• Il nuovo decreto firmato dal premier Conte ha abolito anche la possibilità di fare una passeggiata?

No, le regole per l’attività motoria e sportiva all’aperto restano quelle già fissate con il precedente decreto: sono consentite ma non in gruppo e a distanza di sicurezza di almeno un metro. E tuttavia l’invito ai cittadini resta quello di uscire da casa soltanto se strettamente necessario. Dunque, la passeggiata sarebbe meglio evitarla, non fosse altro – spiegano Viminale e polizia di Stato – perché se tutti i cittadini escono di casa per passeggiare all’aperto, strade, parchi e giardini sarebbero pieni.

  • Quindi se vado a correre al parco non posso essere multato?

È cosi, lo ha ribadito ieri la nuova circolare firmata dal capo di gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi. Tra gli spostamenti consentiti c’è quello per svolgere attività motoria e sportiva all’aperto, rispettando la distanza interpersonale di un metro. In ogni caso è necessario portare con sé l’autocertificazione che serve sempre per giustificare qualsiasi spostamento, sia a piedi che con un mezzo.

  • Dove posso andare a fare attività motoria? Solo al parco?

Non c’è nessuna indicazione in tal senso. Nei decreti e nelle circolari esplicative non si parla di luoghi deputati. Parchi e giardini nelle città ma anche spiagge o prati possono essere teatri di attività motorie all’aperto anche se bisogna sempre considerare che lunghi spostamenti dalla propria abitazione per raggiungere questi luoghi difficilmente sono giustificabili. Per altro, proprio per evitare che con le belle giornate questi luoghi possano diventare meta di centinaia di persone diverse amministrazioni comunali hanno deciso di chiuderli.

Coronavirus, le regole degli spostamenti: cosa si può fare e cosa è vietato

  • Tra le uscite da casa consentite non si parla mai dei bambini. Si può portarli fuori?

Anche in questo caso l’invito è quello di evitare ma naturalmente far prendere un po’ d’aria a distanza di sicurezza in un giardino ai bambini rientra tra le attività all’aperto e non può dunque essere sanzionato.

  • Per fare la spesa o per portare fuori il cane per le sue necessità si può andare in compagnia di un amico o di un familiare?

Uscire per ritrovarsi con un amico non è ritenuta una giustificazione valida per lo spostamento e soprattutto significa un contatto ravvicinato con un’altra persona, ma anche per la spesa o per portare a spasso il cane la raccomandazione è di andare uno per volta. Si sono già verificati casi in cui familiari sono state fermati in due a passeggiare o al supermercato e uno dei due è stato invitato a tornare a casa.

  • Posso andare dal medico per farmi prescrivere i miei farmaci abituali?

Non è necessario. Vista l’emergenza e l’impegno anche dei medici di famiglia i piani terapeutici sono prolungati. Naturalmente per qualsiasi altra esigenza il medico di base resta disponibile ma si consiglia di chiamare se non c’è necessità di una visita

  • I medici specialisti e gli ambulatori sono aperti?

Non tutti. Le attività ambulatoriali sono state sospese in moltissime città, così come quelle dei medici specialisti la cui visita prevede un’esposizione particolare nel contatto con i pazienti. Gli studi odontoiatrici, ad esempio, sono stati invitati a chiudere e a limitare l’accesso ai pazienti solo in casi d’urgenza preceduti da un triage telefonico per il quale i dentisti restano sempre disponibili.

  • Le piccole botteghe, i mercati alimentari, gli ambulanti sono aperti?

Sì, il decreto autorizza il proseguo dell’attività di tutte le rivendite piccole e grandi di generi alimentari, dall’ipermercato (in cui però saranno chiusi i negozi di altri prodotti rispetto a quelli consentiti) ai piccoli negozi di quartiere, dal forno al macellaio. Aperti anche i mercati alimentari e i banchi degli ambulanti dotati di regolare licenza anche se molti sindaci hanno deciso di ordinarne la chiusura ritenendo che non ci siano le condizioni logistiche per garantire la distanza di sicurezza

  • Perché le profumerie rimangono aperte?

Probabilmente il senso dell’autorizzazione all’apertura deriva dal fatto che la più parte delle profumerie vende prodotti per l’igiene personale e la cura del corpo che sono ritenuti generi di prima necessità.