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Coronavirus, Michela la prima vaccinata in Umbria: sono 85 le fiale arrivate

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Coronavirus, Michela la prima vaccinata in Umbria: sono 85 le fiale arrivate

Redazione
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La dottoressa Michela Cardamone
La dottoressa Michela Cardamone

PERUGIA – Il giorno tanto atteso: sono arrivate anche in Umbria, nella notte tra sabato e domenica, le prime 85 dosi del vaccino Pfizer-Biotech. Stando al piano reso nota dalla Regione nei giorni scorsi la prima somministrazione avverrà alle 10 di domenica mattina nei locali del servizio trasfusionale del San Matteo degli Infermi di Spoleto. Poi sarà la volta di una quindicina tra medici e infermieri dello stesso ospedale di Spoleto, tra cui i primari del pronto soccorso e della Medicina interna del nosocomio. A seguire saranno vaccinati anche alcuni sanitari in organico alle quattro aziende sanitarie e ospedaliere dell’Umbria e una quindicina di ospiti e operatori della Rsa Santa Margherita di Perugia.

Giornata storica “È una giornata storica”, ha dichiarato all’Ansa il direttore della farmacia dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Alessandro D’Arpino, definisce l’avvio della campagna di vaccinazione anti Covid. “Questo giorno – aggiunge – rappresenta l’inizio di un cammino verso l’immunizzazione e quindi è davvero un momento importante”. D’Arpino spiega che “oggi sono arrivate in Umbria solo 85 dosi in 17 fiale, nelle prossime settimane arriverà il grosso delle consegne”. “Il vaccino – dice ancora – sarà stoccato a -80 gradi e abbiamo tutto pronto per riceverlo, per poi inviarlo, una volta scongelato, alle singole strutture dove entro 5 giorni dovrà essere somministrato”.

La prima Michela Cardamone, che fa parte di uno dei team vaccinali dell’uso Umbria1, è stata la prima persona vaccinata in Umbria contro il nuovo coronavirus. L’infermiera è stata vaccinata, come da programma, questa mattina nei locali del servizio trasfusionale del San Matteo degli Infermi di Spoleto. “Il mio vuole essere un messaggio a non avere paura del vaccino, un esempio per la popolazione”, ha dichiarato la dottoressa.

A seguire Lorenzo Nicchi, delle Usca perugine: “C’è sollievo e sono contento. Spero sia di sprono per tutti”. Poi l’infettivologo del ‘Santa Maria’ di Terni Carlo Vernelli: “Per fortuna che abbiamo iniziato, c’è un po’ di emozione. Una misura che ci consentirà di sconfiggere nel tempo questa malattia. Mai avuto dubbi”.Ha parlato invece di “luce in fondo al tunnel”, la dottoressa Orietta Rossi, direttrice del Covid hospital di Spoleto.  Fra i primi anche il professor Amilcare Parisi, primario di Chirurgia a Terni.

Gli altri. L’anestesista Marco Trippetti ha commentato su facebook: “Sono stato chiamato dalla mia azienda per ricevere, in questa giornata storica, una delle prime dosi di vaccino anti Sars cov 2. Dopo aver ricevuto assicurazioni sul fatto che anche gli Oss, gli infermieri e tutti i miei colleghi umbri impegnati nei reparti covid riceveranno a breve la loro dose vaccinale (450.000 dosi sono in consegna nei 21 centri hub regionali già domani sera) ho ovviamente espresso convintamente il mio consenso! Produrre un vaccino in nove mesi rappresenta un risultato incredibile per la scienza e per l’umanità in generale. Questo deve servire come esempio per credere sempre di più nella ricerca, nella scienza, nei risultati basati sull’evidenza di studi clinici ben condotti ed in ultima analisi anche nelle nostre capacità.
È solo l’inizio, ma questa giornata può rappresentare veramente l’inizio della fine di questa pandemia che ha sconvolto dal punto di vista sanitario, economico e sociale il nostro paese e il nostro continente. In definitiva la scienza al servizio della vita e dell’uomo assume il più grande significato se confrontato a questo terribile periodo”

Il commissario straordinario della Usl Umbria, Massimo De Fino, ha reso noto che finora sono state inviate 15 mila lettere agli operatori, 12 mila delle quali aperte. Su queste le adesioni sono circa 7 mila, una buona percentuale.  Giannico, commissario dell’ospedale perugino: “Nei prossimi giorni daremo il numero definitivo delle adesioni, nel caso di Perugia dovrebbero essere attorno alle 4500 persone, fra ospedale di Perugia e distretti”. Chiarelli, commissario di Terni: “Partiamo dalle persone fragili, ma tutti ci stanno a cuore. E’ un lavoro di squadra, insieme: possiamo fare  fare bene”.

Coletto L’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto positivo al Covid-19 è stato ricoverato in un ospedale del Veneto, secondo quanto riportato da alcuni quotidiani locali. La decisione dei medici sarebbe precauzionale e legata alla febbre che l’amministratore regionale continua a manifestare da alcuni giorni. Coletto era risultato positivo una settimana fa dopo un paio di giorni dalla conferenza stampa di fine anno della giunta guidata dalla presidente Donatella Tesei a cui l’assessore aveva partecipato in presenza. Coletto era poi tornato in Veneto, dove risiede, e qui è stato poi sottoposto al tampone che ha dato esito positivo, facendo scattare tutti i protocolli sanitari sulla presidente e gli altri componenti di giunta. Domenica, poi, è arrivata la notizia del ricovero in via precauzionale dell’assessore.

 

 

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