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Coronavirus, il governo pronto a chiudere scuole e università in tutta Italia fino al 15 marzo

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Coronavirus, il governo pronto a chiudere scuole e università in tutta Italia fino al 15 marzo

Redazione politica
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Il premier Conte con il capo della Protezione civile Borrelli
Il premier Conte con il capo della Protezione civile Borrelli
PERUGIA – Il governo sembra intenzionato a chiudere le scuole in tutta Italia da domani, giovedì 5 marzo, fino al 15 marzo. È quanto trapela da Palazzo Chigi secondo le principali testate nazionali. Intanto in Umbria sono state sospese tutte le attività nei dipartimenti di Agraria e Veterinaria dell’Università di Perugia, limitati gli accessi negli ospedali, limitazione di incontri o riunioni privilegiando i collegamenti da remoto. mercoledì La misura dovrebbe essere presa con un decreto in vigore da oggi. Anche se la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, prende tempo: “Abbiamo chiesto un approfondimento al comitato tecnico-scientifico”.

Reazioni Il governo, sulla chiusura di scuole e università, si è affidato al parere della commissione scientifica che già ieri aveva consigliato la chiusura per un mese degli eventi sportivi in tutto il Paese. E a quello del ministero della Salute di Roberto Speranza, che non aveva fatto mistero di essere favorevole alla chiusura. L’ipotesi chiusura ha avuto immediate reazioni politiche, a cominciare dal leader della Lega. Intanto, in Umbria, la presidente della Regione, Donatella Tesei ha firmato un’altra ordinanza preannunciata martedì sera per contenere i contagi da coronavirus. Intanto il governo sta valutando la possibilità di chiusura delle scuole in tutta Italia nei prossimi giorni. Questo, il quadro della situazione.

La bozza Nella bozza del Decreto, pubblicata da Repubblica.it, che il governo sta per varare si leggono misure particolarmente severe: a) sospensione di congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali, per il personale sanitario e il personale che garantisce i servizi pubblici essenziali e di pubblica utilità; b) rinvio di tutte le attività convegnistiche e congressuali; c) sospensione di manifestazioni di qualsiasi natura, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato e in luogo chiuso aperto al pubblico (inclusi cinema e teatri) che comportino affollamento di persone e che non garantiscano il rispetto della distanza di sicurezza/interpersonale di almeno un metro. E poi: d) divieto per accompagnatori dei pazienti di permanenza nelle sale di attesa dei Dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salvo specifica indicazione del personale sanitario del triage; e) limitazione dell’accesso di parenti e visitatori a strutture quali hospice, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani autosufficienti e non, ai soli casi consentiti dalla direzione sanitaria della struttura, adottando le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Uscite Il decreto specifica anche la “raccomandazione a tutte le persone anziane e/o affette da patologie croniche, con multimorbilità, nonché con stati di immunodepressione congenita o acquisita di limitare le uscite non strettamente necessarie ed evitare luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza/interpersonale di almeno un metro”. Infine consiglia “l’adozione dei seguenti comportamenti: 1. lavaggio frequente delle mani; 2. igiene respiratoria (starnutire o/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie); 3. mantenimento nei contatti sociali di una distanza interpersonale di almeno un metro; 4. evitare abbracci e strette di mano; 5. evitare scambi di bottiglie, bicchieri in particolare durante attività sportive”.

 

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