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Coronavirus, riaprono alcuni attività: la Regione ancora in pressing ma la data fatidica resta il 18

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Coronavirus, riaprono alcuni attività: la Regione ancora in pressing ma la data fatidica resta il 18

Redazione politica
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Donatella Tesei
Donatella Tesei

PERUGIA – Presa in considerazione per solo tre secondi l’idea di firmare una ordinanza e andare in deroga a quanto stabilito dal governo. Ora a Palazzo Donini vanno avanti con la linea diplomatica cercando di spuntare qualche riapertura a partire dall’11. Parliamo di commercio al dettaglio e parrucchieri. Come a va a finire? Giovedì i governatori tornano ad incontrare il governo nella persona del ministro Francesco Boccia. Al momento la linea che arriva da Palazzo Chigi non cambia: aperture differenziate a partire dal 18. Possibili punti di mediazione? Difficile anche perché con la Lombardia e il Piemonte ancora sotto il tallone del virus nessuno ha davvero voglia di strafare proprio ora. Morale provvisoria? Si aspetta il 18 e poi si riapre con le regole dettate dal governo. E in Regione che fanno? Trattare, trattare e insistere. Provarci è legittimo ma farsi illusioni è sbagliato.

Riaperture Da mercoledì, intanto, potranno tornare a svolgere la propria attività i toelettatori di animali da compagnia, come richiesto da Palazzo Donini nel cronoprogramma presentato al Governo, insieme agli esercizi di commercio al dettaglio di natanti e accessori, il commercio al dettaglio di biciclette e accessori, l’attività di noleggio di autocarri, veicoli pesanti, macchinari e attrezzature e l’attività di conservazione e restauro di opere d’arte. La decisione è del Ministero dello Sviluppo economico che, con un decreto, ha integrato l’elenco delle attività consentite. “Siamo soddisfatti – afferma l’assessore allo sviluppo economico, Michele Fioroni – che il Governo abbia consentito la ripresa delle attività di cui al decreto del Mise, che ritenevamo ingiustamente escluse nel Dpcm del 26 aprile. Il nostro calendario di riaperture infatti, indirizzato al Governo, mira a non paralizzare il tessuto produttivo della nostra regione, e, compatibilmente con il rispetto delle misure di sicurezza, consentire la riprese dell’attività lavorativa degli umbri”.

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