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Coronavirus in Umbria: caso sospetto, subito in isolamento: boom di mascherine e chiamate

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Coronavirus in Umbria: caso sospetto, subito in isolamento: boom di mascherine e chiamate

Redazione
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foto Davide Bonifazi

PERUGIA – “Un caso con caratteristiche di sospetto da subito monitorato e ora in isolamento ospitato in una piccola struttura ricettiva umbra che presenta sintomi respiratori e che avrebbe avuto contatti in tempi recenti con un soggetto che pare abbia contratto l’infezione da Coronavirus in Lombardia”: si tratterebbe di una turista di Assisi che avrebbe avuto contatti con qualcuno dei contagiati della zona di Codogno. La donna del Nord Italia è stata trasferita in ambulanza al reparto Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.

La nota Così sabato pomeriggio, poco prima delle 15, la Regione in una nota a margine del Comitato operativo alla Protezione Civile sul Coronavirus, che si sta svolgendo alla presenza del premier Giuseppe Conte e seguito in collegamento da tutte le Regioni. Tra questi ci sono anche i presidenti dell’Umbria Donatella Tesei, della Lombardia Attilio Fontana, del Veneto Luca Zaia, del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Tutti i presidenti sono in contatto diretto con Palazzo Chigi e la presidenza del Consiglio. Sul caso sospetto la Regione Umbria precisa che le organizzazioni sanitarie si sono attivate per ospedalizzare la persona con sintomi e mettere in sicurezza tutti i contatti, al fine di annullare il rischio della collettività.

L’assessore Non presentano profili di criticità le condizioni della paziente. Lo ha detto l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, rispondendo all’Ansa. “Viene monitorato e non ci sono attualmente motivi di preoccupazione” ha aggiunto.  Il paziente – isolato in un reparto di degenza ordinaria – è stato sottoposto ai tamponi e i risultati sono attesi nelle prossime ore. “Domani (domenica ndr) avremo l’esito definitivo – ha spiegato Coletto – ma non c’è motivo di preoccuparsi. Si tratta solo di misure di prevenzione”. L’assessore ha sottolineato che il caso umbro è stato trattato “come tutti gli altri sospetti in Italia, secondo un protocollo standard”.

Altotevere Intanto, in merito alle preoccupazioni che stanno emergendo nella comunità di Trestina il sindaco, Luciano Bacchetta, in costante contatto con il Commissario Straordinario della Usl Umbria 1, dottor Silvio Pasqui, trasmette la comunicazione seguente della dottoressa Daniela Felicioni direttore del distretto sanitario alto tevere umbro. “Comunicazione in merito a signora presente a Trestina proveniente da Lodi. Si informa che la donna segnalata dalla Usl di Lodi come contatto di caso infetto da nuovo coronavirus ha lasciato volontariamente la località di Trestina , ove si era recata negli ultimi giorni, dopo aver informato i colleghi del dipartimento di Prevenzione, che le hanno raccomandato di mettersi in auto e recarsi direttamente alla propria residenza senza fare soste sotto la sua diretta responsabilità. Della cosa i colleghi hanno informato sia la locale stazione di polizia che la Usl di residenza di altra Regione. Si tiene a precisare che la signora è sempre stata asintomatica. I familiari della persona sono in regime di quarantena per ovvi motivi precauzionali”. Il sindaco, Luciano Bacchetta, comprendendo le preoccupazioni dei cittadini di Trestina comunica che “terrà costantemente informata la comunità locale» invitando tutti al rispetto delle «norme igienico-sanitarie” diramate a livello nazionale e dalla task-force regionale presso la sede della Protezione Civile a Foligno.

