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Coronavirus in Umbria, cinque milioni dalle Fondazioni bancarie per l’emergenza

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Coronavirus in Umbria, cinque milioni dalle Fondazioni bancarie per l’emergenza

Redazione economia
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La sede della Fondazione Carit
La sede della Fondazione Carit

PERUGIA – Sanità, ricerca scientifica e Terzo Settore: più di cinque milioni di euro dalle Fondazioni di origine bancaria umbre (Fondazione CR Città di Castello, Fondazione CR Foligno, Fondazione CR Orvieto, Fondazione CR Perugia, Fondazione CR Spoleto, Fondazione CR Terni e Narni) per affrontare l’emergenza coronavirus in Umbria.

Interventi I fondi della Consulta delle FBU sono stati destinati a interventi che “hanno riguardato l’acquisto di strumentazioni sanitarie per le strutture ospedaliere territoriali (sistemi di monitoraggio per terapia intensiva/sub intensiva, ventilatori polmonari, ecografi per situazioni di emergenza e apparati per il servizio di telemedicina) con l’obiettivo di potenziare in particolare modo i reparti di terapia intensiva e rianimazione, oltre che le dotazioni di dispositivi di protezione individuale per il personale medico sanitario”.

Nell’azione di contrasto alla pandemia, spiega una nota della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, “sono state anche introdotte risorse per lo sviluppo di farmaci innovativi, finanziando test e assegni di ricerca, in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie e Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Biomediche, per coadiuvare rispettivamente la progettazione di nuovi agenti terapeutici antivirali con attività contro il virus SARS-COVID-19 e la valutazione del SARS- Cov-19 nel liquido seminale maschile durante le diverse fasi dell’infezione”.

Tutela Parallelamente all’emergenza sanitaria, “primaria attenzione è stata data, inoltre, dalle Fondazioni umbre alla tutela delle fasce più deboli, con interventi mirati a sostenere le organizzazioni non-profit territoriali impegnate in prima linea nell’erogazione di servizi alla Persona, oggi più che mai essenziali per far fronte all’aumento significativo di nuove povertà. Tra le azioni intraprese a questo proposito, si segnalano le risorse stanziate per attivare bandi straordinari in materia di welfare e Fondi di solidarietà”, spiega ancora la nota.

Deboli Le Fondazioni umbre, associate in Acri, “sono anche parte di un progetto più ampio di rilievo nazionale dal nome “Prestito sollievo” promosso da Acri e che vede la collaborazione di Intesa Sanpaolo. A tale riguardo l’intervento si sostanzia nell’aver messo a disposizione risorse per l’istituzione di un Fondo rotativo dedicato al Terzo Settore che permetterà a tutto il mondo dell’associazionismo impegnato nell’ambito del volontariato e in presenza di precisi requisiti di ottenere prestiti agevolati a fronte di progettualità ricalibrate rispetto agli scenari e priorità mutate. La finalità è quella di affiancare queste organizzazioni che alimentano la coesione sociale dei nostri territori e che con grandi difficoltà sono impegnate in servizi di cura e assistenza dei soggetti più deboli”.
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