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Coronavirus, in Umbria ci sono altri 363 nuovi casi con 198 guariti e 9 morti

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Coronavirus, in Umbria ci sono altri 363 nuovi casi con 198 guariti e 9 morti

Redazione
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Un reparto Covid
Un reparto Covid

PERUGIA – Il bollettino della Regione di mercoledì 11 febbraio segnala 363  nuovi casi di Coronavirus in Umbria nelle ultime 24 ore. Il dato è relativo a 8.617 tamponi presi in esame, per una percentuale di positivi pari al 4,21%. Le guarigioni  sono state 198. Si registrano purtroppo altri 9 decessi con Coronavirus, precisamente ad Arrone, Bastia Umbra, Foligno, fuori regione, Perugia (4) e Spello, per un totale che sale a 872. In base a tali numeri, gli attuali positivi al virus in Umbria sono 7.553 (+156). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 39.827 positività (+363). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 39.464 positività (+415).

Ricoverati. Alla mattina di giovedì i positivi ricoverati negli ospedali umbri sono 520 (+14) di cui 80 (invariato) in terapia intensiva. Così i singoli ospedali: Perugia 134 ricoveri (-5) di cui 22 (-2) in intensiva; Terni 109 ricoveri (-4) di cui 25 (+2) in intensiva; Spoleto 66 ricoveri (-2) di cui 15 (-1) in intensiva; Pantalla 50 ricoveri (+2), nessuna intensiva; Città di Castello 49 ricoveri (invariato) di cui 6 (-1) in intensiva; Foligno 48 ricoveri (+4) di cui 11 (+2) in intensiva; Umbertide 25 ricoveri (+1), nessuno in intensiva; ospedale da campo Perugia 18 ricoveri (-2), nessuna intensiva; ospedale Branca 17 ricoveri (+9), di cui 1 in intensiva (+1); Trevi 3 ricoveri (+3), nessuno in intensiva; Orvieto 1 ricovero (+1), nessuno in intensiva.

Vaccini. Sempre a giovedì 11 febbraio risultano vaccinate in Umbria 30.302 persone, pari al 73,2% delle dosi disponibili (41.275). “Ci sono pochi vaccini contro il Covid”, ha dichiarato venerdì l’assessore alla Sanità della Regione Umbria Luca Coletto. “Abbiamo circa 9 mila dosi Pfizer per 80 mila anziani ultraottantenni. C’è – ha sottolineato Coletto – un’enorme difficoltà. Pensare di recuperarli al di fuori di quella che è la gestione governativa, come stanno facendo altre regioni, potrebbe essere una soluzione. Vediamo quello che il mercato ci offre perché effettivamente il problema maggiore in una pandemia è di essere rapidi. Se il sistema attuale è inefficiente noi cercheremo di renderlo efficiente. Ma – ha concluso Coletto – mancano i vaccini”.

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