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Coronavirus, le coop sociali protestano e Coletto fissa un incontro

Politica

Coronavirus, le coop sociali protestano e Coletto fissa un incontro

Redazione economia
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Un lavoratore di una cooperativa sociale
Un lavoratore di una cooperativa sociale

PERUGIA – Assicurare la continuità dei servizi sociali, socio assistenziali e socio sanitari, rimodulandoli e considerandoli servizi pubblici essenziali come previsto dal decreto Rilancio. Garantire a tutti gli operatori delle cooperative sociali l’accesso ai tamponi, alle misure di prevenzione e di diagnostica per monitorare il Covid 19, tutelando così anche i fruitori dei servizi. E adeguare le rette dei servizi accreditati ferme al 2005 rivalutando le stesse applicando l’indice Istat del periodo 2005-2019. Queste alcune delle priorità che per le cooperative sociale dell’Umbria si apprestano a mettere sul tavolo dell’assessore Luca Coletto che mercoledì mattina ha convocato per giovedì i rappresentanti dell’Alleanza delle cooperative (Massimo Giovannelli AGCI Solidarietà, Andrea Bernardoni Legacoopsociali e Carlo di Somma Confcooperative), che rappresenta 300 coop sociali, 8 mila soci lavoratori tra cui 800 svantaggiati.

Confcooperative Le centrali cooperative chiedono alla Regione Umbria di riconoscere la funzione pubblica della cooperazione sociale ed affrontare i problemi legati alla gestione dell’emergenza che si aggiungono ai quelli strutturali presenti prima dell’esplosione della pandemia dovuti ai ritardi delle precedenti amministrazioni regionali. “La scorsa settimana – afferma Carlo Di Somma di Confcooperative – i soci lavoratori delle cooperative sociali hanno discusso ed approvato in assemblea un documento di nove punti che contiene delle proposte concrete subito applicabili. Abbiamo più volte cercato di avviare un confronto con la giunta regionale, comunicazioni formali, informali, pec, financo una serie di trasmissioni radio ma alla fine nulla di fatto. Non è questa l’attenzione che meritano le nostre lavoratrici e i nostri lavoratori che stanno insieme a tanti in prima linea e si vedono snobbati! Speriamo che da domani si apra una nuova pagina nei rapporti con la Regione”.

Legacoop «Da mesi denunciamo i problemi che affliggono il settore in questi mesi però poco è stato fatto per affrontarli ed almeno in pare risolverli. Ill 14 giugno scorso nel primo e ultimo incontro che abbiamo avuto con la presidente Donatella Tesei abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di crisi, dove poter rappresentare le istanze di un comparto delicato ed essenziale per la tenuta socio-economica della Regione, ma non siamo stati ascoltati. Venerdì scorso abbiamo scritto ai prefetti ed alla presidente della Regione per chiedere un incontro urgente. Oggi abbiamo ricevuto la convocazione da parte dell’assessore Coletto. Siamo fiduciosi che a partire dall’incontro con l’Assessore in programma domani inizieremo ad affrontare nel merito i problemi che interessano la cooperazione sociale”, ha dichiarato Andrea Bernardoni di Legacoop.

Criticità “Le grandi criticità che stanno vivendo le cooperative di inserimento lavorativo. I lavoratori svantaggiati sono infatti i primi ad essere stati espulsi dai processi produttivi e rischiano di non essere più riassorbiti». Nel documento approvato dalle 300 coop umbre c’è anche la richiesta di garantire immediata e integrale applicazione da parte delle Usl del protocollo d’intesa sottoscritto il 21 aprile scorso da Regione, di far rispettare alle stesse aziende sanitarie, ma anche agli enti partecipati e ai Comuni, la norma regionale che disciplina il tariffario regionale delle cooperative sociali, sia nel caso di cooperative sociali di tipo A che in quello delle cooperative sociali di tipo B. Sul tavolo – ha dichiarato Giovannelli – anche la richiesta di far applicare al mondo pubblico l’articolo 11 del codice dei contratti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone disabili e dei lavoratori svantaggiati, che sono state le prime a essere espulse dai processi produttivi con la crisi del Covid. Adottare una norma regionale che contrasti gli appalti guidati dalla logica del massimo ribasso, individuare per la cooperazione sociale di inserimento lavorativo specifiche forme di ristoro e riconoscere alla cooperazione sociale ed agli Enti del Terzo Settore il ruolo attivo nella fase di co-programmazione e co-progettazione delle politiche pubbliche”.