Chiamate Nel frattempo, sono state 80 le chiamate ricevute nella giornata di sabato dagli operatori  del  numero verde attivato dalla Regione Umbria (800636363) per ascoltare i cittadini che hanno la necessità di avere notizie sulle modalità di contagio da coronavirus e sulle misure da adottare anche a scopo di prevenzione. A differenza degli altri giorni in cui le telefonate in media non hanno superato il numero di dieci, oggi dopo le notizie dei casi accertati in altre regioni e di un caso sospetto da verificare  sul territorio regionale,  gli operatori hanno registrato un’impennata di chiamate che arrivano prevalentemente dall’Umbria con la richiesta di notizie sul caso sospetto e sulla tempistica del risultato delle analisi di laboratorio effettuate per accertare il reale contagio.

Potenziato E’ stato deciso di potenziare, a partire dalla prossima settimana, il numero di operatori con competenze sanitarie che risponderanno al numero verde. In proposito i medici della task force e il direttore regionale alla sanità, Claudio Dario,  rassicurano che è stato rispettato a pieno il protocollo ministeriale e che il paziente con sintomi sospetti è in isolamento. I risultati delle analisi effettuate saranno disponibili non prima di 24 ore.

Task force A Foligno, intanto, è già operativa la task force attivata dalla Regione Umbria per fronteggiare e prevenire la diffusione dell’infezione da Coronavirus. Nel corso dell’incontro, dove era presente anche la presidente Donatella Tesei,  è stata ribadita la piena operatività della macchina organizzativa della Regione in linea con le direttive nazionali, sono stati affrontati vari aspetti relativi alla gestione di un’eventuale emergenza” ed è stato segnalato il caso sospetto. Nella nota si ribadisce che “le raccomandazioni divulgate sinora di rispetto delle norme igienico sanitarie sono misure efficaci per prevenire contagi. Inoltre si sottolinea la necessità di rivolgersi telefonicamente al proprio medico di famiglia in caso di sintomi influenzali senza recarsi negli ambulatori o ai pronto soccorso degli ospedali”.

Mascherine. E’ boom di richieste di mascherine nelle farmacie dell’Umbria dopo i recenti casi di coronavirus che si stanno verificando in Italia ma “sono esaurite” quelle con le caratteristiche che le rendono efficaci per evitare il contagio. Lo ha detto Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria, il sindacato dei titolari delle farmacie, parlando con l’Ansa. Disponibili sono ormai poche mascherine ‘leggere’ non in grado di fermare gli eventuali virus. “Negli ultimi giorni – ha spiegato Luciani – c’è stato un notevole aumento di richieste per queste protezioni ma le scorte sono esaurite. Tra la gente che viene in farmacia c’è apprensione e in tanti chiedono informazioni”. Il presidente di Federfarma Umbria ha invitato ad “attenersi a ciò che dice la scienza, anche perché l’Italia è tra i Paesi più attrezzati e all’avanguardia al mondo”. “E’ bene lavare frequentemente le mani – ha aggiunto -, magari utilizzando un germicida. E di questi prodotti nelle farmacie umbre non c’è carenza”.

La Chiesa Interviene anche la Curia Umbria. I(l cardinale Gualtiero Bassetti parla a margine dell’incontro di Bari ‘Mediterraneo, frontiera di pace’ “Per l’emergenza Coronavirus e le eventuali precauzioni da prendere in chiesa agirò in totale accordo col ministro della Salute, non abbiamo i dati precisi, ma siamo disposti per tutelare la salute ad attuare qualsiasi disposizione. Ancora non ho avuto contatti – sottolinea – con il ministro, esco da un turbillon durato quattro giorni. Sono preoccupato, certoperché sono cose che riguardano la salute e il bene delle persone, ma sono convinto che non bisogna usare allarmismo, servono precauzioni da osservare. Prenderemo provvedimenti stabiliti per legge, non siamo l’autorità civile. Non posso prendere provvedimenti non suggeriti dall’autorità civile, diffonderei un timore eccessivo. La messa di domani (domenica ndr) è tutta regolare, non c’è ragione perché non lo sia. A Perugia c’è una Università per stranieri e molti vengono dall’Oriente ma credo che già l’autorità civile abbia preso cautele, ma non riguarda me come arcivescovo”, spiega, rivelando di non aver ancora acquistato “una mascherina protettiva”.

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