CARICAMENTO

Scrivi per cercare

Coronavirus, in Umbria altri 301 casi. Incidenza in flessione, la provincia di Perugia resta rossa, Ternano in arancione

EVIDENZA Extra Regione

Coronavirus, in Umbria altri 301 casi. Incidenza in flessione, la provincia di Perugia resta rossa, Ternano in arancione

Redazione
Condividi

Piazza San Francesco

PERUGIA – La conferenza stampa di aggiornamento sulla situazione Covid di venerdì conferma lo status quo: resta rossa ancora almeno per una settimana la provincia di Perugia, mentre escono del tutto dalla zona rossa i due comuni di Amelia e San Venanzo, dove i focolai si vanno spegnendo. Tutta la provincia di Terni dunque torna arancione. A parlare oltre alla presidente della regione Donatella Tesei, l’assessore Coletto, il dg della sanità Claudio Dario, il commissario regionale Covid Massimo D’Angelo oltre a  Marco Cristofori e Carla Bietta del nucleo epidemiologico regionale dell’Umbria.

Cts decide. Dario spiega che bisogna andare avanti con le misure in atto: “In cabina di regia nazionale si sono guardate anche le regioni limitrofe, soprattutto nell’Aretino e nel Senese sembrano esserci effetti di ‘porosità’ di contagio in alcuni comuni. Al momento è in corso il Cts nazionale per una valutazione anche di questi dati”.

Differenze. Continua lo squilibrio fra le due zone anche se la media dell’incidenza è in flessione. L’indice Rt, calcolato sugli ultimi 14 giorni è pari a 0,98 mentre l’incidenza per 100.000 abitanti ancora una grande differenza fra la provincia di Perugia (332,76) e quella di Terni (82,34). Le aree più colpite sono Altotevere, una parte del Trasimeno, Perugino, l’asse Bastia Umbra-Foligno, e sono ancora caratterizzate da un’incidenza piuttosto elevata. Nel ternano, invece si è ovunque sotto i 200: “ulle fasce di età, c’è una crescita dei positivi in età scolare (range 3-18) in provincia di Perugia, mentre la situazione su Terni è sostanzialmente uniforme: non ci sono, qui, sostanziali differenze di età fra i contagiati. I ricoveri ordinari sono maggiori del picco di novembre e lo stesso vale per le intensive che hanno toccato una punta di 85 pazienti. I decessi hanno ripreso ad aumentare dai primi di gennaio, con un andamento oscillante. Il rapporto attuali positivi/ricoverati è passato dal 5% al 6% mentre quello positivi/intensive è aumentato da 0,7% ad 1,1%”, spiegano Cristofori e Bietta.Ma gli inteventi di chiusura cominciano a dare i propri effetti.

Quanto alle varianti “‘per i 41 risultati positivi alla variante ‘brasiliana’ – ha detto Claudio Dario – abbiamo, fra gli altri, 1 campione proveniente dal laboratorio Terni, 8 da Città di Castello, 5 da Spoleto, 1 dall’istituto zooprofilattico e 21 dal laboratorio di Perugia. Fra i 22 ‘inglesi’ abbiamo 7 da Città di Castello, 9 da Perugia ed 1 da Spoleto”. Mancano ancora però i 144 inviati all’Istituto Superiore di Sanita. Secondo quanto informa Umbria 24, la paziente zero di variante brasiliana sarebbe giunta dall’Amazzonia, precisamente Manaus.

L’ordinanza.  “Alla luce di un andamento della curva dei contagi che non presenta ancora una stabilizzazione discendente, e nella volontà di ispirare l’azione amministrativa al principio di massima precauzione, nonché al fine di portare il periodo di osservazione dei fenomeni epidemiologici almeno a 21 giorni rispetto alle misure restrittive assunte, la Regione Umbria ha deciso di prolungare per una settimana le ordinanze n.16 del 12 febbraio e n. 14 del 6 febbraio che contengono misure valide sia per tutto il territorio regionale, sia alcune specifiche per la provincia di Perugia e San Venanzo. Amelia, infatti, da questa sera non sarà più compresa nella così detta “zona rossa”.

