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Coronavirus, Tesei ai sindaci: “Valutiamo insieme le restrizioni”. Altri 335 positivi e sette vittime

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Coronavirus, Tesei ai sindaci: “Valutiamo insieme le restrizioni”. Altri 335 positivi e sette vittime

Redazione
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La presidente Tesei
La presidente Tesei

PERUGIA – “Una immediata valutazione insieme ai sindaci dei territori in cui vi è una elevata incidenza di casi settimanali al fine di individuare una serie di iniziative territoriali temporanee, in aggiunta alle limitazioni regionali e nell’ottica del perseguimento del principio di massima precauzione, allo scopo di ridurre le occasioni di contagio”. A chiederlo è la presidente della Regione, Donatella Tesei, in una lettera inviata al presidente regionale dell’Anci , Michele Toniaccini.  Tesei, che si è già coordinata con il prefetto di Perugia, Armando Gradone, stringe dunque i tempi per arrivare alle misure territoriali che possano scongiurare una zona rossa regionale dalla prossima settimana.

Evoluzione La presidente, nella lettera a Toniaccini, ha condiviso la situazione epidemiologica e la sua evoluzione. Secondo quanto comunicato dalla Sanità regionale, infatti, e già reso noto giovedì nel punto stampa, mentre da un lato la pressione dovuta al Covid nelle strutture ospedaliere è attualmente sotto controllo, anche grazie alle iniziative di rafforzamento messe in campo dalla Regione negli ultimi mesi, dall’altro lato si registra una situazione di diffusione del virus particolarmente difforme nelle due provincie e puntiforme all’interno delle stesse. In particolare, alta è l’incidenza a Perugia e in alcuni comuni della provincia. “Il tutto – scrive Tesei – nell’auspicio di trovare una risposta condivisa dei Comuni maggiormente interessati, pur nell’autonomia di valutazione dei sindaci, e, ovviamente, fermo restando la massima collaborazione delle Asl locali, del Commissario all’emergenza Covid e della Sanità regionale tutta”.

Bollettino Nel frattempo nella giornata di venerdì 29 gennaio sono 335 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Umbria registrati nelle ultime 24 ore. Il dato è relativo a 6.918 tamponi presi in esame, per una percentuale di positivi pari al 4,84%. Le guarigioni riscontrate nello stesso arco temporale sono state 154 (totale 29.285). Si registrano purtroppo alte sette vittime, relativi ai territori di Assisi, Città della Pieve, Foligno, Perugia (2), Spello e Spoleto, per un totale che sale a 767. In base a tali numeri, gli attuali positivi al virus in Umbria sono 5.477 (+174). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 35.529 positività (+335). Per quanto riguarda i ricoveri le persone affette dal virus ricoverate negli ospedali umbri sono 402 (+10, dallo scorso 2 dicembre non si superavano i 400 ricoveri) di cui 53 (-1) in terapia intensiva. Questo il quadro negli ospedali: Perugia 93 ricoveri (-4) di cui 14 (-1) in intensiva; Terni 87 ricoveri (-2) di cui 19 (invariato) in intensiva; Spoleto 54 ricoveri (+1) di cui 4 (invariato) in intensiva; Pantalla 42 ricoveri (+2), nessuna intensiva; Città di Castello 41 ricoveri (invariato) di cui 7 (invariato) in intensiva; Umbertide 34 ricoveri (+8), nessuna intensiva; Foligno 32 ricoveri (+3) di cui 8 (invariato) in intensiva; ospedale da campo Perugia 14 ricoveri (+2), nessuna intensiva; Branca 4 ricoveri (invariato), nessuna intensiva. In isolamento fiduciario ci sono 7.200 persone (+60).
Intanto, sul fronte strettamente sanitario, al momento in Umbria non c’è alcuna “evidenza scientifica su possibili varianti del virus e tanto meno su varianti autoctone”. Lo spiega il commissario regionale per la gestione dell’emergenza, Massimo D’Angelo. Lo fa dopo che era stata ipotizzata un possibile variante per l’aumento di casi in alcune aree della regione. In Umbria, così come sta avvenendo in altre regioni – ha spiegato D’Angelo -, si vuole procedere a sequenziare il virus Sars-Cov-2 “per verificarne le caratteristiche”. “Il sequenziamento del virus sul territorio regionale – ha detto ancora il commissario – permetterà di avere a disposizione ulteriori dati oggettivi per interpretare anche le cause per cui l’infezione virale tende a diffondersi in alcune aree e, di conseguenza, valutare le misure opportune”.

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