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Coronavirus, sale il numero dei ricoverati: altri tre decessi in Umbria

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Coronavirus, sale il numero dei ricoverati: altri tre decessi in Umbria

Redazione
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Un reparto di Terapia intensiva
PERUGIA – Stando all’aggiornamento fornito dalla Regione sabato 2 gennaio ci sono 50 i nuovi casi di Coronavirus in Umbria. Il dato è relativo soltanto a 283 tamponi presi in esame (totale 506.539) per una percentuale di positivi del 17,66% (venerdì è stata del 8,71%). Le guarigioni riscontrate nello stesso arco temporale sono state 58 (totale 24.817). Si registrano purtroppo altri 3 decessi con Covid-19, relativi ai territori di Gualdo Tadino, Magione e Terni, per un totale che sale a 628. In base a tali numeri, gli attuali positivi al virus in Umbria sono 3.793 (-11). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 29.238 positività (+50). Alla mattinata di venerdì le persone affette dal virus ricoverate negli ospedali umbri sono 317 (+17) di cui 47 (+1) in terapia intensiva. Così i singoli ospedali: Terni 87 ricoveri (+2) di cui 21 (invariato) in intensiva; Perugia 64 ricoveri (+3) di cui 9 (invariato) in intensiva; Spoleto 44 ricoveri (+2) di cui 6 (invariato) in intensiva; Pantalla 42 ricoveri (invariato), nessuna intensiva; Città di Castello 41 ricoveri (+1) di cui 6 (+1) in intensiva; Foligno 26 ricoveri (+6) di cui 5 (invariato) in intensiva; ospedale da campo Perugia 13 ricoveri (+3), nessuna intensiva. In isolamento fiduciario ci sono 5.132 persone (+54), mentre sono sin qui usciti dalla misura in 111.068 (+92).
Vaccinazione Sono 676 le dosi di vaccino contro il Covid somministrate fino ad ora in Umbria. Si tratta del 13,6 per cento delle 4.960 consegnate. E’ quanto emerge dai dati aggiornati sul portale online del commissario straordinario per l’emergenzada.  Le dosi sono andate a 401 donne e 275 uomini. La fascia di età maggiormente coinvolta è quella dai 50 ai 59 anni, con 207 persone vaccinate. Sono 183 quelle con età compresa fra i 40 e i 49 anni, 137 dai 30 ai 39. Fra i più anziani, sono già stati vaccinati sei ultraottentenni e una persona con più di 90 anni.  Gran parte delle dosi è stata somministrata agli operatori sanitari (650). Nove a personale non sanitario e 17 a ospiti delle strutture residenziali.

 

 

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