c’è il famigerato indice Rt che adotta un meccanismo di confronto dei numeri dei contagi settimanali che va a penalizzare proprio le regioni che sono nella fase di coda del contagio, che hanno numeri bassi in termini assoluti, ma che appaiono alti in termini percentuali. Una formula le cui lacune, per chi vive come noi la fase di uscita dal contagio, sono evidenti. Tra l’altro i nostri nuovi rari casi, ormai da 10 giorni ad un passo dallo zero, provengono da screening mirati che stiamo facendo proprio per evitare cluster”.

Danno “Quello che sta subendo l’Umbria – rimarca la presidente – è un danno di immagine ingiusto per una regione che ha gestito in maniera virtuosa la Fase 1 e che è pronta a ripartire, proprio forte del suo sistema sanitario ed al numero dei contagiati. A questo, tutti noi, dobbiamo dire no. Ci dobbiamo battere – sottolinea – affinché l’immagine dell’Umbria sia tutelata e venga comunicata la situazione reale, quella che vede una terra dove il contagio è sotto controllo e che si presenta sicura per i suoi cittadini e per i turisti che vorranno raggiungerci. In tal senso siamo in partenza con una campagna di comunicazione mirata. Ma ogni umbro, con i mezzi a sua disposizione, può comunicare a tutta l’Italia la realtà di una terra bellissima, tranquilla e sicura. Come Regione – rende noto -, abbiamo scritto al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità per rivedere le modalità con cui viene formulato il giudizio sulla situazione delle regioni. Un giudizio che non può prescindere da tutti i fattori, come il numero di contagi in rapporto agli abitanti, i posti ospedalieri occupati rispetto a quelli disponibili, l’eventuale presenza di focolai. Non abbassiamo la guardia – conclude la presidente Tesei -, continuiamo a rispettare le regole, soprattutto del buon senso, quelle che hanno contribuito a fare della nostra regione una terra sicura. E non permettiamo capovolgimenti della realtà”. Sulla stessa linea anche l’assessore Paola Agabiti e con lei l’intera giunta regionale.

Le reazioni “Gli umbri si devono sentire sicuri. La situazione è sotto controllo e non c’è nulla di preoccupante”: l’assessore regionale alla Salute Luca Coletto commenta così il rapporto del mistero della Salute che indica per l’Umbria “un rischio moderato”, insieme a Lombardia e Molise, per l’epidemia Covid mentre per tutte le altre è “basso”. Lo fa rispondendo all’Ansa alla quale spiega che nella regione “è stimato a 0,2 se non inferiore” il valore di R0, uno degli indicatori della diffusività dell’infezione. “Abbiamo avviato un dialogo con il ministero della Salute chiedendo una precisazione sull’Umbria” ha detto ancora Coletto. Secondo il quale l’Rt preso in considerazione dal rapporto, un altro degli indici della pandemia, che indotto a ritenere l’Umbria a rischio “moderato”, è legato “ai casi individuati nelle scorse settimane a Terni e Giove”. “Situazione già esaurite – ha precisato l’assessore -, nelle quali sono stati individuati e isolati anche i portatori sani. Insomma un algoritmo che non trova riscontro nella realtà umbra”

Modena Nella polemica interviene anche la senatrice umbra do Forza Italia, Fiammetta Modena: “C’è un evidente problema di metodo nel monitoraggio della casistica del covid19 se i dati che emergono arrivano ad equiparare Umbria e Molise alla Lombardia. Dobbiamo anche chiarire dove sia il problema al ministero, o non hanno protocolli e modelli da seguire o non li sanno seguire. Non voglio pensare che possano credere di godere di una sorta di immunità che li protegga anche se danneggiano il grande lavoro svolto dalla Regione Umbria». Poi aggiunge: «Auspico che chi ha combinato questo pasticcio, l’ennesimo, venga sostituito al più presto: non possiamo permetterci di sbagliare. Quale penna geniale ha pensato che questa equiparazione sia solo lontanamente vicina alla realtà? Che studi ha fatto? Da dove è stato scelto? Gli umbri hanno diritto di saperlo e di chiamarlo a rispondere del suo operato”.

Nevi. Così Raffaele Nevi, deputato di Forza Italia: ” Condivido lo stupore della presidente Donatella Tesei. Come è possibile mettere l’Umbria, insieme a Molise e Lombardia, tra le Regioni da monitorare? I numeri dei contagi giornalieri di questi giorni mi sembrano molto chiari! Fa bene per questo la Presidente Tesei a tutelare il nostro territorio e a chiedere spiegazioni a chi di dovere. Non è possibile assistere a questo allarmismo generato da un nuovo indice RT che fa male all’immagine della nostra regione. Spero che gli scienziati modifichino questi parametri perché è assurdo far passare la nostra regione come una di quelle più a rischio”.

 

 

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere