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Coronavirus, in Umbria salgono ad otto i casi accertati

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Coronavirus, in Umbria salgono ad otto i casi accertati

Redazione
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Un reparto di terapia intensiva
Un reparto di terapia intensiva

PERUGIA – Sono sei i nuovi casi accertati in Umbria di persone affette da infezione da coronavirus: lo ha reso noto martedì mattina la Direzione regionale Sanità. Si tratta di 4 soggetti monitorati da qualche giorno dai servizi sanitari. Al momento quattro di loro sono in isolamento fiduciario a casa e in buone condizioni, un quinto paziente è ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale di Perugia e il sesto è stato, per precauzione, ricoverato nel reparto di malattie infettive a Perugia. A questo punto, complessivamente, i casi postivi al coronavirus nella nostra regione sono otto.

Casi Uno dei casi è un 60enne di Città della Pieve. A darne notizia è stato martedì’ mattina il sindaco Fausto Risini in una nota pubblicata sulla pagina Facebook dell’ente. “Questa mattina – dice Risini – ho ricevuto comunicazione ufficiale della presenza di un caso positivo al virus Covid-19 nel nostro comune. Il soggetto, che ha riferito di essere stato a Milano, al momento attuale si trova in carico al servizio sanitario. Il nucleo familiare e i contatti diretti avuti, sono stati avvisati e sottoposti a quarantena. L’Amministrazione è in stretto contatto con Asl, Prefettura e task force regionale per trattare e monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, anche ai fini dell’adozione di eventuali provvedimenti di competenza. Non appena la Asl avrà effettuato tutti i necessari accertamenti sanitari, sarà data tempestiva comunicazione delle iniziative che verranno intraprese a riguardo”.

Pellegrino ad Assisi. Oltre a questo, la Direzione regionale sanità, con riferimento ai quattro casi di contagio da coronavirus accertati in Trentino su persone che hanno partecipato nei giorni scorsi ad un pellegrinaggio ad Assisi, precisa che il ‘paziente zero’ è un religioso che si sarebbe contagiato in precedenza, in occasione di viaggi nelle regioni del Nord Italia. In ogni caso le strutture sanitarie della regione Umbria, ricevuta la segnalazione, hanno immediatamente provveduto ad individuare e contattare tutti i soggetti con i quali la comitiva è entrata in contatto nell’area di Assisi e in particolar modo con la struttura ricettiva che li ha ospitati, disponendo – come da protocollo – la quarantena fiduciaria.

Altri due Altri due soggetti sono stati trovati positivi, uno a San Gemini ed uno a Terni. Riferisce la Regione che entrambi , sono in isolamento fiduciario nella loro abitazione perché al momento in buone condizioni di salute. Tutti e due erano già tenuti, da giorni, sotto osservazione dai servizi sanitari, visto che rientrano tra i contatti avuti dall’uomo di Montecastrilli risultato positivo dopo aver avuto contatti a Roma con  una persona proveniente dalla Lombardia

.Sono stati isolati anche i loro contatti. Il sangeminese, 50 anni, è in isolamento volontario domiciliare dal 28 febbraio, anche a seguito dello stato febbrile accusato, al momento si trova presso la sua abitazione di San Gemini e le condizioni vengono definite buone. La compagna dell’agente di commercio, che non presenta sintomi, è stata invece posta in quarantena che terminerà venerdì 6 febbraio. A San Gemini il Comune ha attivato il Centro operativo comunale (Coc) coordinato dal sindaco Luciano Clementella, per monitorare la situazione.

Raccomandazione Nel frattempo, dalle autorità sanitarie viene ribadita la raccomandazione, in caso di sintomi correlabili all’infezione da Covid-19 – quindi in caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie – a non andare al pronto soccorso, in ambulatori o strutture sanitarie. Bisogna restare in casa e contattare per telefono il proprio medico, il numero verde 800.63.63.63, oppure il 118. Da qui verranno guidati sul da farsi dopo un pre-triage telefonico. “I cittadini – spiega il direttore del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Paolo Groff – devono sapere che recarsi al Pronto soccorso non è utile né per la propria cura, né per la collettività. Anzi, potrebbe essere dannoso perché può portare l’infezione all’interno delle strutture sanitarie”. Questo, al momento, il quadro della situazione. Questo al momento il quadro della situazione.

(Servizio in aggiornamento)

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