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Coronavirus, la presidente Tesei: “Subito altri 50 tracciatori in Umbria per nuova fase del virus”

Ad affermarlo è stata la presidente della Regione martedì mattina rispondendo all'opposizione in consiglio regionale

PERUGIA – Prenderanno servizio “immediatamente” in Umbria altri 50 tracciatori per seguire la nuova fase Covid. Ad affermarlo è stata la presidente della giunta regionale, Donatella Tesei, martedì mattina rispondendo all’opposizione che in consiglio regionale ha accusato la Regione di “caos e confusione” nella gestione del Covid. Tesei che ha poi sottolineato come “non rispondano al vero le notizie date della diminuzione dei tracciatori”. “Le nuove disposizioni che sono state fornite dalla sanità regionale – ha detto Tesei – spiegano con chiarezza le procedure da seguire ma i numeri straordinari dati dalla propagazione della variante Omicron stanno comportando delle innegabili difficoltà, soprattutto nel tracciamento dei contatti dei positivi”. Per Tesei “una situazione però che sta riguardando tutto il Paese”.

Risolverei tracciamento

“L’Umbria in questa fase, in attesa di risposte e regole per risolvere tracciamento e quarantene e su cui il Cts nazionale sta ragionando, non è né inerme, né sta a guardare e continuerà ad avere attenzione massima in un quadro in costante mutamento”, ha dichiarato Tesei per “fare chiarezza rispetto a ricostruzioni non corrispondenti al vero ed affermazioni prive di fondamento”. Al centro del dibattito in aula, il tema della gestione della pandemia con il propagarsi della variante Omicron caratterizzata da una crescita esponenziale dei contagi. “La caratteristica di questa variante – ha sottolineato Tesei – porta ad un incremento con raddoppio giornaliero di contagi ma questo avviene in tutte le regioni d’Italia. Non è certo colpa mia o dell’assessore Coletto avere in un giorno 2.700 nuovi positivi e, come credo, non è colpa del presidente Giani se anche lui ha 4mila contagi in un giorno”.

Sistema sanitario

Con questi “numeri straordinari”, ha poi spiegato la presidente, “il sistema sanitario è chiamato ad uno sforzo enorme per tracciamento, quarantene e tamponi”. “D’altro canto però – ha proseguito – le ospedalizzazioni, seppur in crescita, sono nettamente inferiori rispetto al passato. E non abbiamo mai abbassato la guardia nemmeno sui vaccini”. Come ha poi annunciato Tesei, la Regione, insieme alle organizzazioni sindacali, “ha inoltre deciso di prorogare fino al 28 febbraio gli incarichi a tempo determinato conferiti ai sensi delle disposizioni emergenziali per garantire continuità dei servizi”.

Cambiare le regole

La presidente, poi, è intervenuta sulla necessità di “cambiare regole per il tracciamento e le quarantene, perché – ha sostenuto – altrimenti rischiamo il blocco pur senza essere in lockdown, ma questo è un tema che tutti i governatori hanno sollevato in sede di conferenza Stato-Regioni e che il Governo sta vagliando insieme al Cts”. Tesei in aula, infine, ha espresso «preoccupazione per la crescita esponenziale dei contagi» e anche per questo, “per quanto riguarda la medicina territoriale, si è deciso, in accordo coi sindacati, di prorogare fino al 28 febbraio 2022 gli incarichi conferiti per l’emergenza al fine di garantire i servizi e recuperare l’attività ordinaria”.

L’opposizione

“Un commissariamento della Sanità per salvare l’Umbria e gli umbri, prima che sia troppo tardi, dall’incompetenza e dall’inadeguatezza di chi ci governa”. Questo è quanto ha chiesto il consigliere regionale Tommaso Bori (Pd-vicepresidente della Commissione Sanità) in una “lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi, al ministro della Salute Roberto Speranza e al Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario governativo per l’emergenza Covid”. “L’Umbria, il 28 dicembre conta 2.717 contagi in un solo giorno e 112 ricoverati. Sono numeri da brivido che la portano a uno dei peggiori livelli nazionali, e a registrare il dato regionale più nefasto dallo scoppio della pandemia ad oggi. La gravità della situazione – ha dichiarato Bori – è resa ben più problematica dall’incapacità e dalle continue e ripetute scelte sbagliate della Giunta Tesei, che ‘amministra’ goffamente la nostra regione, e che ha fatto ripiombare l’Umbria nel caos e nell’emergenza, riportando i cittadini in una situazione che pensavano di aver ormai superato da tempo. L’amministrazione Tesei, in questi mesi, è parsa ben più impegnata a smantellare la sanità pubblica, piuttosto che a rispondere alle necessità legate alla pandemia”.

Dal canto suo, invece, il consigliere regionale Thomas De Luca (M5s) ha sostenuto che “per la presidente ciò che abbiamo visto in questi giorni di Natale è solo frutto della propaganda delle minoranze» malgrado «oggi si corra frettolosamente ai ripari cercando aiuto dai Comuni e dalla Protezione civile» e si sia «ridotto il tracciamento ai test antigenici che gli stessi scienziati considerano attendibili al 50 per cento, ma lasciando l’onere della responsabilità e il costo dei tamponi totalmente sulle spalle dei cittadini, oltreché di fatto privatizzando il contact tracing per la gioia di chi offre un molecolare a 100 euro”.

 

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