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Coronavirus in Umbria, 884 positivi e 2629 fuori dall’isolamento: 24 le vittime. Al via i test

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Coronavirus in Umbria, 884 positivi e 2629 fuori dall’isolamento: 24 le vittime. Al via i test

Redazione
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Una Terapia intensiva
Una Terapia intensiva

PERUGIA – Alle ore 18.30 di venerdì 27 marzo nel territorio umbro si registrano 24 decessi di persone positive al coronavirus. Ai 21 decessi registrati alle ore 8 di oggi, di cui è già stata data comunicazione stamani, si aggiungono altri tre decessi avvenuti nella giornata. Alle ore 13, all’ospedale di Terni, è deceduto un uomo di 72 anni residente ad Orvieto. Alle ore 13.40, nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, è deceduta una donna di 88 anni che risiedeva a Orvieto. Nel corso della mattinata è deceduta all’ospedale di Pantalla una donna di 83 anni residente a Sansepolcro, che era tra i ricoverati di fuori regione.

Test Intanto questa  mattina la presidente della Regione, Donatella Tesei, l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, e il direttore regionale alla Sanità, Claudio Dario, hanno preso parte a una videoconferenza che si è tenuta a Palazzo Donini a Perugia, per illustrare le strategie della Regione per la ricerca della positività Covid-19, grazie anche all’acquisizione dei nuovi test rapidi. All’incontro erano presenti le prof. Daniela Francisci e Antonella Mencacci, il direttore regionale, Stefano Nodessi Proietti.

500 al giorno La Regione, dopo una breve fase di sperimentazione, è stato detto in videoconferenza, da subito inizierà ad effettuare dei test rapidi che, in 15 minuti, potranno rivelare nel sangue la presenza di anticorpi specifici verso il virus, in modo da isolare da subito un soggetto positivo. A questi si affiancheranno test molecolari, che rilevano la presenza di virus delle vie aeree, sempre in maniera rapida, con risposta in un’ora. Ovviamente, la rilevazione attraverso il test rapido andrà in parallelo con il test utilizzato sinora (tampone) che richiede una metodica laboriosa con un grande impegno di strumentazione e tempi lunghi di attesa che portano a refertare in Umbria al massimo 500 tamponi al giorno.

Attraverso l’utilizzo dei test rapidi, al contrario, si stima di poter effettuare all’incirca 1.500 test al giorno, privilegiando le aree geografiche dove il virus è più diffuso. L’obiettivo è di avere nell’arco di una settimana, una quantità significativa di dati per ottimizzare la strategia dell’utilizzo dei test rapidi da implementare poi su tutto il territorio regionale.

Il piano La strategia regionale, di cui ha parlato l’assessore alla Sanità Luca Coletto,  in primis punta ad individuare, rapidamente e correttamente, i pazienti Covid-19, che necessitano di assistenza sanitaria, nonché ad attuare una sorveglianza allargata della popolazione, con particolare attenzione alle categorie a rischio, in modo da intercettare rapidamente i casi asintomatici o con pochi sintomi che possono diffondere il virus, in modo da contenere efficacemente il contagio attraverso il loro isolamento. Di primaria importanza per contenere l’infezione è difendere la comunità e le famiglie, individuando i soggetti potenzialmente positivi, ma anche le comunità residenziali sanitarie, sociali e religiose, le case di riposo per difendere le persone anziane, indentificando ed isolando gli individui positivi fin dal loro ingresso.  “Questa strategia – dice Coletto – a tutela del personale sanitario e di tutto quello in prima linea, nonché dell’intera salute pubblica, è possibile anche grazie all’impegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha investito per questo scopo 750 mila euro”.

Chi farà i test Al variare dello scenario epidemiologico la strategia regionale potrà contemplare un ampliamento del campo di indagine effettuando il test a tutti i pazienti sintomatici attualmente ricoverati presso i presidi ospedalieri della regione, che non siano stati già testati, a tutti i soggetti sintomatici potenzialmente collegati ad un cluster o comunque esposti a contagio che sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di Covid-19, ai dipendenti del sistema sanitario regionale che lavorano in strutture ospedaliere dedicate totalmente o parzialmente alla gestione dei casi Covid-19, a coloro che lavorano nelle strutture di Pronto Soccorso o di 118, nelle strutture territoriali, nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, ai medici, farmacisti, operatori sintomatici che operano nelle strutture socio-sanitarie e sociali, lavoratori sintomatici dei “Servizi Essenziali”, con priorità verso quelli con maggiore contatto con la popolazione generale: tra questi Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, Agenti di polizia penitenziaria, volontari della Protezione civile,  addetti alle casse dei centri commerciali.

Tesei. Cosi la presidente Donatella Tesei: “Stiamo lavorando a tutto campo per rispondere al meglio all’emergenza di questo periodo – ha affermato – . Sono presente in maniera costante e quotidiana, a volte diplomatica a volte meno, nei vari tavoli con gli interlocutori nazionali. A volte emergono delle difficoltà nelle consegne del materiale, ma voglio lanciare un messaggio ottimista perché sono certa che a breve riusciremo ad avere le strumentazioni necessarie a coprire i posti di terapia intensiva che necessitano nella nostra regione”.

Apprezzamento “Esprimiamo soddisfazione per l’aumento del numero di tamponi disposti in Umbria e per l’iniziativa della Giunta riguardante i test rapidi che riguarderanno in prima battuta medici e personale sanitario”: così i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Marco Squarta, presidente del consiglio regionale, ed Eleonora Pace. “Questi test – spiegano – consentiranno di aumentare i controlli innanzitutto per le categorie più a rischio”. Per Squarta e Pace “individuare in maniera veloce il maggior numero di persone positive, monitorando precisamente la salute della popolazione, è la strada giusta per provare ad interrompere la catena di trasmissione del coronavirus”. “Avere un quadro più chiaro – aggiungono – aumenterà le capacità diagnostiche e quindi consentirà l’assunzione di decisioni a qualsiasi livello in tempi certamente più rapide. La linea intrapresa dall’assessorato alla Sanità è quella sostenuta da subito da Fratelli d’Italia che dai primi momenti si è speso per questa battaglia”.

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