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Coronavirus in Umbria, il grido della Caritas: aumentano le famiglie in difficoltà

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Coronavirus in Umbria, il grido della Caritas: aumentano le famiglie in difficoltà

Redazione
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L'interno di una Caritas
L'interno di una Caritas

PERUGIA – “Lo scorso marzo il numero delle famiglie che si sono recate all’emporio della Caritas  “Tabgha” è aumentato del 30% rispetto allo stesso mese del 2019. Queste famiglie sono arrivate al Centro di ascolto diocesano e nella quasi totalità dei casi sono i nuovi poveri del Covid-19. Sono famiglie in gravi difficoltà perché non hanno al momento un lavoro e quello che avevano prima non gli ha consentito di mettere da parte risparmi tali da poter fronteggiare quest’emergenza. Speriamo di non dover passare dalla pandemia alla carestia”. E’ quanto fa sapere il diacono Giancarlo Pecetti, direttore della Caritas di Perugia-Città della Pieve, nel presentare non solo i numeri, ma soprattutto l’operato dei quattro Empori Caritas attivi da alcuni anni nelle zone più sensibili del territorio diocesano.

Report “A fine marzo avremmo dovuto presentare il Report Empori della Solidarietà 2019″, ha detto Pecetti, ma l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 non l’ha permesso. Lo facciamo ora”. Oltre all’emporio Taghba di via Cortonese di Perugia, se ne contano altri tre, inaugurati nel 2016 come opere segno del Giubileo straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco, sono: il “Divina Misericordia”, nella zona industriale di San Sisto; il “Siloe”, nel centro abitato di Ponte San Giovanni; il “Betlemme”, nel comune di Marsciano. Supermercati solidali. “Questi Empori – ricorda il direttore Pecetti – sono la soluzione più idonea e dignitosa per aiutare le famiglie in difficoltà per un periodo di tempo sufficiente a renderle più autonome e integrate. Questo metodo, alternativo alla distribuzione del pacco viveri, permette alle famiglie, attraverso una tessera a punti, di accedere al supermercato solidale ed effettuare la spesa”.

Tonnellate Nei quattro Empori sono transitati complessivamente 303,9 tonnellate di prodotti, contro le 304,8 del 2018, una contrazione di quasi una tonnellata a fronte di un incremento di cento nuove famiglie fruitrici. Il dato positivo è l’aumento delle tonnellate donate, passate da 200,9 del 2018 a 208,3 del 2019. Si tratta di un incremento significativo grazie alla generosità di aziende della grande e media distribuzione, ma anche alla generosità di privati benefattori. Nel 2019 le restanti 95,6 tonnellate sono state acquistate con il contributo stanziato per il 90% dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Perugia. Sempre nel 2019 sono state distribuite 294,7 tonnellate di prodotti di cui 236 negli Empori e 58,7 nelle strutture caritative diocesane e parrocchiali.

Volontari I volontari sono in gran parte anziani e sono operativi adottando le precauzioni del caso per evitare contagi fra fruitori e gli stessi volontari. Questi ultimi, nel 2019, sono stati 158, prestando servizio nei quattro Empori per complessive 20.074 ore di volontariato (127 ore in media per ciascun volontario). “Occorrono più volontari e possibilmente più giovani – precisa il diacono Pecetti –, in modo da permettere un ricambio generazionale. Gli attuali sono tutti ben motivati e formati, partecipando con interesse alle giornate di formazione a loro dedicate, attualmente sospese per l’emergenza sanitaria”.

Aiuto  “Il dato più rappresentativo – spiega Paolo Montori, curatore del report – è senz’altro quello delle famiglie fruitrici degli Empori a cui sono state consegnate nel 2019 1.199 “tessere famiglia”, più 214 “tessere baby” (181 nel 2018) per un numero complessivo di assistiti di 3.854 persone tra adulti e minori». L’incremento delle “tessere baby” evidenzia che sono sempre più le giovani famiglie a chiedere aiuto e quelle italiane ed europee sono in aumento, rispettivamente il 27,5% e il 15%. Le famiglie provenienti dall’Africa sono il 35%, quelle latinoamericane il 18% e le asiatiche il 4,5%. L’aumento di famiglie italiane si registra negli Empori delle due principali aree industriali, San Sisto e Ponte San Giovanni, dove di più persistono gli effetti della crisi occupazionale. Ad esempio all’Emporio di San Sisto le famiglie italiane hanno raggiunto quasi il 37%, contro il 34% del 2018. Complessivamente le tessere famiglia sono aumentate di 101 unità (nel 2018 erano 1.098) e nei primi cinque anni di attività degli Empori, in particolare del “Tabgha” di Perugia, le persone aiutate sono state 7.738, la metà delle quali nell’ultimo anno: 3.854.

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