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Coronavirus, Regione: “Mano tesa alle imprese”. I sindacati chiedono di anticipare la cassa integrazione

Economia ed Imprese Perugia

Coronavirus, Regione: “Mano tesa alle imprese”. I sindacati chiedono di anticipare la cassa integrazione

Redazione economia
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Un'impresa metalmeccanica
Un'impresa metalmeccanica

PERUGIA – Martedì mattina si è svolto, in Regione, il tavolo di crisi coordinato dall’assessore regionale alle Attività produttive Michele Fioroni con le parti sociali, alla presenza degli assessori Paola Agabiti e Roberto Morroni. L’assessore Fioroni ha evidenziato le criticità economiche che la pandemia da coronavirus sta producendo. Ha riconfermato la volontà della Regione di contribuire a supportare finanziariamente le imprese attraverso la cassa integrazione straordinaria e con le proprie agenzie regionali, Gepafin in primis.

Sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno sottolineato come sia “indispensabile che tutte le associazioni datoriali garantiscano il rispetto delle disposizioni del Governo sulle attività essenziali.  Tutte le produzioni che non rientra in queste categorie vanno sospese. Inoltre, le aziende che devono produrre hanno l’obbligo di mettere in protezione i lavoratori, attraverso i dispositivi di sicurezza. Se non lo si fa si viola la legge”. Inoltre, i sindacati hanno sottolineato la necessità “di fornire subito liquidità ai lavoratori e alle famiglie, trovando modalità di anticipo della cassa integrazione in deroga, magari con il coinvolgimento delle banche. Va inoltre dato il massimo supporto al sistema sanitario regionale, mettendo a disposizione tutto il possibile in termini di risorse, macchinari e personale medico e infermieristico, anche coinvolgendo la sanità privata regionale. Su questi punti, come organizzazioni sindacali proseguiremo il confronto anche negli altri tavoli regionali, chiedendo a tutti il massimo dell’impegno e della responsabilità”.

Inquilini  “Sospendere la riforma dei canoni dell’edilizia residenziale pubblica in Umbria per evitare che, in piena emergenza coronavirus, gli inquilini si trovino a dover affrontare significativi aumenti di spesa già dal prossimo mese di giugno». A chiederlo in una nota congiunta sono i sindacati degli inquilini dell’Umbria, Sunia, Sicet e Uniat, che si rivolgono alla giunta regionale per chiedere la sospensione degli effetti dell’ultima – contestatissima – riforma del regolamento sulle case popolari in Umbria e l’applicazione dei vecchi criteri di calcolo. «Crediamo che in momento come questo sarebbe un segnale di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione – affermano i sindacati degli inquilini – soprattutto persone sole e anziane, che rischiano altrimenti di trovarsi a pagare il doppio se non il triplo di prima”.

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