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Il piano della Regione per affrontare l’emergenza coronavirus nel territorio

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Il piano della Regione per affrontare l’emergenza coronavirus nel territorio

Redazione politica
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L'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto
L'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto

PERUGIA – Nel fare il punto sulla situazione dei contagi in Umbria, martedì mattina l’assessore alla Sanità Luca Coletto ha illustrato in consiglio regionale il piano per la riorganizzazione del settore, in coincidenza dell’emergenza.

Richiesta Ha annunciato di aver chiesto al Governo 326 unità di personale sanitario aggiuntivo e per la precisione 154 infermieri, 37 oss, 19 radiologi, tre tecnici di laboratorio, 26 anestesisti, 14 pneumologi, 13 infettivologi, dodici cardiologi, 15 internisti, 24 per l’emergenza urgenza e nove autisti di ambulanza. Previsti attivazione di otto posti letto di area critica attualmente non funzionanti, la creazione di 26 posti di letto di terapia intensiva separati dalle restante aree di terapia intensiva da deciare al ricovero di pazienti positivi al Coronavirus. Oltre a questo, il fabbisogno strumentale è quello di attivare fisicamente 34 apparecchi multi parametrici, 35 apparecchi fissi per ventilazione forzata e undici trasportabili, che in parte saranno acquistato con l’aiuto delle fondazioni bancarie e in parte con la centralizzazione degli  acquisiti presso una delle aziende sanitarie.

Perugia e Terni. Coletto spiega che “è stato redatto un piano per la gestione dei posti letto della rete ospedaliera regionale, che si basa su una ricognizione realizzata da gruppo di esperti che hanno valutato condizioni gestionali e strutturali dei posti letti dei reparti di Malattie infettive e Terapia intensiva su cui è stata ipotizzata riorganizzazione su tre livelli: fino a 10 positivi ricoverati, che oggi abbiamo superato, da 10 a 30 positivi ricoverati e oltre 30 ricoverati. I livelli  prevedono misure progressive di organizzazione dei flussi dei pazienti individuando i Dea – ha sottolineato – di secondo livello (ospedali di Perugia e Terni)come punto di riferimento per la gestione dell’emergenza dei casi gravi coi reparti di Malattie infettive e Terapia intensiva; i Dea di primo livello (ospedali di Orvieto, Spoleto, Foligno, Città di Castello e Branca) sono stati distinti in due tipologie: una da destinare all’emergenza Coronavirus, che richiede una riconfigurazione delle strutture, e la seconda da destinare a patologie acuta e subacuta medica e di chirurgia ordinaria; anche gli ospedali di base (Assisi, Pantalla, Castiglione del Lago, Umbertide e Narni-Amelia) saranno divisi in due tipologie: quelli da destinare all’emergenza Coronavirus, riconfigurandoli, e quelli di supporto all’emergenza e quindi dipendenti da ospedali di primo e secondo livello”.

Branca per le emergenze. Oltre a questo, ha spiegato che è al vaglio l’ipotesi di destinare all’emergenza Coronavirus l’ospedale di Branca, dove c’è la Rianimazione, può accogliere gli infetti con sintomi più importanti, mentre l’ospedale di Pantalla potrebbe raccogliere tutti gli infetti senza sintomi importanti e ci stiamo già attivando in tal senso. Annunciando in questo senso una riorganizzazione strutturale del pronto soccorso e della degenza: “nel giro di 48 ore Branca dovrebbe essere pronta e attivata per accogliere eventuali pazienti sintomatici ma non gravi”, ha detto Coletto. Montitorata la situazione delle mascherine: “dall’inizio abbiamo rifornito le scorte esistenti con tre ordinativi di 5.200 mascherine, di 16 mila e ulteriori 15 mila maschere ffp2 e ffp3, quest’ultime consegnate ieri”, ha spiegato l’assessore. Si vedrà a partire dai prossimi giorni quali saranno i riscontri concreti.

 

 

 

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