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Coronavirus, il ministero mette Umbria, Lombardia e Molise tra le regioni a rischio. Tesei sbotta: “Dati incomprensibili”

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Coronavirus, il ministero mette Umbria, Lombardia e Molise tra le regioni a rischio. Tesei sbotta: “Dati incomprensibili”

Redazione
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Donatella Tesei
Donatella Tesei

PERUGIA – Umbria, Molise e Lombardia sarebbero tra le regioni sotto osservazione rispetto all’andamento dei contagi nella Fase 2. la notizia anticipata dal Corriere della Sera che vede l’Umbria tra le tre regioni da tenere in osservazione rispetto all’andamento dei contagi nella fase due. Da dove esce questi dato a che sembra molto poco plausibile. Il Ministero della salute e l’Istituto superiore della sanità hanno pubblicato il report del monitoraggio del Coronavirus nelle regioni italiane al termine del lockdown. Quel monitoraggio, che sarà fatto ogni due settimane, da cui dipenderà anche l’andamento delle attività che da lunedì 18 maggio possono riaprire. Secondo il report l’Umbria, con la Provincia di Trento e il Molise, sono i tre territori dove il trend settimanale dei casi di Covid-19 risulta in crescita.

Valutazioni Ma mentre a Trento la valutazione relativa all’aumento di trasmissioni ed attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali è considerato bassa (livello 2), in Umbria e Molise viene indicato il livello 3 (moderata – in evoluzione). Insomma, per questa voce l’Umbria si collocherebbe un po’ più a rischio addirittura della Lombardia, dove il livello 3 è stabile. In tutte le altre regioni la valutazione dei possibili aumenti di trasmissione è considerato a livello 2 (“bassa”). Secondo il report la valutazione relativamente all’Umbria non deve però preoccupare, dato che la regione mantiene un’incidenza settimanale ‘bassa’, nella stessa fascia di Sicilia, Sardegna, Basilicata, Calabria e Campania. Con l’incidenza settimanale dei contagi per l’Umbria che è di 2,72 ogni 100mila abitanti. La stima di Rt risulta però per l’Umbria in questa settimana la più alta (1,23). “Seppur in un contesto – si legge però nel report del Ministero – ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta“. Perché è evidente che, statisticamente, nelle regioni con piccoli numeri basta poco per alterare il trend. Come il caso del +7 nuovi contagi fatto registrare in Umbria nei giorni scorsi. Insomma, secondo il report bisogna tenere gli occhi aperti in vista della ripartenza di lunedì 18.

Tesei Ma il quando fatto, ovviamente lascia abbastanza stupiti tanto che è la stessa presidente Tesei sempre sulle colonne del Corriere della Sera a rimarcare lo stupore: “Ma è assurdo, è fantascienza, io non capiscono, non sono una scienziata, non m’intendo di algoritmi, ma qui c’è qualcosa che non va. Guardiamo i numeri reali. Mi confronterò con il ministero, con i tecnici, ma sono dell’idea che un sistema di monitoraggio dovrebbe tener conto di numeri diversi: malati assoluti, focolai attivi, posti letto in terapia intensiva. Anche il Molise è in testa ma vi pare? Loro, sono nelle nostre condizioni. Chi ha svolto il monitoraggio – ha detto ancora Tesei -ha messo a confronto i dati della prima settimana della fase 2, iniziata il 4 maggio, con quella precedente. Va bene. Ma a mio giudizio, sono dati ballerini, inaffidabili, perché se è vero che prima nella nostra regione avevamo una zona rossa, il focolaio di Giove, nel frattempo però il cluster si è risolto, l’emergenza è passata. La realtà vera è che in Umbria siamo ormai nella fase della coda dei contagi, con numeri estremamente bassi. Sabato abbiamo registrato zero casi con oltre 1400 tamponi effettuati. E abbiamo soltanto due persone in terapia intensiva a fronte di 150 posti di rianimazione disponibili. I casi positivi totali sono appena 100 su 900 mila abitanti. Abbiamo decine di borghi covid-free sulle colline grazie al nostro distanziamento naturale. Comunque cercherò di approfondire. Mi confronterò con il ministero. Sono dell’idea che un sistema di monitoraggio dovrebbe tenere conto di numeri diversi: malati assoluti, focolai attivi, posti letto in terapia intensiva”. Insomma, uno sfogo bello è buono. E molto comprensibile.

Caso Gubbio Tesei, sempre sul Corriere della Sera, interviene anche sul caso Gubbio: “A Gubbio sono state già identificate diverse persone e nei loro riguardi verranno adottate sanzioni. Gli umbri devono capire che va mantenuto il senso di responsabilità, specie ora che stiamo per riaprire negozi, bar, ristoranti”. In chiusura Tesei annuncia l’apertura per gli ambulanti, il 25 maggio e per i tour operator già da lunedì.

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