“È necessario – afferma la Presidente della Regione, Donatella Tesei – prolungare per una ulteriore settimana le ordinanze in scadenza il 21 febbraio, per poter valutare e apprezzare i risultati delle misure restrittive fin qui adottate. Capisco bene il sacrificio a cui sono chiamati gli umbri. Già da ieri, dopo averne parlato in settimana anche con il Ministro della Salute Speranza, ho inviato una seconda lettera al Governo per chiedere nuovamente che siano riconosciuti i ristori per le imprese e gli aiuti alle famiglie residenti delle zone in cui abbiamo applicato le misure maggiormente restrittive, in aggiunta a quanto già stanziato dalla Regione”.

L’ordinanza di proroga, decisa anche a seguito del parere del Comitato tecnico scientifico e sentito il Ministro della Salute, contiene anche alcuni nuovi provvedimenti che nello specifico riguardano, per il territorio della provincia di Perugia e San Venanzo: la sospensione delle attività di laboratorio nelle scuole secondarie di secondo grado e nei corsi leFP (resta salva la possibilità per ogni ordine e grado di svolgere attività in presenza qualora sia necessario mantenere una relazione educativa con alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali) e l’obbligo di svolgimento in modalità telematica a distanza per i corsi di formazione pubblici e privati approvati o autorizzati dalla Regione Umbria e da Arpal. Infine, per quanto attiene alla caccia, considerato il ruolo di interesse pubblico che svolge l’attività venatoria in termini di controllo e abbattimento della fauna selvatica, nonché il fatto che la caccia di selezione si svolge in maniera individuale, è permesso, evitando assembramenti, lo spostamento al di fuori del proprio territorio comunale al fine di svolgere tale attività.

Il provvedimento sarà suscettibile di modifiche in ragione dell’eventuale mutamento delle condizioni epidemiologiche ad esito delle attività di sorveglianza e monitoraggio appositamente implementate.

Il bollettino quotidiano. Il bollettino della Regione di venerdì 19 febbraio segnala 301 i nuovi casi di Covid-19 in Umbria nelle ultime 24 ore su 7.442 tamponi presi in esame, per una percentuale di positivi pari al 4,04%.  Le guarigioni sono state 269  mentre ci sono altri 11 decessi rispettivamente a Bastia Umbra (2), Città di Castello, Foligno (2), Gualdo Tadino, Gubbio, Perugia (3) e Trevi per un totale di 959. Gli attuali positivi al virus in Umbria sono 8.439 (+21). Dall’inizio dell’epidemia sono state riscontrate 42.359 positività (+301).

Ricoveri. Sempre a giovedì i positivi ricoverati negli ospedali umbri sono  545 (-9) di cui 83 (-2) in terapia intensiva. Nel dettaglio dei nosocomi: Perugia 142 ricoveri (-3) di cui 25 (-1) in intensiva; Terni 110 ricoveri (invariato) di cui 23 (-1) in intensiva; Spoleto 69 ricoveri (-2) di cui 15 (invariato) in intensiva; Città di Castello 57 ricoveri (+1) di cui 8 (invariato) in intensiva; Pantalla 56 ricoveri (+1), nessuna intensiva; Foligno 51 ricoveri (-4) di cui 11 (invariato) in intensiva; Branca 22 ricoveri (-1), di cui 1 (invariato) in intensiva; ospedale da campo Perugia 18 ricoveri (-1), nessuna intensiva; Umbertide 17 ricoveri (invariato), nessuna intensiva; Trevi 3 ricoveri (invariato), nessuna intensiva. In isolamento fiduciario ci sono 11.848 persone (-17)

Vaccinazioni. Alla mattina di giovedì  risultano vaccinate in Umbria risultano vaccinate in Umbria 36.901 persone, pari al 77,10% delle dosi disponibili (47.875).

 

 

Tags:

Ti Potrebbe anche Piacere