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Coronavirus in Umbria, registrati 73 guariti e 29 casi: ricoveri ancora in discesa. La presidente Tesei ottimista

L’aggiornamento della Regione è alle ore 9.39 di martedì 28 settembre: il dato è relativo a 8.532 tamponi presi in esame

PERUGIA – Sono 29 i nuovi casi di Coronavirus in Umbria registrati nelle ultime 24 ore: l’aggiornamento della Regione è alle ore 9.39 di martedì 28 settembre. Il dato è relativo a 8.532 tamponi presi in esame, 2.594 tamponi molecolari (totale 1.127.678) e 5.938 antigenici (totale 797.204), per una percentuale di positivi pari allo 0,33% (lunedì 27 settembre era stata dello 0,96%). Le guarigioni riscontrate nello stesso arco temporale sono state 73 (totale 61.339). Non si registrano decessi, per un totale che resta di 1.448. In base a tali numeri, gli attuali positivi al virus in Umbria sono 915 (-44). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 63.702 positività (+29). Alla mattinata di martedì le persone affette dal virus ricoverate negli ospedali umbri sono 41 (-2) di cui 2 (invariato) in terapia intensiva.

Vaccinazioni

Alle ore 8 di martedì 28 settembre settembre risultano somministrate 1.261.280 dosi di vaccino in Umbria (+2.188, erano 1.259.092 alle ore 8.00 di lunedì 27 settembre), pari al 90,93% delle dosi disponibili (1.387.044). Ciclo vaccinale completo per 613.432 persone (+1.895). Prima dose per 670.366 soggetti (+742).

La presidente Tesei

L’attuale fase della pandemia in Umbria è caratterizzata dalla “progressiva regressione” del virus. Lo ha sottolineato la presidente della Regione Donatella Tesei intervenendo martedì in consiglio regionale. “L’efficacia dei vaccini ha rivoluzionato le possibilità di convivenza con il virus” ha aggiunto. “A chi ha dei dubbi su questo – ha sottolineato ancora Tesei soffermandosi sul tema delle immunizzazioni – rispondo con due semplici dati mutuati dall’esperienza umbra. Nella fase caratterizzata dalle varianti abbiamo avuto un picco di poco più di 4 mila contagiati ma anche oltre 550 ricoverati, 150 dei quali in rianimazione. Nella fase dei vaccini il picco dei contagiati è stato di circa 2 mila ma i ricoveri sono stati una sessantina, una quindicina dei quali nelle intensive. Insomma grazie ai vaccini la diffusione si è fermata alla metà ma con sintomatologia grave cinque volte inferiore. Per questo continuo a dire che è necessario vaccinarsi perché è una via di uscita fondamentale”.

Ottavo più basso

Tesei ha quindi rilevato che il tasso di mortalità per il Covid in Umbria “è stato l’ottavo più basso d’Italia nonostante una popolazione che la quinta più anziana del Paese”. “L’Umbria è poi molto sopra alla media nazionale – ha aggiunto – sia per persone con prima sia con seconda vaccinazione, risultando la quarta migliore. Dati che dimostrano come la pandemia sia stata affrontata bene dall’Umbria”. Per la presidente il confronto è ora su come affrontare “la prova dell’autunno-inverno di convivenza con il Covid”.

Le due misure

“Lavoriamo – ha aggiunto – a due misure, anzitutto garantendo un dispiegamento potenziale sanitario pari a quello di massimo stato di crisi attivabile in maniera modulare perché occorre continuare a recuperare le liste d’attesa, enorme e atavico problema dell’Umbria e dobbiamo riorganizzare una rete trovata in grande difficoltà. Il nuovo Piano socio sanitario regionale dovrà riuscire nel difficile compito di migliorare i servizi per i cittadini, recuperando però gli enormi squilibri di bilancio che ci sono stati consegnati da chi ci ha preceduto. Dovremo poi garantire la massima velocità e copertura della campagna vaccinale”.

Il Piano sanitario

“Tra la fine di novembre e i primi dicembre, con una delibera della Giunta preadotteremo lo schema del nuovo Piano sanitario regionale, che sarà un vestito su misura per l’Umbria”: lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto durante la seduta del Consiglio in risposta all’interrogazione del consigliere Vincenzo Bianconi (Gruppo misto). “La cura delle persone deve migliorare – ha detto Coletto – e la pianificazione che era stata preadottata non poteva tenere conto della pandemia in arrivo. Nessuna Regione aveva infatti un piano pandemico pronto, ed il nostro in particolare risaliva al 2007. Ora il Piano dovrà tenere conto delle indicazioni del libro bianco grazie all’ente intermedio tra Stato e Regione che abbiamo coinvolto come Agenas che ci dà indicazioni importanti”.

Il territorio

Indicazioni anche nella pianificazione dedicata al territorio, come ha ricordato Coletto. “All’interno del Pnrr – ha detto – arriveranno per questo 48,5 milioni di euro”. Un piano che, secondo l’assessore, “migliorerà la qualità delle cure che avverrà con una revisione delle reti che spesso e volentieri sono mancate”. “I dati – ha proseguito – ci dicono che gli umbri vanno a cercare la sanità fuori dall’Umbria e quindi va migliorata la mobilità passiva, un grave sintomo che deve essere curato velocemente”. Coletto ha infine ricordato che inizierà “un percorso di condivisione con le parti interessate in terza commissione dove verranno depositati tutti i documenti per migliorare la pianificazione”. “Abbiamo quindi una data” ha poi commentato Bianconi, augurandosi poi che “all’interno del piano preadottato ci siano delle risposte puntuali e ci sia rispetto e pari dignità per tutti gli umbri”.

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