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Coronavirus, i medici umbri protestano per la sicurezza e il Pd va in sostegno

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Coronavirus, i medici umbri protestano per la sicurezza e il Pd va in sostegno

Redazione politica
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L'aula del consiglio regionale
L'aula del consiglio regionale

PERUGIA – La Federazione dei medici di medicina generale dell’Umbria, sale sulle barricate. Venerdì hanno inviato venerdì alla presidente Donatella Tesei, all’assessore regionale Luca Coletto e al direttore dell’area Sanità Claudio Dario. Il problema? La mancanza di presidi adeguati a proteggere i professionisti dal nuovo coronavirus. “La nostra – scrivono – è soprattutto la denuncia e lo sfogo di chi si è trovato costretto a prendersi cura della propria popolazione assistita senza dispositivi di protezione individuale”. Venerdì è stato consegnato un kit contenente una mascherina Fpp2 (cioè quelle dotate di filtri), 4 mascherine chirurgiche, 8 paia di guanti, 1 telo copri vestiti, 2 cuffie e 4 soprascarpe.

Ritardo Secondo i medici il “tutto è giunto con notevole ritardo rispetto alla comparsa del virus, che risulta assolutamente inadeguato sia nella quantità sia nella qualità. Tutto questo ci induce a pensare che la nostra sicurezza non sia una vostra priorità. Siamo sconcertati – dicono nella lettera il segretario regionale Sabatino Orsini Federici, quello della provincia di Perugia Leandro Pesca e quello della provincia di Terni Simonetta Centurione – per il pressapochismo e la inadeguatezza con il quale avete congegnato queste misure anti Covid-19 nonostante i nostri rappresentanti nella task force abbiano insistentemente chiesto attenzioni diverse per gli operatori del territorio». Un quadro di fronte al quale la Fimmg si riserva «di mettere in atto adeguate misure di protesta”.

Il Pd E sulla vicenda salta subito il gruppo consiliare del Partito democratico che si accoda alla protesta: “I dispositivi consegnati ieri a qualche medico – dice il capogruppo dem Tommaso Bori – sono, purtroppo, largamente insufficienti per qualità e quantità e in ritardo rispetto alla comparsa del virus”. Per Bori “le istituzioni preposte, a partire dalla presidente Tesei e dall’assessore regionale Coletto, devono fare fronte fronte a questa grave lacuna. La sicurezza degli operatori sanitari tutti è e deve essere una priorità delle istituzioni, ogni lavoratore va tutelato perché meritevole di attenzione e dignità”.

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