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Coronavirus, l’allarme di Fipe Confcommercio Umbria: “Molti bar e ristoranti rischiano di chiudere”

Economia ed Imprese

Coronavirus, l’allarme di Fipe Confcommercio Umbria: “Molti bar e ristoranti rischiano di chiudere”

Redazione economia
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Una manifestazione di Confcommercio
Una manifestazione di Confcommercio

TERNI – L’appello dei bar e ristoranti umbri risuona forte: rischiamo di chiudere. Fipe Confcommercio lancia l’allarme attraverso il presidente regionale Romano Cardinali: “Erano 4.729 alla fine dello scorso anno. Ma, con la riapertura del Paesegli umbri rischiano di non trovare più aperti né il bar sotto casa, né la trattoria di quartiere. Per questo il governo, e la politica tutta, compresa quella locale, ci devono aiutare, per salvare un pezzo del nostro sistema produttivo che, con 85 miliardi di fatturato prodotto e 1.200.000 occupati, è un settore trainante del turismo e dell’economia italiana”.

“Gli interventi sin qui messi in campo dal governo – osserva Cardinali – sono solo una risposta parziale: la liquidità non è ancora arrivata, la garanzia al 100% dello Stato per importi massimi di 25.000 è una cifra lontanissima dalle effettive esigenze delle imprese per far fronte agli innumerevoli costi da sostenere, la burocrazia rimane soffocante appesantendo addirittura le stesse procedure degli ammortizzatori sociali”.

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