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Coronavirus, la Regione: “Rischiamo ricadute come per il sisma del 2016”

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Coronavirus, la Regione: “Rischiamo ricadute come per il sisma del 2016”

Redazione politica
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Palazzo Donini, sede della Regione
Palazzo Donini, sede della Regione

PERUGIA – Ultime sul fronte Coronavirus. Scuole aperte perché l’Umbria non rientra tra le zone colpite da contagio ma molta preoccupazione per le possibili ricadute economiche. La presidente della Regione Tesei, che è stata in video conferenza con il premier e tutti i ministri, la sera di martedì fa diramare una nota in cui non nasconde la preoccupazione soprattutto per la ‘sofferenza’ che potrebbero attraversare le nostre imprese: “Accanto alle imprescindibili rassicurazioni e misure sanitarie – spiega infatti Tesei – ho anche richiesto al primo Ministro provvedimenti urgenti per le imprese umbre e misure economiche di carattere speciale per il turismo che nella nostra regione, proprio in questo periodo, vede il varo della programmazione annuale. Un settore cruciale per l’Umbria che rischia di essere compromesso dall’immagine internazionale che si sta costruendo intorno al nostro Paese”. Non è un caso che proprio nella giornata di martedì gli assessori Agabiti e Fioroni hanno annunciato la nascita di una ‘cabina di regia’ che starà in contatto permanente con le imprese della regione per capire dove e come poter parare i colpi degli effetti negativi di una situazione che sta già penalizzando economicamente diverse zone del nostro Paese.

Paragone. Ma Tesei fa un passo in avanti ed evoca lo scenario post terremoto del 2016. “La delicata fase che stiamo attraversando – sottolinea Tesei – si sta trasformando in una vera e propria emergenza con ripercussioni negative che non riguardano solo le zone colpite direttamente dal virus, ma tutta l’Italia. Anche l’Umbria rischia di subire pesanti ripercussioni, paragonabili a quelle che si sono verificate nel post sisma 2016. Per questo è necessario un intervento rapido e determinato del Governo”. Tesei, nel corso dell’incontro, ha sottolineato la fattiva e proficua collaborazione con tutte le istituzioni. La presidente, tra le altre cose, ha chiesto al ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, di monitorare i flussi degli studenti iscritti nelle Università umbre e provenienti da fuori regione. La presidente della Regione, infine, sulla scia del governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ha chiesto che il Governo dia disposizione di utilizzare la produzione nazionale dei dispositivi medici di protezione per il personale sanitario per soddisfare dapprima i fabbisogni nazionali, scongiurando il rischio di eventuali carenze. Questo il quadro. Insomma, pessimismo della ragione e ottimismo della volontà.

 

 

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