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Coronavirus, nuovo Dpcm, chiuse piscine e palestre: bar e ristoranti, stop alle 18

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Coronavirus, nuovo Dpcm, chiuse piscine e palestre: bar e ristoranti, stop alle 18

Redazione politica
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Il premier Conte durante la conferenza stampa
Il premier Conte durante la conferenza stampa

ROMA – Dopo una nottata passata a discutere con i presidenti di Regione che preferivano scelte diverse, domenica mattina il premier Conte ha firmato il nuovo Dpcm che prevede tra le altre cose che ristoranti, bar e gelaterie chiudano dalle 18 pur restando l’apertura domenicale. Le misure resteranno in vigore fino al 24 novembre. Chiusura invece per palestre, piscine, centri benessere, centri termali, cinema e teatri. fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio.

La conferenza stampa. Conte ha illustrato in una conferenza stampa alle 13.30 le misure, annunciando un impegno “a nome dell’intero governo Sono già pronti gli indennizzi a beneficio di coloro che verranno penalizzati da queste norme. I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente degli interessati con bonifico bancario dall’Agenzia delle entrate. Verrà cancellata la seconda Imu dovuta entro il 16 dicembre, confermata la cassa integrazione, offerta una nuova indennità mensile per gli stagionali del turismo e dello spettacolo. Daremo un’ulteriore mensilità del reddito di emergenza” ha aggiunto.

“Se rispetteremo tutti queste nuove regole tenendo la curva epidemiologica sotto controllo, allenteremo le misure così da affrontare dicembre e le festività natalizie con maggiore serenità”., ha detto

Confini regionali I centri commerciali resteranno aperti nel weekend e la Didattica a distanza per le scuole superiori è prevista almeno al 75 per cento: con questa aggiunta le Regioni potranno anche estenderla al 100 per cento come hanno richiesto con insistenza. C’è apertura ad una stretta anche sui trasporti con decreto però del ministro competente.

Raccomandazione: no a  spostamenti non necessari Il nuovo Dpcm raccomanda, ma non è previsto un obbligo, “a tutte le perone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Non è prevista la chiusura dei confini regionali, almeno per ora

Raccomandazione: no ad ospiti, più smart working   Con riguardo alle abitazioni private, “è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Ai datori di lavoro privati si raccomanda “fortemente l’utilizzo della modalità di lavoro agile”. Più smart working, meno lavoro dall’ufficio.

Bar e ristoranti. Dalle 5 alle 18 l’apertura per bar e ristoranti durante la settimana, misura contestatissima da molte regioni che premevano per tenere aperto almeno fino alle 23 per salvare la cena. E’ previsto servizio ai tavoli da massimo quattro persone “salvo che siano tutti conviventi”. L’asporto e il servizio a domicilio è consentito fino a mezzanotte. Vietato, quindi, consumare cibi e bevande nei locali e nelle vicinanze dopo le 18. Restano aperti “gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande nelle aree di servizio e nei rifornimento carburante nelle autostrade”.

Piscine e palestre, sport in generale. Oltre a ristoratori e gestori di cinema e teatri, pagheranno un prezzo durissimo i gestori di palestre e piscine, che dunque vedono declassificato a non essenziale il loro lavoro. Chiusura completa per loro, fino al 24 novembre. Non si fermano i campionati nazionali e dilettantistici ‘di interesse nazionale’: dunque Perugia, Gubbio, Ternana, Sir e Bartoccini proseguono l’attività anche a livello giovanile ma si richiude l’accesso al pubblico (evidentemente da domani, visto che per le gare di oggi i biglietti sono già stati venduti). Fatto salvo quanto previsto  in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.

Chiusi, inoltre, gli impianti sciistici. Gli stessi, però, possono essere “utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale da Coni e Cip per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali”. Dunque va avanti la Coppa del Mondo di sci, ma niente settimane bianche.

Cerimonie religiose e feste connesse. Per quanto non vengano fermate le cerimonie anche religiose, come battesimi e matrimoni, sono vietate le feste che ne seguono, con l’eliminazione quindi del limite dei 30 partecipanti, in vigore con il precedente Dpcm.

Cinema, teatri e musei. Chiudono anche cinema e teatri (“sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto e cinematografiche”), come conferma il ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini. Restano aperti, invece, i musei “a condizione che garantiscono modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

Fiere, convegni e sagre. Stop anche a sagre, fiere, convegni e congressi concedendo a ogni manifestazione pubblica lo svolgimento solo “in forma statica” e sempre con il rispetto del distanziamento. Salta il divieto per concorsi pubblici e privati che, invece, era stato inserito nell’ultima bozza del Dpcm. Sospese sale gioco, sale scommesse, bingo e casinò; stop a “sale da ballo, discoteche e locali assimilati all’aperto o al chiuso”.

Tesei “Ribadendo che la tutela della salute rimane la priorità di tutti noi, il nuovo Dpcm, nel quale ancora una volta non si sono volute inserire le principali proposte delle Regioni, presenta incongruità e crea delle forti disparità tra categorie, spesso non giustificate da rilevanze scientifiche epidemiologiche”: a dirlo è la presidente della Regione Donatella Tesei. “Ora è necessario che il Governo intervenga con aiuti concreti – aggiunge – soprattutto per i settori più penalizzati. Le misure di ristoro devono essere adeguate e soprattutto tempestive, altrimenti – conclude Tesei – all’emergenza sanitaria si aggiungerà, ancora di più, quella economica”.

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